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Da che parte sta il Pd? Il Pd deve capire se vuole stare dalla parte di Draghi o contro Draghi

di Antonio Peragine

Sul piatto, in questo rientro dalle vacanze , travolto dall’ansia per la recrudescenza dei contagi e dalle polemiche feroci sul Green Pass, tiene banco una ormai vecchia e ancora tormentata questione politica: quella dell’alleanza tra Pd e 5 Stelle.
Invero si dovrebbe affermare all’uopo un principio sacrosanto: non ha senso scegliere la visione politica sulla base dei sondaggi. Prima dei sondaggi vengono le idee.

Ritengo che i prossimi due o tre anni saranno molto difficili per l’economia e per l’armonia nel nostro paese. Ritengo che sarebbe disonesto far pagare questa crisi alle classi meno abbienti. Per questo sarà molto importante che il centro-sinistra, se vuole sopravvivere, si aggiudichi con largo margine la prossima competizione elettorale e che possa governare con autonomia.

Penso pure che in questo momento storico, con la destra messa com’è, ciò non possa avvenire.

Per la candidature del prossimo presidente della Repubblica sono portato a scegliere Renzi e vi spiego il perché visto che ha avuto la forza e il coraggio di proporre Lui i due ultimi presidenti: Matarella e Draghi!

Ritengo basilare il rinnovamento della classe politica italiana. Occorre uscire dai soliti schemi di pensiero che mixano autoreferenzialità, complicazioni e inerzia.

Ritengo che l’unica alternativa possibile per il Pd sia allearsi con i riformisti filo Draghi che lo sostenerranno se rinuncerà alla sudditanza nei confronti dei pentastellati, se rinuncerà per dirla con le stesse parole di Matteo “alla folle idea di trasformare il Pd nella sesta stella di Conte”

Inoltre da sempre penso che chi ha rotto non sarà capace di aggiustare la cosa che ha rotto. Renzi mette al primo posto il tema del rinnovamento della classe politica e anch’io penso che senza persone nuove non andremo da nessuna parte.

Sono portato a credere nel coraggio perché il coraggio di osare è contagioso per tutti e per i giovani in particolare. Io sono per una classe politica giovane e ‘formata’ di qualunque schieramento politico, purchè capisca come si amministra la Pubblica Amministrazione e capisca e sappia leggere le nostre leggi.

È proprio il coraggio e la formazione dei nostri amministratori è il valore che più manca in questo momento nel nostro paese a tutti i livelli.

Abbiamo bisogno di un contagio di coraggio che dalla Polis scenda giù fino ai giovani, fino alle categorie più in difficoltà, senza naturalmente tralasciare la classe imprenditoriale italiana.

Credo che allo stato attuale non si possa continuare ad appoggiare una forza ostile al governo Draghi.
Non possiamo e non dobbiamo permettercelo.

L’alleanza giallorossa aveva senso ai tempi del secondo governo Conte, portava nel Pd il marchio di Zingaretti.
Era un’operazione che non ha speranze né prospettive nel Paese di oggi. Con Draghi che sta salvando il Paese bisogna che i Democratici decidano con chi schierarsi.

E non potranno schierarsi con chi non vuole Draghi. Draghi deve rimanere a Palazzo Chigi per mettere in ordine le ‘cose’ italiane.

Ecco perché credo che Renzi possa essere il prossimo presidente della Repubblica Italiana! Potrebbe avere una sinistra compatta su un uomo di sinistra oltre alla simpatia di Forza Italia e di Salvini.

Questo non vuol dire che sia d’accordo!

Antonio Peragine
direttore@corrierepl.it

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