Home Cultura & Società La poesia per tutti. ‘Pane e…Quotidiano’

La poesia per tutti. ‘Pane e…Quotidiano’

Quotidiano

PANE E  QUOTIDIANO

la Poesia è per tutti, rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di M. Pia Latorre ed Ezia Di Monte.

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere.

In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

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Il 16 ottobre 1906 nacque a San Pellegrino (Belluno), Dino Buzzati, scrittore poeta, giornalista e pittore italiano. Prestò l’attività di giornalista e di scrittore a Milano, dove visse fino alla morte, sopraggiunta nel gennaio del 1972.

Dino Buzzati è stato un autore tra i più raffinati del Novecento. Completati gli studi universitari in Giurisprudenza, a 22 anni cominciò a collaborare per il Corriere della Sera, di cui restò una delle firme più illustri fino agli ultimi giorni di vita.

Per il quotidiano di via Solferino fu prima inviato di guerra sul fronte etiopico, e in seguito critico d’arte.

Nel 1940 pubblicò il suo romanzo più conosciuto: “Il deserto dei Tartari”, che raccoglie gli aspetti salienti della sua poetica, riassumibile nel rapporto tra l’angoscia esistenziale dell’uomo moderno e il proprio desiderio di fuga dal tempo.

Rientrarono tra i suoi interessi la pittura, il teatro e il cinema. Collaborò con Federico Fellini alla sceneggiatura di un film che purtroppo non fu portato a termine.

Scrivi, ti prego…
Scrivi, ti prego.
Due righe sole, almeno,
anche se l’animo è sconvolto
e i nervi non tengono più.
Ma ogni giorno
a denti stretti, magari delle cretinate senza senso,
ma scrivi.
Scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni.
Crediamo di fare cosa importante
tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca.
Comunque, questo è il tuo mestiere,
che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte,
solo questa è la porta da cui, se mai, potrai trovare scampo.
Scrivi, scrivi.
Alla fine, tra tonnellate di carta da buttare via.
Una riga si potrà salvare. (Forse).

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