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Back to romanzoni

Settembre, ritornano i grandi libri, e se i Millennial possono buttarsi su Sally Rooney, si attendono le prove di due “maschi bianchi” come Franzen e Piperno.

di Cristiano de Majo

Dalla copertina di Crossroads, di Jonathan Franzen

A settembre tutto ricomincia, pure l’attesa per le uscite editoriali, dopo un’estate magari più rilassata, in cui ci si è potuti permettere anche il lusso di ignorare le novità. L’inizio dell’autunno è il momento giusto per fare uscire titoli importanti, da fare entrare nei carrelli dei lettori come nuovi progetti a cui dedicarsi, insieme ai corsi di qualunque cosa e a tutti gli altri buoni propositi.

Per gli anglofoni, sono soprattutto i giorni in cui sta spopolando il nuovo romanzo di Sally Rooney (che in Italia uscirà all’inizio dell’anno nuovo). Mentre qui siamo alle prese con le uscite di due pesi massimi della vecchia letteratura “maschio bianco di mezza età”: Jonathan Franzen e Alessandro Piperno, con il loro nuovi romanzoni.

Crossroads, già definito «capolavoro» da Bookforum, esce il 5 ottobre, in contemporanea con l’edizione americana e Di chi è la colpa, 444 pagine, uscito il 14 settembre.

Franzen e Piperno hanno molte cose che li distinguono: la generazione innanzitutto – l’americano è un boomer nato nel ’59, l’italiano è del 1972 – e anche l’ideologia che permea qualsiasi uscita pubblica di Franzen, che è invece totalmente assente nell’altro, ma vivono in comune, oltre a una forte avversione ai social, una fede incrollabile nello statuto del romanzo tradizionale, con il corollario che hanno entrambi praticamente raccontato sempre storione famigliari piene di personaggi a vari gradi di disfunzionalità.

L’altro punto che li avvicina è che da anni scrivono romanzi senza riuscire a superare il successo – soprattutto quello critico – di una prova ormai lontana nel tempo. Con le peggiori intenzioni di Piperno è del 2005, mentre Le correzioni uscì nel 2001. E chissà se questa volta ci riusciranno.

Non tutti forse ricordano che nel 2011 i due si incontrarono a Roma per Libri come, dove Piperno aveva il compito di intervistare Franzen in occasione dell’uscita di Freedom.

Fu una presentazione strana e molto criticata. Dove l’italiano fece immeritatamente la figura dell’accademico pedante, mentre l’americano quella del piacione perfettamente a proprio agio col pubblico. Sono passati dieci anni, e sembra un secolo, ma Sally Rooney permettendo, il romanzone letterario del “maschio bianco” un po’ di appeal lo mantiene ancora.

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