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Riflessioni sul razzismo difficile da estirpare

Razzismo – Sono sempre esistiti la paura e l’odio nei confronti del diverso. Alcuni non riescono a tollerare la diversità.

Eppure il mondo è così eterogeneo e assortito! Siamo onesti intellettualmente: tutti abbiamo dei pregiudizi. È quasi istintivo categorizzare/etichettare le persone e fidarsi delle prima impressioni.

È per questo motivo che è così difficile estirpare il razzismo. Non voglio equiparare il pregiudizio col razzismo ma quest’ultimo scaturisce anche esso dal pregiudizio.

Il pregiudizio è un requisito fondamentale, una conditio sine qua non del razzismo.

Va ricordato che come i caucasici hanno difficoltà a riconoscere dai tratti somatici le persone cosiddette di colore anche queste ultime hanno la stessa difficoltà inizialmente a riconoscere e distinguere i cosiddetti caucasici.

Coloro che dicono di non avere pregiudizi spesso hanno dei pregiudizi nei confronti di coloro che a loro avviso hanno dei pregiudizi. Poi alcuni cosiddetti antirazzisti vorrebbero far la pelle ai razzisti.

Invece se fossero autentici antirazzisti sarebbero dei veri pacifisti e lotterebbero pacificamente per i diritti delle minoranze. Anche l’antifascismo militante era discriminazione pura oltre ad essere una forma di violenza.

C’è da ricordarsi che chiunque può essere vittima di pregiudizio e razzismo

Si è sempre meridionali o arretrati per qualcun altro che si considera migliore e appartenente a una società più evoluta.

Bisognerebbe considerare ciascuno per la sua individualità, per quel quid di unicità che possiede e non considerarlo invece per la categoria a cui appartiene.

La questione è complessa e articolata.

Alcuni psicologi hanno dimostrato anche che non tutti coloro che hanno atteggiamenti razzisti si comportano poi da razzisti. Ci sono anche i cosiddetti razzisti “per bene”.

C’è invece chi predica bene e razzola male.

C’è chi fa viceversa. È molto difficile in questi casi predicare bene e razzolare bene.

Ci sono certi antirazzisti da salotto che fanno discorsi bellissimi sulla società multirazziale, ma che non accetterebbero mai di dare la figlia a un giovane immigrato.

Nessuno ha una mente totalmente libera e aperta, ma i razzisti sono sempre gli altri. Io vorrei che la questione del razzismo fosse affrontata molto realisticamente e concretamente.

Non ci sono solo suprematisti bianchi. L’odio è eterogeneo ed interclassista. Sono molte le minoranze. Non si tratta solo di etnie. L’importante sarebbe rispettare la dignità di tutti, anche se nessuno è esente da luoghi comuni e stereotipi. Senza generalizzare non potremmo vivere.

La cosa importante è cercare di non discriminare nessuno. Alcuni sostengono che in futuro avremo una società multirazziale. Altri una società multirazzista.

A mio avviso avremo molto semplicemente una società così asociale che pochi avranno la forza di essere antisociali.

Sarà a mio avviso una società così atomizzata e ognuno sarà così rinchiuso nella sua bolla di filtraggio che pochi avranno l’ardire di comportarsi realmente da razzisti.

Saremo tutti così immersi nel mondo virtuale che forse esisteranno solo discriminazioni online. Forse resteranno solo gli atti di bullismo e di cyberbullismo dei bambini e degli adolescenti.

Gli adulti saranno in tutte altre faccende affaccendate, almeno nel cosiddetto primo mondo.

Ma attualmente senza proiettarci troppo avanti nel tempo bisogna tenere presente che il razzismo è una variabile psicologica e sociale, determinata dalla cultura e dalla mentalità, ma anche che l’etnocentrismo è una costante antropologica.

Ad esempio la psicologia sociale ha dimostrato che negli esseri umani è presente una distorsione cognitiva che avvantaggia il proprio gruppo di appartenenza e svantaggia l’outgroup (l’altro gruppo estraneo). Infine però bisogna ricordare la celebre frase di Einstein: esiste una sola razza, quella umana. Questo è ciò che conta.

Davide Morelli

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

 

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