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Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Federico-Garc-a-Lorca

PANE E  QUOTIDIANO

la Poesia è per tutti,  rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di M. Pia Latorre

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

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Sergej Aleksándrovič  Esenin nasce il 3 ottobre 1895 a Konstantinovo, in Russia. Figlio unico di genitori contadini, è l’esponente più importante della cosiddetta scuola dei “poeti contadini”.

Nei suoi versi traspare il mondo rurale della Russia di inizio Novecento: le sue parole esaltano le bellezze della natura, ma anche gli eccessi della sua vita. Nel 1912 si trasferisce a Mosca dove si guadagna da vivere lavorando come correttore di bozze presso una casa editrice.

A San Pietroburgo diviene noto nei circoli di letteratura. Le fattezze e la bellezza di Esenin sono fuori dal comune; dotato di una personalità romantica, Esenin s’innamora di frequente, tanto che arriverà a sposarsi per ben cinque volte.

Nel periodo 1916-1917  viene arruolato; credendo che la rivoluzione avrebbe comportato una vita migliore, la sostiene, ma ben presto si disillude arrivando persino a criticare il governo bolscevico. Conosce Isadora Duncan. La sua relazione con lei è molto tormentata e difficile.

Clamoroso fu l’episodio in cui a Parigi i due furono cacciati da un albergo perchè Isadora ballava nuda, mentre Esenin recitava versi. Negli ultimi due anni della sua vita Esenin vive tra gli eccessi, spesso ubriaco; ma questo periodo di disperazione personale è anche il periodo in cui crea alcune delle sue poesie più belle e note.

Nella primavera del 1925 sposa la sua quinta moglie, Sofia Andreevna Tolstaja, nipote di Lev Tolstoj. La donna cerca di aiutarlo, ma Esenin non riesce ad evitare un esaurimento nervoso: entra in un ospedale psichiatrico dove resta per un mese. Viene dimesso per il Natale: due giorni dopo si taglia un polso e scrive con il suo stesso sangue la sua ultima poesia, che rappresenta il suo addio al mondo.

Esiste ancora oggi il mistero per il quale alcuni pensano che il suicidio sia stato una montatura: Esenin sarebbe stato in realtà ucciso da agenti del GPU.

Nella frescura d’autunno è bello

Nella frescura d’autunno è bello
scuotere al vento l’anima – che pare una mela –
e guardare l’aratro del sole
che solca sopra al fiume l’acqua azzurra.

È bello strapparsi dal corpo
il chiodo ardente d’una canzone
e nel bianco abito di festa
aspettare che l’ospite bussi.

Io mi studio, mi studio col cuore di serbare
negli occhi il fiore del ciliegio selvatico.
Solo nel ritegno i sentimenti si scaldano
quando una falla rompe il petto.

In silenzio rimbomba il campanile di stelle,
ogni foglia è una candela per l’alba.
Nessuno farò entrare nella stanza,

non aprirò a nessuno la porta

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