Home Cronaca Il rito della sepoltura e il riconoscimento dell’evento luttuoso

Il rito della sepoltura e il riconoscimento dell’evento luttuoso

La vita a un certo punto cede il passo alla morte. La dipartita di una persona cara o anche di un conoscente non è mai facile da sostenere sia sul piano psicologico che sociale.

Dunque chi resta come affronta  il delicato passaggio?

Persino nella concezione deterministica e materialista di Ugo Foscolo si intravede la necessità di una degna sepoltura per elaborare il lutto e poter così passare oltre il dolore, il senso di vuoto, e anche poter piangere su una tomba che consente il ricordo del deceduto nel vivente.

“…Ma perché pria del tempo a sé il mortale invidierà l’illusion che spento pur lo sofferma al limitar di Dite? Non vive ei forse anche sotterra, quando gli sarà muta l’armonia del giorno, se può destarla con soavi cure nella mente de’ suoi? Celeste è questa corrispondenza d’amorosi sensi, celeste dote è negli umani, e spesso per lei si vive con l’amico estinto e l’estinto con noi, se pia la terra che lo raccolse infante e lo nutriva, nel suo grembo materno ultimo asilo porgendo…”  vv. 23-35 Dei Sepolcri

Secondo il punto di vista foscoliano, la tomba non ha alcuna utilità per i morti, al contrario è utile a chi resta perché consente la “corrispondenza d’amorosi sensi”, ossia quella relazione affettiva che protrarrà il legame tra il defunto e i suoi cari.

L’inganno della mente umana che per autodifesa crede di non morire mai del tutto sopravvivendo nei ricordi dei suoi amati.

Per molti mesi l’emergenza sanitaria da Covid19 ha impedito la celebrazione del rito funebre, e ancor peggio è stata negata la possibilità a dare un ultimo saluto ai propri cari estinti. Oggi si, tutto avviene, ma con notevoli limitazioni, eppure la cerimonia funeraria è di estrema importanza per colui che resta perché di fatto rappresenta l’inizio del processo di elaborazione legato proprio alla perdita subita.

Il senso di abbandono che la persona avverte rappresenta una vera e propria frattura interiore, sul piano psicologico il dolore percepito per la scomparsa può essere di intensità tale da spingere colui che resta a voler morire anch’egli.

Sul piano sociale può verificarsi una chiusura, un’estraniazione dalla rete amicale e a volte anche parentale, un rifugiarsi nella propria angoscia.

L’elaborazione del lutto avviene attraverso delle fasi ben precise che vanno dalla negazione, alla rabbia, alla negoziazione e comprensione di quanto è accaduto, a un possibile periodo di depressione, e infine all’accettazione.

L’elaborazione del lutto non è facile. Realizzare la perdita, però, è necessario per poter riprendere a vivere nuovamente con serenità e per evitare che la situazione di dolore e depressione possa cristallizzarsi e sfociare in disturbi e avvisaglie di altre tipo.

Ovviamente ogni individuo ha i suoi tempi, presenta differenti sensibilità e risposte all’evento luttuoso che sono in relazione alla sua condizione mentale e anche ai legami con la comunità sociale di cui è parte integrante.

Per tale motivo la cerimonia funebre è di estrema importanza, accompagnare il feretro e dare degna sepoltura al morto non è solo un fatto di natura culturale, sociale e religiosa presente e differente per rappresentazione del rito in ogni collettività, esso è principalmente il momento che serve alle persone per dire addio.

Francesca Moretti

Bibliografia immagine:

https://pixabay.com/it/photos/grave-monumento-calcolo-morte-2625396/

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