Home Ambiente & Salute Il giornalismo contro le fake news sui vaccini e le vaccinazioni

Il giornalismo contro le fake news sui vaccini e le vaccinazioni

Di Evelyn Zappimbulso e Roberto De Giorgi

C’è un dato che, Pierdante Piccioni, il medico che ha dato la sua storia per quel film in serie su Rai 1 Doc, che ha avuto un grande successo, ha detto oggi intervenendo in TV sulle vaccinazioni:

” Stiamo riscontrando nuovi malati ricoverati tra i giovani non vaccinati, non riesco a capire le ragioni che spingono taluni a non farlo visto l’evolversi anche infausto del virus tra i giovani”.

Anche la Chiesa, attraverso il Papa, parla di vaccinazione come un atto d’amore, come quello di una madre che fa tutto per i propri figli, anche rinunciando a se stessa o alle sue convinzioni.

Il prof. Lorenzo D’Avack presidente nazionale per la Bioetica, intervenendo nella trasmissione Dialogo di Oggi 28 agosto afferma un principio universale che è insito nella filosofia del diritto:

La libertà individuale termina quando determina danno agli altri

Una premessa lunga per parlare di giornalismo e fake news.  Questo non significa mettere il bavaglio, ma raccontare le ragioni degli uni e degli altri.

Per esempio se un no vax dice che gli stessi produttori del vaccino avvertono che sulla pericolosità del vaccino non la possono escludere, va detto che cosa sono i bugiardini.

Un’ espressione che attenua il significato di bugiardo per mettere in guardia che si è valutato costi e benefici sull’effetto del farmaco e quindi va preso per salvarsi con consenso informato.

Tutti i farmaci hanno effetti collaterali ma questo non mette in dubbio la loro efficacia sulla massa.

Per combattere l’industria delle fake news dobbiamo creare percorsi per un’educazione di base.

Costruire processi di sensibilizzazione in grado di coinvolgere sia i ragazzi che gli anziani e spiegare loro come si fa per verificare se una notizia è falsa o vera.

L’unica legge che funziona è quella dell’intelligenza

Il percorso di formazione della notizia deve seguire il percorso logico dei fatti.

Viene riportata un’affermazione: i vaccinati diffondono il virus, si riscontra subito l’Istituto superiore della Sanità che afferma che nella produzione dei vaccini non viene usato il Sars Covid2

Quindi l’affermazione è una fake news.

Altra fake news è legata alla modifica del DNA, altra ancora parla di modifica del sistema immunitario, ecc. 

Quello che va sottolineato nel lavoro giornalistico è che, quando troviamo un’ espressione scientifica, anche di citazione di un laboratorio, università, ecc. qualsiasi affermazione scientifica deve essere dimostrata.

Esiste un passaggio stretto per una ricerca scientifica per diventare credibile.

La ricerca deve passare attraverso un meccanismo denominato peer to peer tra soggetti che hanno lo stesso ruolo nel mondo, per esempio virologi, che discutono per mesi sulla ricerca.

Se dopo viene accettata dai più deve essere pubblicata su una rivista scientifica. Anche con i pareri contrari della minoranza.

Solo allora può essere citata da tutta la stampa. 

Questa regola vale soprattutto in questa fase della pandemia. Se Figliolo dice che a fine settembre raggiungiamo l’80% dei vaccinati è necessario sapere che la variante Delta, assai più pericolosa del virus conosciuto da un anno e mezzo, porterà in rianimazione molti non vaccinati.  Il sistema sanitario non può permetterselo.

L’importanza sociale della vaccinazione 

Volendo dare uno sguardo più ampio alle esperienze pandemiche che hanno segnato la storia dell’uomo, possiamo affermare che cos’ la “vaccinazione”

Rappresenta una delle più importanti scoperte scientifiche nella storia della medicina e ha contribuito in modo fondamentale ad incrementare la speranza di vita delle popolazioni umane.

Il progresso delle conoscenze ha da un lato chiarito i meccanismi d’azione dei vaccini, la cui applicazione è avvenuta inizialmente su base sperimentale.

I progressi degli scorsi decenni, hanno aperto orizzonti un tempo impensabili nel campo della ricerca medica.

Nei settori della batteriologia, della virologia, dell’immunologia e della modellistica matematica applicate alle infezioni.

Oggi, oltre alla disponibilità sempre più ampia di nuovi vaccini contro malattie infettive, stanno fiorendo ricerche su vaccini contro

  • patologie tumorali,
  • ipertensione,
  • malattie degenerative del sistema nervoso,
  • papilloma virus
  • e contro le dipendenze.

La vaccinazione è stata definita una delle più grandi scoperte mediche mai fatte dall’uomo, la cui importanza è paragonabile, per impatto sulla salute, alla possibilità di fornire acqua potabile alla popolazione.

Il carattere sociale della pratica vaccinale ne ha infatti segnato la nascita, dal momento che, fin dall’epoca di Edward Jenner, la vaccinazione ha avuto amplissima diffusione.

Tale pratica è stata sempre oggetto di vivace dibattito tra sostenitori del suo inequivocabile effetto positivo ed oppositori

Quest’ultimi con motivazioni spesso di carattere ideologico o anche per il rifiuto delle autorità che ne avrebbero dovuto raccomandare l’utilizzo.

Il valore sociale delle vaccinazioni si riflette sia sul singolo individuo sia sulla collettività

Per la maggior parte delle malattie, ottenere elevate coperture vaccinali permette infatti di contenere la circolazione del microrganismo responsabile e, conseguentemente, garantisce una protezione alla comunità, cioè anche ai non vaccinati.

L’impatto sulla salute della popolazione risulta dunque notevole in termini di contenimento dei danni della

malattia o delle sue complicanze (morbosità, mortalità, ricorso a cure mediche, ospedalizzazioni) e di riduzione dei costi sia diretti che indiretti.

Va recuperata la fiducia nello Stato 

La notte sospesa del Coronavirus, insieme alle paure, ha prodotto effetti imprevisti e imprevedibili. Anzitutto, sul piano politico.

Ha rafforzato la fiducia verso lo Stato, le istituzioni. E il governo. In un Paese nel quale il distacco verso lo Stato, le istituzioni e i governi è profondo e radicato.

Ma lo stesso è avvenuto nelle relazioni sociali e personali. Perché esiste una relazione stretta tra la fiducia personale e istituzionale.

E la vera solidarietà, quella che crea senso e bene comune è quella che muove verso l’umanità intera, di cui le Istituzioni sono le prime paladine.

Evelin Zappimbulso vice-direttore CPL

Roberto De Giorgi tutor

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