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Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Quotidiano

La Poesia è per tutti

foto di copertina  Federico Garcia Lorca

… la poesia non si mangia ma può diventare indispensabile

Rubrica culturale del Corriere di Puglia e Lucania, a cura di Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

L’intento della rubrica è quello di sfatare l’idea che la poesia sia qualcosa di astruso e che possa piacere o non piacere. In realtà la poesia è nelle nostre vite più di quanto noi possiamo immaginare. Basti pensare alla commistione della poesia con le altre forme artistiche, per esempio alla musica pop, di cui essa è un riflesso.

Proporremo, ogni giorno, pochi grammi di poesia, legati ad un fatto del giorno o ad una data da ricordare sperando che, tra le mille incombenze quotidiane, ogni Lettore, possa ritagliarsi qualche minuto per stare a contatto con l’universo poetico che vibra intorno a noi.

Buona Poesia!

Maria Pia Latorre ed Ezia Di Monte

redazione@corrierepl.it

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Cristanziano Serricchio, morto il 1 settembre 2012, è nato a Monte sant’Angelo il 29 giugno 1922, è stato un poeta e scrittore italiano. Suo padre Michele era un fabbro meccanico, la madre Angela casalinga. Ultimo di tredici figli, una volta conseguita l’abilitazione magistrale e la maturità classica, intraprese la carriera dell’insegnamento. Si laureò, nel 1946, in Lettere all’Università La Sapienza di Roma. Ha insegnato nelle scuole elementari dal 1940 al 1942 e nelle scuole superiori dal 1944 in poi. Fu preside incaricato dal 1954 e di ruolo dal 1965, nell’Istituto Magistrale “Roncalli”. È stato anche vice presidente per la Puglia del Centro Studi di Storia Patria. Fu autore di saggi storici, archeologici e letterari, nonché di numerose raccolte di poesia. Nel 2012 la Regione Puglia lo ha proposto per il Premio Nobel per la letteratura 2013. Nel 2003 Mario Luzi gli ha conferito il Premio Circe Sabaudia “Una vita per la poesia”. È scomparso nel 2012 all’età di 90 anni. Tra i libri più noti del poeta: Stele daune e Arco Boccolicchio, da cui proponiamo la seguente:

Giù al Boccolicchio le casupole hanno

embrici sconnessi e i sottani

in ombra giochi poveri di ragazzi

tra mura di cinta diroccate.

Dagli spalti sentinelle assolate

salutano a fischio

robuste lavandaie, gambe e braccia

nude nell’acqua, e strizzavano

panni e voglie sugli scogli.

Una, seduta innanzi alla porta,

 allatta un bimbo che schiaccia

sul seno la manina. L’altra

sulla corda tesa fra gli anelli

sciorina ai bianchi muri il suo bucato.

A tutto volume canta il pescatore

dipanando fra i remi e sugheri

di plastica reti e pensieri

all’afa pesante del meriggio

 

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