Home Libri & Letture consigliate Presentazione del libro di Fulvio Colucci ‘Giuseppe Di Vagno martire socialista’

Presentazione del libro di Fulvio Colucci ‘Giuseppe Di Vagno martire socialista’

Si terrà giovedì 23 settembre 2021 alle ore 18.30 nella Sala Colafemmina di Palazzo de Mari ad Acquaviva delle Fonti la presentazione del libro di Fulvio Colucci “Giuseppe Di Vagno Martire Socialista”.

Interverranno Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva delle Fonti,

Francesca Pietroforte, Consigliera delegata Città Metropolitana di Bari,

Caterina Grilli, Assessore alla cultura del Comune di Acquaviva delle Fonti.

Dialogano con l’autore Ferdinando Pappalardo, Vice Presidente ANPI,

Onofrio Introna, Presidente Associazione Socialisti d’Europa,

Eleonora Forenza, già europarlamentare gruppo GUE/NGL, firmataria risoluzione contro la violenza fascista in Europa.

Modera Pierluigi Castellaneta, giornalista.

Giuseppe Di Vagno nato a Conversano il 12 aprile 1889  e morto a Mola di Bari il 26 settembre 1921 è stato un politico italiano nonché primo parlamentare italiano vittima del fascismo.

Soprannominato da Filippo Turati “il gigante buono” per la sua statura, Di Vagno ottenne il seggio parlamentare nel nome dei “pezzenti e diseredati” del sud e nel nome di questi si batté, riuscendo ad ottenere dal Governo Giolitti l’avvio dei lavori per l’Acquedotto Pugliese.

Nato e cresciuto in un’agiata famiglia contadina del barese, il giovane Giuseppe studia presso il regio liceo ginnasio di Conversano e si trasferisce poi a Roma per studiare Giurisprudenza. Qui viene influenzato dalle idee politico-giuridiche di Enrico Ferri. Dopo la laurea, conseguita nel 1912, si iscrive al Partito Socialista Italiano ed esercita per breve tempo l’attività forense, ma nel volgere di qualche anno torna al suo paese natio, dove promuove le lotte popolari e bracciantili in corso in quegli anni. Nel 1914 viene eletto al consiglio provinciale di Bari.

Prende parte alla prima guerra mondiale col grado di caporale. Terminato il conflitto, riprende la sua attività politica e sostiene la causa dei braccianti, in particolar modo di quelli imputati di reati ai danni dei latifondisti locali.

Nel 1920 viene nominato direttore dell’organo della Federazione socialista di Bari Puglia Rossa. Il 25 febbraio dello stesso anno, cominciano i contrasti con i fascisti: pur non avendo partecipato agli scontri verificatisi a Conversano durante uno sciopero generale, Di Vagno viene indicato dalle forze avversarie come uno dei responsabili. Questa accusa gli costa la messa al bando dalla sua città natale. Il 15 maggio 1921 viene eletto deputato nella lista socialista della circoscrizione di Bari e Foggia. Viene così chiamato in Parlamento a svolgere la funzione di segretario della Commissione Giustizia.

Il 30 maggio 1921 è vittima di un primo agguato perpetrato nei suoi confronti da parte di una squadra fascista, in seguito ad un suo comizio tenuto a Conversano.

Il 25 settembre 1921, sebbene avvertito della preparazione di un nuovo agguato ai suoi danni, raggiunge Mola di Bari per tenere il discorso di inaugurazione della sede del PSI. Al termine del comizio viene colpito alla schiena da due colpi di pistola. Muore l’indomani, 26 settembre, presso il locale ospedale civile.

La nostra città gli rende omaggio 100 anni dopo la morte con la presentazione del libro di Fulvio Colucci dal titolo “Giuseppe di Vagno Martire Socialista”.

Ha avviato, inoltre, l’iter per la realizzazione di un murales dedicato a Di Vagno su una parete dell’ufficio postale, proprio nella piazza dedicata all’Onorevole assassinato che porterà la firma dell’artista writers Marco Radogna.

IL LIBRO:

Una meteora che lasciò il segno. Una vita straordinaria, breve e intensissima, quella del “gigante buono” ucciso a 32 anni poco dopo la sua elezione alla Camera dei deputati nelle liste del partito socialista. La sua vicenda è un punto di snodo nella storia della Puglia e lo è anche -da riscoprire e valorizzare – nella storia italiana. Al tempo del movimento di emancipazione dei contadini e dei braccianti, e dello squadrismo fascista proteso a distruggere quel movimento, la figura di Giuseppe Di Vagno davvero giganteggia per l’impavida attività di giornalista, avvocato dei poveri, oratore, pubblico amministratore e deputato. Pragmatico, concreto, capace di levarsi al di sopra degli scontri ideologici che travagliano il mondo socialista all’indomani della Grande Guerra, fa sua la sostanza di una cultura meridionalista e di una utopia di libertà e giustizia sociale. È il primo parlamentare assassinato dai fascisti, vittima di un delitto i cui colpevoli non hanno mai pagato, nemmeno nell’Italia repubblicana e antifascista. Questo libro è un aggiornato contributo biografico e storico, ed è, nel Centenario della morte, un omaggio necessario al socialista coraggioso.

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