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Grande successo dello spettacolo su Saverio Mercadante ideato e  progettato dalla giornalista e scrittrice Bianca Tragni

 Giovanni Mercadante

Svelato  il detrattore della figura di Saverio Mercadante: il musicologo Francesco Florimo.

“Vita, morte e miracoli di Saverio  Mercadante”, questo il titolo dell’opera rappresentata sabato 18 settembre scorso nel teatro a lui intitolato ad Altamura.

Per la prima volta uno spettacolo sul compositore altamurano, scritto e messo in scena dalla giornalista e scrittrice Bianca Tragni. E’ stata registrata una grande partecipazione di pubblico  attento a gustare ogni frase sia  dalla calda  voce narrante dell’attore Marcello Vitale che dagli attori, tra cui la figura principale: Nicola Scalera, impersonante Saverio Mercadante.

Gli intermezzi musicali hanno impreziosito la “pièce teatrale”.

Saverio Mercadante

Per onestà intellettuale dello scrivente, non risulta che ci sia mai stato altro regista prima di lei ad avere ideato e realizzato  uno spettacolo del genere sul grande musicista e compositore altamurano, di cui  quest’anno si celebra il 226° anniversario della sua nascita (17 settembre 1795-2021). Chapeau all’impavida collega.

Bianca Tragni

Lo spettacolo – ha dichiarato B. Tragni – doveva essere rappresentato a dicembre dell’anno scorso per celebrare invece il 150° anniversario della morte del Maestro; purtroppo, le restrizioni anticovid lo hanno fatto rimandare.

Un lavoro certosino quello della neo regista che da sempre si occupa della figura di S. Mercadante; nello specifico ha voluto allargare le sue ricerche cercando di  tessere i numerosi tasselli che non si conoscevano o che sono stati affrontati marginalmente  dalla critica musicale. Il fatto che il Maestro dopo la sua morte fosse caduto in disgrazia, nel senso che in vita aveva riscosso grande successo nei maggiori teatri europei (Lisbona, Madrid, Parigi, Vienna, Milano, Bari), alla sua morte fu dimenticato, anzi quasi denigrato, suonava molto strano.

Ecco, proprio su questo versante B. Tragni ha puntato il suo “focus”. Perché tanto accanimento? Chi era stato a farlo cadere nell’oblio? Perché il voltafaccia della critica dapprima generosa e poi a voltargli le spalle?

Le ricerche, da scrupolosa  giornalista-detective, le hanno consentito di risalire all’origine di tanta infamia.

Francesco Florimo, compositore, musicologo e bibliotecario del Conservatorio  a San Pietro a Majella di Napoli, sotto la direzione del M° Mercadante fu scoperto che era  un omosessuale.

Questa imbarazzante situazione probabilmente incrinò i rapporti tra i due, perché l’omosessualità, detto chiaramente,  a quell’epoca era vissuta in assoluta riservatezza e disprezzata.

Alla morte del M° Mercadante, il Florimo che aveva un certo ascendente come musicologo nei circuiti della critica musicale, si vendicò screditandolo.  Ecco rivelato l’arcano – aggiunge B. Tragni -. Questo dettaglio è stato scoperto dal prof.  Fulvio Stefano Lo Presti profondo conoscitore delle  opere di S. Mercadante  e  di molta corrispondenza privata.

Inoltre, le opere di S. Mercadante erano state  rappresentate anche in Germania, Austria; mentre il famoso scrittore e drammaturgo  irlandese James Joyce nel suo capolavoro “Ulisse” così scrive: Some of that old sacred musica is splendid. Mercadante: seven last word (Parte di quella vecchia musica sacra è splendida. Mercadante: le ultime sette parole).

                                  Foto di gruppo

Insomma, F. Florimo era un potente “influencer”, diremmo oggi, per la fitta rete

di relazioni internazionali con cui intratteneva i suoi rapporti personali e istituzionali, tanto, viene affermato dalla Treccani nella pagina dedicata alla sua figura, che quando parla dei contemporanei “egli diventava –tucidideo-, cioè narra ciò di cui è stato testimone (a volte con fedeltà, a volte modificando – più o meno deliberatamente – la realtà dei fatti”.

S. Mercadante viene citato espressamente dalla Treccani come una vittima di questo malizioso e spericolato  personaggio.

Nicola Scalera (S. Mercadante)

La rivalutazione  di S. Mercadante passa oggi  attraverso quest’opera teatrale  che mette  finalmente un punto fermo sull’oblio voluto dai suoi  detrattori, soprattutto dal suo acerrimo nemico F. Florimo che aveva infangato per primo la sua memoria.

La rappresentazione  della vita di S. Mercadante è stata magistralmente messa in scena dalla compagnia teatrale del poeta e commediografo Nicola Scalera, ormai  veterano  del palcoscenico che ha interpretato a sua volta la figura del compositore. L’incipt è stato dato dalle scene filmiche girate nel centro storico dal noto e apprezzato regista locale Salvatore Cagnazzi.

La narrazione degli episodi di vita vissuta del Maestro è stata affidata alla voce ben intonata dell’attore Marcello Vitale su testi dell’autrice.

Gli intermezzi musicali, con 10  brani scelti per l’occasione, sono stati eseguiti dal M° Giancarlo Direnzo, con l’interpretazione del soprano Angela Lomurno (Salve Maria); dal pianista  Giacinto Cagnazzi;  Andrea  Simone De Nicolò, pianista; Cristina Priore, violinista; Ferdinando Redavid, clarinettista.

Oronzo Petronella (Re Gioacchino Murat)

Franco Scalera (Arc. Luca de Samuele Cagnazzi)

La parte del Re Gioacchino Murat è stata interpretata da Oronzo Petronella nella sua splendida divisa realizzata dallo stilista Enrico Stella.

Molta attenzione è stata prestata ai costumi  per rievocare gli episodi storici, l’epoca in cui visse S. Mercadante; nonché agli scritti privati del Maestro e letti nella circostanza.

In conclusione si può affermare che l’opera è riuscita bene. Sicuramente sarà riproposta anche in altri luoghi, tra cui Napoli e  Cerignola dove i teatri sono intitolati al Maestro.

Photo by credit Antonio Chiaromonte

1 commento

  1. Un dovuto plauso alla regia di Bianca Tragni che ha dato all opera una fluente narrazione e una lucida rappresentazione, non sembrava certamente un’opera prima! Vorrei aggiungere la sorprendente scoperta (per me) delle composizioni di Saverio Mercadante, amo la musica e ho ritrovato ascoltando le esecuzioni sul palco, quel piacere dell ascolto e quella gioia che solo la buona musica regalano. Sorprendente il giovane pianista Simone De Nicolò

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