Home Diritti & Lavoro Pesca e Acquacoltura tra diversificazione e multifunzionalità: opportunità e prospettive

Pesca e Acquacoltura tra diversificazione e multifunzionalità: opportunità e prospettive

I mari di tutto il globo vivono un periodo di rapidi cambiamenti, a causa dell’innalzamento climatico, dell’intensificazione dei traffici marittimi, dell’uso smodato delle coste, delle attività di pesca e acquacoltura.
Ognuno di questi aspetti rischia di interferire sull’equilibrio esistente fra le specie marine e, di conseguenza, di alterare le funzioni ecosistemiche che da tali specie dipendono. Se ne è discusso mercoledì 13 ottobre a Mola di Bari nel corso del workshop sul tema “Pesca e Acquacoltura tra diversificazione e multifunzionalità: opportunità e prospettive”.
L’iniziativa dell’Assessorato Politiche Ambientali-Comunitarie, Agricoltura e Pesca, Bioeconomia, che rientra nel programma del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2021, ha inteso fare il punto sul settore della pesca e dell’acquacoltura soffermandosi sullo stato di salute del Mediterraneo e sull’eccessivo sfruttamento degli stock ittici.
Il workshop ha offerto, inoltre, un approfondimento delle prospettive di sviluppo della Blue Economy, grazie alle azioni e alle linee di finanziamento che la Comunità Europea, il Governo nazionale e quello regionale riservano per la riduzione dei livelli di inquinamento o l’adozione di nuovi sistemi di pesca meno invasivi, mirati alla salvaguardia delle risorse, nell’ottica della transizione sostenibile del sistema ittico.
“Durante il workshop” – ha affermato Elvira Tarsitano, Assessora alle Politiche Ambientali-Comunitarie, Agricoltura e Pesca, Bioeconomia – “abbiamo fatto un punto su quelli che potranno essere i futuri scenari di un settore come quello ittico, che nel corso degli anni ha attraversato una serie di criticità. Oggi, a causa dei cambiamenti climatici in atto, siamo chiamati ad affrontare il tema della transizione sostenibile come una necessità non più differibile.
Possiamo farlo, cercando di cogliere le numerose occasioni che ci vengono offerte da strumenti di finanziamento destinati al settore della pesca e dell’acquacoltura, per far sì che il mare continui ad essere una risorsa per l’economia del nostro territorio”.
“Parlare di pesca in questa città significa parlare di storia, ma anche del presente e del futuro non solo di Mola e dei molesi ma di tante città pugliesi” – ha aggiunto Lucia Parchitelli, Consigliera della Regione Puglia – Il mare, insieme all’agricoltura, è la nostra risorsa più grande, bagnando quasi 900 chilometri della nostra costa.
La “blu economy” e tutte le attività umane che utilizzano, e non sfruttano, il mare sono oggi prepotentemente al centro delle nostre scelte, anche politiche. Il tutto in un’ottica di sostenibilità. Oggi, ad esempio, parliamo sempre più di “Acquacoltura pugliese 4.0”. Grazie al PNRR-Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, 800 milioni di euro saranno a disposizione in Italia solo per la logistica in agricoltura, pesca e florovivaistica.
A questi fondi se ne aggiungeranno altri, molto importanti: sicuramente una grande opportunità per il Paese e ovviamente per la Puglia”. “Guardiamo alla pesca e all’acquacoltura per il loro valore storico” – ha spiegato Parchitelli – “ma anche culturale ed economico. Personalmente ho sempre visto chi vive di pesca come una figura incredibile: la pesca è poesia, fatica, purtroppo anche pericolo.
Se riusciremo, come politica, a facilitare le condizioni di lavoro e di conseguenza di vita di chi opera nel settore, evitando magari che i giovani si allontanino dalla pesca, avremo raggiunto sicuramente un grande risultato e fatto bene il nostro lavoro”.
“Confrontarmi con i territori, con il Paese reale, con i pescatori in questo caso, con coloro che si imbattono in quelle che sono le norme, le regole, ma anche le opportunità, che l’Europa offre, per me è sempre importante” – ha esordito Giuseppe Ferrandino, Parlamentare europeo, vicepresidente della Commissione Pesca – “Spesso è difficile far passare il messaggio corretto.
In questa occasione ho potuto spiegare quelle che sono le ultime normative europee e i motivi che sono alla base di queste normative. Pensiamo, ad esempio, alle limitazioni imposte negli anni scorsi alla pesca del tonno: è grazie a questa lungimiranza che il tonno rosso si è potuto ripopolare ed ora rappresenta una risorse per la pesca”.
Ferrandino ha sottolineato che analoghe misure sono state adottate nel Mare del Nord a sostegno della pesca del merluzzo bianco: dopo l’iniziale riduzione al 70%, in 20 anni la pesca si è ripresa tornando a livelli significativi per gli operatori ittici. “Oltre a limiti e regolamenti” – ha detto l’eurodeputato –  “l’Unione Europea stabilisce anche ristori a sostegno di pesca ed acquacoltura e mette a disposizione dell’Italia 518 milioni di euro, destinati anche a sostenere la transizione verde, il ricambio generazionale, la tutela della piccola pesca, la multifunzionalità in ottica turistica.
Insomma, l’Unione Europea distribuisce regole ma anche tante opportunità: dobbiamo essere pronti a coglierle”.
La consigliera comunale di Mola di Bari Angelica Tribuzio, delegata alle politiche generative, ha posto l’accento sulla necessità di “sensibilizzare e diffondere la cultura della sostenibilità ambientale, che diventa centrale in uno scenario mondiale in continua evoluzione.
Abbiamo condiviso un momento di confronto e di formazione, nonché di acquisizione di una maggiore consapevolezza sulla necessità di salvaguardare il nostro mare come fonte di ricchezza e valorizzazione del territorio, coniugando la tradizione all’innovazione guidati dalla transizione sostenibile”. “È stato un evento molto voluto dall’amministrazione comunale, – ha sottolineato Marco Ungaro, consigliere comunale di Mola di Bari, – che ha permesso di recepire, da Unione Europea, Regione ed esperti, tutte le novità e le opportunità che possono essere introdotte per riavvicinare pesca e ambiente. Nelle prossime settimane il Comune sarà impegnato al fianco dei pescatori in iniziative di recupero della plastica che è stata gettata in mare: Un’occasione per creare una connessione fra lavoro e ambiente”.
Focus del Workshop i tre dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030, direttamente connessi con il lavoro e con l’economia del mare in un’ottica che garantisca crescita e benessere sociale, tenendo conto allo stesso tempo delle esigenze dell’ambiente, alla sua tutela e alla sua capacità di rigenerazione delle risorse.
Il Goal 14 La vita sott’acqua mira ad Conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile; il Goal 13 Agire per il clima ha lo scopo di Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze; il Goal 12 Consumo e produzioni responsabili intende Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo.
All’evento hanno partecipato anche politici e amministratori, rappresentanti del mondo della Ricerca e delle imprese.
Fra questi, Francesca Portincasa, Coordinatore Industriale e Servizi Tecnici dell’Acquedotto Pugliese, che ha posto l’accento sull’importanza di garantire la qualità delle acque, illustrando i numerosi progetti che l’Acquedotto Pugliese ha in cantiere per promuovere la sostenibilità e che coinvolgono anche gli operatori ittici. Massimo Zuccaro, Ricercatore CIHEAM ((International Centre for Advanced Mediterranean Agronomic Studies) ha spiegato quanto il settore della Ricerca si stia impegnando per fornire al settore ittico strumenti e dati scientifici, utili a coniugare le esigenze degli imprenditori della pesca con quelle di rigenerazione delle risorse del Mediterraneo.
Pasquale Ferrante, Direttore Legacoop Puglia, ha definito prioritario “intervenire nell’innovazione di processo, e di prodotto, nell’integrazione tra le catene del valore, concetto più ampio delle filiere che in esse sono contenute, nonché riteniamo che gli operatori della pesca e dell’acquacoltura debbano essere aiutati, nella consapevolezza del loro attuale stato di sofferenza, a promuoversi protagonisti in una trasversalità, settoriale e di pervasione territoriale, che superi definitivamente gli stereotipi che oggi riguardano il settore.
Abbiamo pertanto la necessità di partire da una visione che consenta di perseguire indirizzi strategici e processi attuativi non parcellizzati ma di sistema, strutturali, organici, individuati da linee di indirizzo univoche”. Di grande interesse, infine, gli spunti di riflessione provenienti dal terzo settore, con Chiara Introna, Presidente Associazione John APS, sull’importanze della cooperazione, e con Nicola Ungaro, Direttore Centro Regionale Mare – ARPA Puglia, sulle attività dell’Agenzia regionale che coinvolgono il monitoraggio e lo studio della salute del Mediterraneo.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui