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Costituzione Italiana e storia dell’uomo

Nel corso degli anni l’Italia ha vissuto e combattuto guerre, risollevato il Paese da profonde crisi e rivoluzionato la qualità di vita dei cittadini. E ora, a che punto siamo della storia umana?

di Francesca Leoci 

La costituzionalità del Paese italiano

Art. 1 della Costituzione Italiana

“L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro.”

Cos’è esattamente una Repubblica Democratica? E’ la forma di governo in cui tutte le cariche pubbliche si riconducono direttamente o indirettamente al consenso del popolo. L’Italia diventa una Repubblica Democratica il 2 giugno 1946, giornata nazionale che festeggiamo ogni anno in ricordo della fine di uno dei periodi storici più leggendario: la fine del Fascismo.

Cos’è il Fascismo? Il Fascismo – nato ufficialmente in Italia il 31 ottobre 1922 e più generalmente definito come Dittatura – è la forma di governo che accentra il potere nelle mani del dittatore il quale lo detiene e impone con forza.

Art. 3 della Costituzione Italiana

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”

“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese“.

Art. 4 della Costituzione Italiana

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”

Art. 35 della Costituzione Italiana

“La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.

Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori.”

Con ulteriormente le prime due parti dell’art. 35, notiamo che si continua a porre il lavoro al centro dei Diritti e Doveri dei cittadini. Assemblare gli articoli citati ci da un quadro già completo dei principi che rappresentano la Costituzione della nostra cara Italia, ma ora che ci siamo dedicati ad ascoltare la teoria… passiamo ai fatti risaltando qualche altro dettaglio.

L’obbligo del vaccino è incostituzionale?

Art. 32 della Costituzione Italiana

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

Pare che la legge non accetti l’obbligo di un qualsiasi trattamento sanitario somministrato che non rispetti il consenso dell’individuo. Oggi, non si tratta neanche di curare una persona malata ma bensì di intervenire sull’individuo sano (in effetti non si obbliga al vaccino, ma al Green Pass). La Consulta sin dal 1990 ha messo alcuni paletti: dichiara incostituzionale la legge 4 febbraio 1966 n 51 sulla obbligatorietà della vaccinazione anti-poliomielitica, nella parte in cui non prevede un’indennità per lo Stato in caso di danno derivante da contagio o da altra malattia riconducibile alla vaccinazione obbligatoria anti-poliomielitica.

Ora, tornando al presente, poniamoci semplicemente alcune domande sulle vaccinazioni da Covid-19. Essi forniscono totale sicurezza sulle conseguenze di medio e lungo tempo sulla vita umana? Può avere ripercussioni sulla fertilità maschile e femminile? Gli effetti collaterali dovuti al vaccino tra i 10 e i 15 giorni dalla somministrazione sono tutte casualità o possiamo realizzare un chiaro disegno unendo i puntini che ci son stati forniti? Quanta percentuale di vaccinati è stata esaminata per testare la reale efficacia del vaccino dopo essere stato inoculato? Quante risposte ci vengono realmente date?

La Risoluzione 2361 del Consiglio d’Europa del 28 gennaio 2021 sollecita gli Stati membri e l’Unione europea ad ′′assicurarsi che i cittadini siano informati che la vaccinazione non è obbligatoria e che nessuno subisca pressioni politiche, sociali o di altro tipo per vaccinarsi, se lui o lei non vuole farlo personalmente′′; e ad “assicurarsi che nessuno sia vittima di discriminazione per non essere vaccinato, a causa del rischio potenziale per la salute o per non voler essere vaccinato“.

L’incostituzionalità si conferma sia quando si viene obbligati a fare un vaccino anti Covid-19, sia quando, per potersi recare ad un ristorante, cinema o teatro, si venga costretti a farselo iniettare: siamo innanzi ad una sorta di “negozio in frode alla Costituzione”. E, secondo il Garante per la protezione dei dati personali:Il datore di lavoro non può chiedere ai propri dipendenti di fornire informazioni sul proprio stato vaccinale.

La storia racconta

Facciamo qualche passo indietro. Soffermiamoci sul lontano 1938, anno in cui fu firmato il “Manifesto del Razzismo Italiano” da parte di autoritari scienziati e docenti italiani, quei carinissimi soggetti a cui siamo tutti affezionati, convinti di poter riporre totale fiducia nelle loro tesi.

