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Tar Lecce rigetta ricorso dottoressa no-vax

Secondo la motivazione della sentenza : “sospensione dovuta” poichè “l’interesse pubblico sotteso alla normativa” sull’obbligo vaccinale per i medici “si presenta sicuramente prevalente”

Il Tar di Lecce ha respinto il ricorso di un medico donna contro il provvedimento di sospensione dal lavoro e dall’ordine provinciale dei medici per la scelta di non farsi somministrare il siero anti-Covid.

Nelle motivazioni della sentenza si legge: “Non risulta che la ricorrente, seppure inizialmente si fosse riservata di addurre eventuali situazioni di incompatibilità con l’obbligo vaccinale, valide a supportare il differimento o anche l’omissione dello stesso, si sia attivata per produrre elementi concreti, atti a comprovare quest’ultime, sicché il provvedimento di sospensione” è da ritenersi “dovuto””, si legge nelle motivazioni della sentenza.

Inoltre per i giudici “l’interesse pubblico sotteso alla normativa” sull’obbligo vaccinale per i medici “si presenta sicuramente prevalente”.

Infine il Tar, evidenzia Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha condannato la dottoressa al pagamento delle spese processuali, stimate in mille euro.

In precedenza avevano fatto ricorso al Tar, contro l’obbligo vaccinale, gli operatori sanitari e i medici di Bergamo, Brescia, Cremona e Mantova.

Nel loro ricorso sostenevano che non si trattasse di un’azione no-vax, ma di “una battaglia democratica” per “evitare ad una persona di correre un rischio per svolgere la professione”.

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