Home Economia & Finanza Caparini (Regioni): riforma fiscale preservi attuali margini di manovra finanziaria delle Regioni

Caparini (Regioni): riforma fiscale preservi attuali margini di manovra finanziaria delle Regioni

ROMA “Preservare gli attuali margini di manovra tributaria delle Regioni nella futura riforma fiscale, condividere l’accesso alle banche dati fiscali nazionali anche per una più efficace lotta all’evasione fiscale, lavorare per una nuova spinta alla collaborazione sul fronte dell’innovazione e della transizione digitale tra tutti i livelli di Governo del paese per rispondere celermente alle side poste dal PNRR”, così Davide Carlo Caparini (coordinatore della commissione Affari Finanziari della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e assessore al Bilancio della Regione Lombardia), sintetizza i temi trattati oggi nel corso dell’audizione convocata dalla Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria, in merito all’indagine conoscitiva sulla digitalizzazione e interoperabilità delle banche dati fiscali.

Dopo aver fatto il quadro del sistema tributario regionale – ricordando che la metà delle entrate effettive delle Regioni è destinato al finanziamento della sanità – Caparini ha sottolineato che la riforma fiscale attualmente in discussione e le nuove forme di imposizione debbano preservare la disponibilità per le Regioni dei margini di manovra tributaria oggi assicurati da Irap e addizionale Irpef.

Toccando poi il tema della mancata attuazione del federalismo fiscale, la cui concretizzazione è stata ulteriormente rimandata al 2026, Caparini rimarca la necessità   che ogni provvedimento statale di intervento sui tributi regionali riporti nella relazione tecnica  la stima delle conseguenti variazioni in termini di gettito per ciascuna regione e, con riferimento ad IRAP e addizionale regionale IRPEF, evidenzi distintamente gli effetti sui gettiti di base e su quelli derivanti da manovre regionali da compensare e soprattutto che preveda una norma compensativa. “Le Regioni chiedono che gli stessi modelli di stima e basi dati utilizzate dallo Stato siano resi disponibili alle regioni, in un’ottica di trasparenza, per consentire una verifica autonoma dei risultati da parte delle stesse, anche per agevolare la diffusione di informazioni e di omogenei metodi di quantificazione delle variazioni tributarie”.

In linea più generale, la condivisione della banca dati fiscali nazionali rappresenta un fondamentale supporto per le Regioni per intervenire con maggiore efficacia e per apportare utili proposte nelle diverse sedi di confronto con lo Stato. Secondo Caparini se si vuole “rendere attiva la collaborazione tra livelli di governo nella lotta all’evasione, risulta fondamentale rendere disponibili e condivise a tutti gli enti interessati le banche dati in materia fiscale”.

Infine per quanto riguarda “la strategia di sviluppo prevista dal PNRR con riferimento al Cloud nazionale – conclude Caparini – è di fondamentale importanza instaurare un dialogo tra il ministero e le Regioni per approfondire gli aspetti e i riflessi della strategia presentata sulle amministrazioni regionali, anche considerando il fatto che molte Regioni hanno già costruito data center con fondi europei”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui