Estero

Le conseguenze dell’uragano Nicholas sul prezzo del petrolio

Continuano a viaggiare ben sostenuti i prezzi del petrolio, vicini ai massimi da sei settimane a causa dei timori di una riduzione dell’offerta statunitense. Negli Usa infatti la produzione continua a rallentare a causa dei danni provocati dall’uragano Ida e per le preoccupazioni che un’altra tempesta possa rallentare il riavvio della produzione in Texas. Secondo il National Hurricane Center degli Stati Uniti, nuove interruzioni dovute al maltempo potrebbero essere dietro l’angolo. A minacciare le coste del Texas infatti c’è la tempesta tropicale Nicholas che si sta avvicicando alle coste del Golfo del Messico con venti che arrivano a 120 chilometri orari.

Le autorità statunitensi hanno innalzato il livello di pericolosità della tempesta Nicholas, classificandola come uragano.

“L’impatto dell’uragano Ida sta durando più di quanto il mercato si aspettasse e poiché una parte della capacità di produzione di petrolio rimane chiusa questa settimana, i prezzi stanno aumentando a causa del mancato ripristino dell’offerta e quindi del mancato raggiungimento delle raffinerie che hanno riavviato le operazioni più rapidamente dei produttori”, ha spiegato un’analista di Rystad Energy.

Sui circuiti elettronici il Brent guadagna lo 0,71% (dopo che ieri è avanzato dello 0,8%) e passa di mano a 74,03 dollari. Il WTI che ieri ha registrato un rialzo dell’1,1% viene scambiato a 70,98 dollari, in rialzo dello 0,75%. 

AGI

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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