Grazie ad una propaganda tanto entusiasta, le ideologie fasciste ricevettero consenso dalla maggioranza pur non avendo nulla di scientifico. Non ammettevano nessuna discussione ne confronto che si opponesse ai loro ideali, e adesso – come allora – nulla di ciò viene accettato seppur da soggetti altrettanto autorevoli. Molti di essi vennero messi a tacere o censurati (oggi e allora). La scienza accettava semplicemente ciò che faceva comodo al regime.

 

Passaporto Verde

Nel periodo fascista venne ideato il “Passaporto Verde” (ma che coincidenza, verde anche lui) il quale – anch’esso – veniva definito “facoltativo”. Cosa rappresentava? Dal 1938 la mancanza di iscrizione al Partito Fascista comportava l’impossibilità di accesso al lavoro e pesanti sanzioni per i datori di lavoro che assumevano dipendenti privi di Passaporto Verde.

Guardando al passato, reputiamo inaccettabile un evento tanto tragico e non comprendiamo come fosse stato possibile arrivare ad una dittatura tale. E’ evidente che il raggiungimento di un disastro così sbalorditivo sia stato possibile grazie all’approvazione di molti, di quei complici di una dittatura sfociata addirittura in genocidio di massa.

Allo stesso modo, oggi, ipnotizzati dalla propaganda televisiva si reputa assolutamente normale essere licenziati per non essersi fatti iniettati un siero sperimentale (gratis) sviluppato in 9 mesi e di una durata teorica di mesi durante i quali è possibile contagiare ed essere contagiati. Soluzione alternativa? Il famigerato tampone (a pagamento) che riesce a dare un risultato preciso dello stato di salute di un individuo in quel preciso momento. Dunque, per quale motivo non rendere gratuito il metodo che accerta maggiormente lo stato di salute della persona interessata e di conseguenza del benessere altrui?

Confronto con i sieri del passato

Giustamente bisogna paragonare anche il buono della scienza negli anni precedenti, e mi pare ovvio controbattere ribadendo l’efficacia che hanno avuto i vaccini passati sulle epidemie scampate grazie ad essi. Osserviamo:

L’Ufficio Nazionale di Statistica Britannico mostra i dati sulla mortalità causa pertosse in Inghilterra e nel Galles a partire dal 1838, che ebbe un andamento in diminuzione già fino a poco prima dell’introduzione del vaccino nel 1950, senza alcuna variazione.

L’Ufficio Nazionale di Statistica Britannico mostra i dati sulla mortalità causa morbillo in Inghilterra e nel Galles a partire dal 1838. L’introduzione del vaccino avvenne nel 1968 quando la curva della mortalità si fu già assestata, senza variazioni.

L’Historical Statistics USA si riferisce all’andamento della mortalità causata da influenza e polmonite a partire dal 1960 che vide un calo nel 1978. La vaccinazione iniziata nel 1972 vede sorprendentemente un andamento crescente della mortalità nel 1978 seppur con una sempre più maggiore copertura vaccinale.

L’Ufficio Nazionale di Statistica Britannico riporta i dati inerenti alla mortalità per scarlattina e vaiolo a partire dal 1838, mostrando un picco di mortalità in seguito all’introduzione della vaccinazione obbligatoria nel 1853.

L’Ufficio Nazionale di Statistica Britannico mostra la mortalità per tetano a partire dal 1901. Anche il vaccino introdotto nel 1961 non mostra nessuna variazione sull’andamento della mortalità già in assoluta diminuzione.

Per tratte alcune conclusioni, si potrebbe ipotizzare che parte dei vaccini introdotti nella storia dell’uomo non abbiano compreso a fondo il funzionamento del nostro sistema immunitario. Per cui – senza togliere grande stima alla ricerca scientifica – i grafici potrebbero spingere a sottolineare la necessità di ritrattare l’efficacia di alcuni vaccini.

Ma c’è chi ancora incita gli uomini di poca fede a fidarsi degli “esperti”. Senza esprimere opinioni personali, mi limito a trascrivere la storia, fatti realmente accaduti, grafici statistici e prove concrete. Il resto, lo lascio ipotizzare a voi.

“La storia racconta, la storia insegna.”

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

 

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