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Una collettiva di artisti italiani a Dortmund/Germania – Tra questi il pugliese Vito Centonze

Giovanni Mercadante

Atelier Alchimia Arte – Dortmund Kunstausstellung-Collettiva Kunstfotografie-fotografia d‘arte. 

Espongono a Dortmund/Germania  dall’1 al 31 ottobre 2021

Vania BuonoVito Centonze –  Patrizia Eichenberger –  Carla IaconoLjdia MussoIda Marinella Rigo. 

L’idea di rendere l’Atelier Alchimia Arte a Dortmund in Germania una vetrina per l’arte e la fotografia internazionale – dichiara l’artista pugliese Vito Centonze,  (originario di Altamura, Città del Pane) –  nasce durante il lungo periodo di chiusura di gallerie, musei e di tutti gli spazi dedicati alla cultura.

L’Atelier Alchimia Arte diventa una rete di collaborazione tra artisti che a turno ospiteranno, nei propri atelier o in altri spazi a loro disposizione, le varie esposizioni che si susseguiranno ogni mese.

Dall’1 al 31 ottobre saranno esposte due opere di formato A4 per ogni artista scelto per l’alta qualità dei lavori.

Vania Buono  presenta due opere della sua serie “Lichens body”. Il lavoro si concentra sui corpi di statue dove i licheni hanno modificato la loro superficie e su questo fenomeno invasivo, cogliere un’altra espressività: carnale, viva, imperfetta.

Laureata in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Lavora principalmente con l’immagine fotografica. 

Vito Centonze gioca con raffinata ironia con la storia dell’arte e realizza nelle sue foto delle citazioni impossibili unendo in una sola immagine il personaggio di spalle tipico di Magritte davanti ad un’opera di Burri o di Fontana in un corto circuito spazio-temporale.

1995-1999 Accademia di Belle Arti – Bari

Professore di materie artistiche ,fotografo, curatore, scrittore. Esposizioni dal 1991 ad oggi tra Italia, Germania e Stati Uniti.  L’arte di Vito Centonze affonda le radici nella storia dell’arte italiana e non  solo, riportando sulla superficie della carta fotografica o della tela frammenti di opere che vanno da Michelangelo a Bernini, passando da Caravaggio, Fontana e Burri. Ogni opera è un ricordo di un’opera vista in un museo, di una poesia letta, di un frammento di film bloccato sulla fotografia o sulla tela come un insetto imprigionato in una goccia d’ambra. Negli anni, varie tecniche si sono succedute come l’olio su tela, la fotografia, il video, l’incisione, l’acrilico e gli spray, ma la tematica della citazione colta è rimasta segno inconfondibile dell’arte e dello stile di Vito Centonze. 

Patrizia Eichenberger realizza con la sua fotografia situazioni oniriche accentuate da uno sfocato che rendono scene quotidiane simile ad un sogno denso di ombre e di presenze misteriose. E’ una fotografa, artista visiva; nel 1985 si avvicina alla fotografia, impara l’arte dello sviluppo e stampa a colori. Nel 1986 si iscrive alla scuola di fotografia, arti e mestieri e lavora presso il fotografo Rüedi di Lugano, dove inizia a ritrarre, sviluppare e stampare in bianco-nero. Ha esposto a Lugano, Locarno, Italia e Tokyo. Oggi è alla ricerca costante di nuovi progetti, sulle visioni metropolitane, fotografie contemporanee, fine art in bianco e nero.

Carla Iacono omaggia con le sue opere la luce ed i dipinti del Seicento, quella luce tipica delle opere di Vermeer e del suo famoso : “La ragazza con l’orecchino di perla”. L’omaggio non è solo iconografico ma diventa psicologico e profondo quando interagisce con la propria modella che diventa tema principale e ricorrente nelle foto di Carla Iacono. Artista visuale, vive e lavora a Genova, utilizzando diversi media (fotografia, collage e installazione). Il suo lavoro analizza principalmente i riti di passaggio, momenti evolutivi in cui si colloca lo sforzo per raggiungere la propria identità.

Ljdia Musso  si diverte a ritagliare e a ricomporre immagini già esistenti come una “dadaista” dell’era digitale. Le sue foto sono il risultato artistico-ambientalista di un riciclaggio di vecchie immagini in una nuova ed unica opera d’arte.

Laureata “cum laude” in scienze della comunicazione, specializzata in comunicazione e marketing della moda e dei beni di lusso e in fotografia. Si è formata nelle città di Roma, Barcellona, Parigi e Milano. Collabora con la testata RomaOggi e col blog “L’arte che mi piace”. 

Ljdia Musso ( ljdia.85@gmail.com ) crea una “metamorfosi” della fotografia, trasformando e unendo due immagini che si fondono in una sola. Simbolica è la sua foto donna-teschio che ricorda la fragilità della bellezza e della vita, quasi un “Memento mori “ di epoca barocca, ma tematicamente attualissimo.

Tra il 2019 e il 2020 come fotografa e attivista ha organizzato, sul tema dell’emarginazione, 12 mostre personali di fotografia documentaria; un evento, realizzato in collaborazione con Emmaus Catanzaro e il CSV Catanzaro, e delle performance di arte di strada.

Ha sempre amato ogni forma d’arte, dalla musica alla pittura, dalla scrittura alla cinematografia

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