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Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

PANE E  QUOTIDIANO

la Poesia è per tutti

rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di M. Pia Latorre ed Ezia Di Monte.

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

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Francisco Luis Bernárdez nacque  il 5 ottobre 1900, a Buenos Aires, da genitori spagnoli. A vent’anni compì un viaggio nella patria degli antenati, la Spagna, e lì visse dal 1920  al 1924. Lavorò come giornalista a Vigo, redattore del “Pueblo gallego”. Entrò in contatto con figure come i fratelli Antonio e Manuel Machado e con Juan Ramón Jiménez. Per un breve periodo si stabilì anche in Portogallo. Rientrato in Argentina, strinse amicizia con l’allora poco noto Jorge Luis Borges, con cui gli piaceva percorrere i sobborghi di Buenos Aires. In seguito, lavorò al giornale La Nación. Dal 1928 scrisse per la rivista Criterio, e si unì al gruppo dei fondatori del giornale El Mundo. Nel 1937, fu nominato segretario della biblioteca municipale del quartiere di Boedo, e vi fece entrare Jorge Luis Borges, che vi lavorò come aiutante catalogatore dal 1937 al 1946.Questa biblioteca, decana delle biblioteche pubbliche di Buenos Aires, acquisì successivamente fama internazionale per essere stata il primo posto pubblico in cui Borges lavorò e scrisse.

Nel 1944 fu impiegato al nuovo Sottosegretariato Nazionale della Cultura come direttore generale. Fra il 1944 e il 1950, Bernárdez fu direttore generale delle biblioteche pubbliche municipali. Dopo il colpo di Stato del 1955, fu incorporato nel servizio diplomatico argentino, come ambasciatore a Madrid, fino al 1960. Andò in pensione come ministro plenipotenziario. Negli ultimi anni della sua vita rimase cieco, tuttavia conservò sempre il suo atteggiamento gioviale ed entusiasta e il suo amore per le lettere.

Soneto: Si para recobrar lo recobrado

Si para recobrar lo recobrado
debí perder primero lo perdido,
si para conseguir lo conseguido
tuve que soportar lo soportado,

si para estar ahora enamorado
fue menester haber estado herido,
tengo por bien sufrido lo sufrido,
tengo por bien llorado lo llorado.

Porque después de todo he comprobado
que no se goza bien de lo gozado
sino después de haberlo padecido.

Porque después de todo he comprendido
por lo que el árbol tiene de florido
vive de lo que tiene sepultado.

Sonetto: Se per recuperare ciò che ho recuperato

Se per recuperare ciò che ho recuperato
ho dovuto perdere prima ciò che ho perso,
se per ottenere ciò che ho ottenuto
ho dovuto sopportare ciò che ho sopportato,

se per essere adesso innamorato
è occorso essere stato ferito,
ritengo giusto aver sofferto ciò che ho sofferto,
ritengo giusto aver pianto ciò che ho pianto.

Perché dopo tutto ho constatato
che non si gode bene del goduto
se non dopo averlo patito.

Perché dopo tutto ho compreso
che ciò che l’albero ha di fiorito
vive di ciò che ha sepolto.

 

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