Home Politica Pressione su Draghi dal comparto musica e dello spettacolo dal vivo

Pressione su Draghi dal comparto musica e dello spettacolo dal vivo

comparto musica

Chiediamo un super aiuto a Mario Draghi: occorrono regole certe sulle riaperture per tutto il comparto della musica e dello spettacolo dal vivo

 Lettera aperta al Presidente del Consiglio Draghi ed ai Ministri Franceschini, Giorgetti, Orlando e Speranza da parte del Coordinamento StaGe!

Oltre 100 associazioni della filiera delle micro, piccole e medie imprese operanti nel comparto dello spettacolo dal vivo e della musica indipendente.

Questa è la fase dell’anno in cui, prima della pandemia, avremmo visto diradarsi le programmazioni di spettacoli all’aperto e la contemporanea presentazione dei cartelloni e dei programmi invernali di teatri, club, associazioni, sale da ballo e tutto quello che è spettacolo dal vivo.

Ad oggi, dopo 20 mesi fatti di chiusure, riaperture parziali, nuove chiusure e una stagione estiva, quella del 2021, che ha dato timidissimi segnali di ripartenza, di fatto il comparto dello spettacolo dal vivo resta uno dei più penalizzati, nonostante i dati ed i fatti abbiano dimostrato come questo sia un settore più maturo di quanto si potesse pensare, in grado di darsi da solo delle regole, limitando se non azzerando del tutto i rischi derivanti dal covid 19.

Abbiamo ripensato gli eventi, abbiamo ridisegnato gli spazi, ci siamo adeguati a tutte le misure imposte nonostante avessero delle ricadute importanti sulle economie di produzione degli eventi, abbiamo distanziato sedie e artisti sui palchi, abbiamo indossato mascherine e adottato il green pass come un amico.

Ma adesso abbiamo bisogno, TUTTI, del sostegno vero di questo Governo, di incentivi, e soprattutto di REGOLE CERTE per poter provare a pianificare un graduale ritorno alla normalità.

Non sapere ancora, a fine settembre, in che contesto potranno operare gli organizzatori di eventi, i gestori di locali, gli artisti di tutte le discipline, è non solo inaccettabile ma suona come una mancanza di rispetto alla funzione culturale e sociale delle arti di intrattenimento.

Perché è di questo che parliamo: ARTE.

Degli oltre 42.000 eventi di spettacolo dal vivo che prima del covid animavano ogni anno festival sagre e feste di piazza, non è rimasto quasi niente.

Delle migliaia di piccoli club e locali che facevano musica dal vivo, quelli sopravvissuti sono una percentuale minima.

Gli stessi operatori del settore, intesi come artisti ma anche tecnici e lavoratori dell’indotto, sono stati costretti a cercare nuove fonti di reddito in altri settori meno colpiti.

Ma tutto questo fa male al Paese ed alla Cultura.

Per questo chiediamo, forti della voce di tutti i nostri associati ed anche di tutti coloro che si sentono vicini al nostro comparto, delle REGOLE CERTE che consentano di imboccare la strada della ripartenza.

Una ripartenza che, posti i paletti del Green Pass, della mascherina e del controllo della temperatura all’ingresso, deve consentire:

  • Riapertura dal 1 ottobre degli spazi destinati allo spettacolo dal vivo con capienza almeno all’80%, per raggiungere al più tardi entro la fine dell’anno il 100%;
  • Cancellazione dell’obbligo di distanziamento negli spazi destinati agli spettacoli dal vivo;
  • Nuove ed ulteriori misure di ristoro per quelle realtà che hanno comunque cercato di ripartire durante l’estate ma che hanno inevitabilmente accusato il colpo della riduzione delle capienze e delle limitazioni imposte dalle norme anti covid 19.
  • Sostegno ed incentivi da destinare soprattutto alle piccole realtà, alle associazioni, ai piccoli gestori, ma anche ai produttori di spettacoli dal vivo ed alle compagnie di teatro e danza, che con il loro lavoro costituiscono da sempre il tessuto sociale, culturale e connettivo di questo paese, per incentivare la riattivazione di un ciclo virtuoso in grado di restituire lavoro e certezze a centinaia di migliaia di lavoratori;
  • Incentivi da destinare a chi, con coraggio, deciderà di aprire o riaprire luoghi oggi tristemente dismessi, con particolare attenzione alle nuove generazioni ed alla imprenditoria giovanile;
  • Un maggiore impegno del governo, attraverso accordi con i media privati ma soprattutto attraverso la RAI, a sostenere il fermento culturale del nostro paese, che non può essere ridotto esclusivamente ai cosiddetti BIG che riempiono stadi, arene e palazzetti;
  • Fondi da destinare agli Enti Locali, che meglio di chiunque altro conoscono le singole realtà, per sostenere e rilanciare l’intero settore;
  • Inserimento in modo chiaro nel PNRR del comparto dello spettacolo dal vivo.

Perché, signor Presidente e signori Ministri, senza quel patrimonio immenso composto dagli artisti emergenti di qualsiasi disciplina che da sempre riempiono la rete di piccoli luoghi della cultura e dell’intrattenimento del nostro Paese, non ci sarebbero neanche i grandi artisti che riempiono i grandi spazi.

Perché anche la band italiana oggi sugli scudi più di chiunque altro a livello internazionale, prima di raggiungere la vetta,  hanno fatto la cosiddetta gavetta.

Siamo certi che ascolterete questo che non vuole essere un grido disperato, ma una richiesta di riconoscimento del valore culturale, sociale e produttivo che tutto il comparto dello spettacolo dal vivo ha da sempre, ad ogni suo livello.

Su questi temi per fare un punto della situazione il Coordinamento StaGe! si riunirà’ sabato 2 ottobre al MEI di Faenza alle 10 alla Galleria della Molinella in Centro Storico a Faenza. L’incontro è aperto a tutti.

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui