Home Politica Continua la polemica tra gli Assessori sfiduciati e la sindaca Rosa Melodia

Continua la polemica tra gli Assessori sfiduciati e la sindaca Rosa Melodia

Giovanni Mercadante

Nicola Natuzzi- Gruppo Italia in Comune 

Un quadro non certamente edificante per l’amministrazione a guida Rosa Melodia; dopo la presa in carico del suo mandato di oltre tre anni fa,   la nave  ha iniziato ad imbarcare acqua, inclinandosi, seguito da cambi di  assessori.

All’inizio  di agosto scorso senza giustificato motivo, almeno per tutte le forze politiche,  il Comandante  in capo (leggi: sindaca) ha deciso  di azzerare l’intera Giunta.

Le giustificazioni  di tale grave decisione  sono venute a galla dopo un confronto. La nave si trova oggi in piena tempesta oceanica, non più governabile.

Nei giorni scorsi  la sindaca R. Melodia ha annunciato le sue dimissioni. Ora, col senno di poi, la stessa  sta cercando disperatamente  di portare l’equipaggio ai loro posti con alcune sostituzioni, con un nostromo che si cerca nelle fila dell’opposizione.

Mentre pubblichiamo il presente articolo, sono in corso febbrili trattative per ricucire lo strappo che purtroppo ha lasciato una ferita profondissima, difficile da sanare.

Il comunicato stampa, diramato dal Gruppo Italia in Comune qualche giorno fa, resta ad oggi inalterato.

Lo conferma uno dei suoi esponenti, Nicola Natuzzi, il quale ha aggiunto nell’intervista telefonica odierna, che la loro posizione resta immutata. Si sono dichiarati fuori dalla Giunta dopo essere stati insultati. Qui appresso il testo del loro comunicato stampa che si riporta integralmente

LA SINDACA SI AUTOSFIDUCIA E INSULTA PESANTEMENTE CINQUE CONSIGLIERI  DELLA SUA MAGGIORANZA

Il 6 settembre scorso, in apertura del Consiglio Comunale, i cittadini di Altamura hanno assistito a un indecoroso discorso di commiato (sarà poi vero?) della sindaca Rosa Melodia. Nel presentare le sue dimissioni ha inaugurato il “bullismo politico” contro i due consiglieri di Italia in Comune, Anna Lillo e Vito Dibenedetto, e tre giovani consiglieri comunali del PD, con l’aggravante di aver impedito agli interessati di poter replicare alle sue deliranti accuse.

Il nostro partito, nell’esprimere totale solidarietà verso cinque persone perbene,  resta sconcertato per il cumulo di falsità e bugie inanellate dalla sindaca e finite nell’infamia e nell’offesa personale.

“Vorremmo solo ricordare che ad aprire la crisi amministrativa era stata proprio la stessa sindaca che, a ridosso di ferragosto, aveva licenziato l’intera Giunta con motivazioni altrettanto offensive verso i componenti dell’esecutivo. Quindi prima accusa un esecutivo, poi passa ai consiglieri.

La ragione del suo isterico comportamento, come già delineato nel nostro precedente comunicato, scaturiva semplicemente dalla mancata approvazione, da parte di ben quattro assessori, di una delibera decisamente opaca che elargiva, per una consulenza quinquennale, più di un milione di euro a una ben nota Fondazione Culturale del nord.

Il tutto in barba a ben altre priorità decisamente più urgenti, ma soprattutto in assenza di un coinvolgimento e di una condivisione partecipata con tutti i soggetti legati alla nostra identità culturale presenti nella nostra Città e che da anni si impegnano nella promozione del territorio. In definitiva non era il soggetto ad essere in discussione, ma come al solito la modalità con cui si stava procedendo nel fare le scelte, e la discutibile proposta contrattuale posta in essere.”

Infatti a seguito della sua solitaria decisione di revocare l’intera Giunta, in prossimità dell’approvazione del bilancio di assestamento, tutti i gruppi di maggioranza si sono ritrovati ad essere costantemente impegnati a ricomporre una Giunta per individuare almeno gli obiettivi minimi da raggiungere nei rimanenti 18 mesi di mandato, mettendo tutti in evidente difficoltà.

A riprova di quanto affermiamo, il fatto che solo cinque minuti prima del discorso dimissionario della sindaca tutti i gruppi di maggioranza le avevano confermato l’unanime disponibilità ad andare avanti. Nessun consigliere aveva espresso la volontà di sfiduciare la prima cittadina.

Dunque l’unica motivazione a questo scellerato gesto è quello di liberarsi di persone a lei da sempre poco gradite.

Quando ha detto di non avere i numeri per proseguire, ha di fatto mentito, infatti:

– In tre anni e mezzo ogni provvedimento arrivato in Consiglio è stato votato da tutta la maggioranza.

– I consiglieri di Italia in Comune non hanno mai fatto mancare il loro apporto sia in Consiglio che nelle Commissioni dove sono stati sempre presenti.

– Non c’è traccia di un voto di sfiducia ovunque lo si cerchi.

– QueIlo di Italia in Comune è sempre stato un ruolo propositivo, certamente critico sulle questioni che non decollavano, e non erano poche, ma sempre nella direzione di migliorarle.

Preme sottolineare, che Italia in Comune non ha mai creato alcuna difficoltà. Per due anni ha sostenuto l’esecutivo anche senza avere rappresentanti in giunta, ciò che abbiamo sempre denunciato non erano i provvedimenti presentati, ma la loro scarsità e l’assenza totale di condivisione con tutta la maggioranza. Ciò che abbiamo sempre sollecitato a migliorare era la modalità con cui si procedeva, e giammai la natura di un solo provvedimento.

Ma il sindaco Melodia ci ha voluto malignamente tinteggiare di fosco non sapendo riconoscere la grande generosità ed opportunità di Italia in Comune che tesseva rapporti per far uscire Altamura dall’isolamento.

A cominciare dall’azione politica e legale contro l’applicazione perversa del federalismo fiscale che ha portato ad Altamura oltre un milione di euro all’anno di Fondi pubblici in più, sfociando poi nella rete del Recovery Sud per cui oggi Altamura è protagonista fra i 500 comuni che sta premendo per avere più considerazione e più risorse economiche per il Sud Italia.

Noi abbiamo fatto politica, quella vera, per la città e giammai per assicurare privilegi ad amici e familiari.

 

Anche quando, circa un anno fa, ci fu concesso da sua Maestà Rosa Melodia una presenza in giunta, scegliemmo per le sue acclarate qualità, l’avvocato Loretta Moramarco ad occuparsi di ambiente, una persona che neppure era iscritta al nostro partito. Un incarico a noi assegnatoci che non distribuisce prebende ma che si occupa di cose rognose, di emergenze autentiche.

La sindaca pertanto si è autosfiduciata per addebitare ad altri le ragioni delle sue dimissioni e indicare alla pubblica opinione i presunti responsabili della caduta dell’amministrazione di centro-sinistra.

Ha fatto tutto da sola, salvo poi dare a noi colpe e responsabilità che non ci appartengono. Fino ad arrivare ad accusarci di “ricatti continui”. Accusa di rilevanza penale che, se non dimostrata, diventa calunnia e, più che interessare un’assise comunale, andrebbe chiarita nei tribunali dall’autorità giudiziaria.

Dica piuttosto pubblicamente a quali ricatti fa riferimento. Noi siamo tranquilli perché mai nessun esponente di Italia in Comune ha bussato alla sua porta per chiedere neppure uno spillo.

Piuttosto alla luce degli accadimenti di questi giorni, ci risulta evidente che le concessioni da lei stessa decise in totale autonomia, servivano per metterci a tacere, e poter proseguire il suo solitario incedere amministrativo.

Noi siamo sicuri di non aver mai chiesto e discusso di nient’altro che delle annose questioni che affliggono la nostra città, il nostro unico obiettivo è sempre stato per Altamura il Bene Comune… noi possiamo dirlo con forza. Non sappiamo se altri possano vantare uguale trasparenza.

Infatti in molti provvedimenti adottati da questa amministrazione, in molti degli incarichi conferiti, e financo nella partecipazione ad alcuni concorsi il tanfo dell’interesse personale si sente, e forte.

Per tornare alla politica, risulta del tutto irragionevole la repentina revoca della giunta, proprio nel momento in cui la stessa si era finalmente dotata di professionisti capaci, tanto da avere già visto i primi risultati; si pensi al grande risultato urbanistico del Pinqua, ed alle proposte dell’assessorato all’ambiente finalizzate a migliorare il servizio, a colpirne le inadempienze, oltre alla determinazione con cui finalmente si è posto mano alla bonifica della discarica, azioni queste ultime che si sarebbero potute attuare già negli anni precedenti ma che invece solo con l’arrivo di Loretta si sono attuate.

Restiamo convinti che la vera ragione della revoca stia nella consapevolezza da parte della sindaca dell’impossibilità di poter decidere da sola, con il mero supporto di una parte dell’apparato burocratico rimasto da tempo identico nelle persone e nei metodi. La discontinuità, tanto proclamata nel programma elettorale, era andata a farsi benedire da tempo. Anzi tutto è diventato peggio di prima.

La sindaca si è pure lamentata di essere stata lasciata sola in questi tre anni.

Ma anche su questo mente sapendo di mentire, perché probabilmente ha scelto lei di essere sola. Non si spiega diversamente se anche i “fantastici consiglieri” leali fino alla prostrazione, alla prova dei fatti, non hanno garantito alcun effettivo sostegno.

Un sindaco deve essere inclusivo e non divisivo. Non deve confondere il governare con il comandare. Siamo in Democrazia e ci meraviglia che tale concetto sfugga alla prima cittadina dal momento che ha dimostrato di non essere idonea al ruolo.

Ma c’è dell’altro che non va sottaciuto. Nel mentre si cercava di porre rimedio ai pasticci combinati dalla sindaca nell’ultimo mese, la diretta responsabile di questa crisi politica, da brava commediante, faceva finta di prodigarsi nel tentare di rimettere a posto i cocci e l’imbarazzante situazione in cui si era infilata.

Ma in realtà contattava, direttamente o tramite emissari, diversi consiglieri dell’opposizione promettendo prebende in cambio di un voto in più sull’assestamento di bilancio. E di questo ne abbiamo contezza e certezza.

Pertanto i “traditori” non sono le cinque persone perbene indicate per nome e cognome dalla prima cittadina e marchiate d’infamia. È la sindaca che ha tradito e sfiduciato, prima i suoi assessori e poi i suoi consiglieri comunali.

Ma soprattutto Rosa Melodia ha tradito il mandato ricevuto dagli elettori, certificando il fallimento di questa esperienza dai risultati scarsi e segnando la fine di un sogno di cambiamento.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui