Home Cronaca Chiedo che l’argomento vaccino sui social si zittisca una volta per sempre

Chiedo che l’argomento vaccino sui social si zittisca una volta per sempre

Sull’argomento vaccino, i social in questi mesi hanno dato il meglio di sé. Ho assistito a conversazioni allucinanti, giudizi dati a sconosciuti fin troppo affrettati.

Con la questione green pass, si è creata inconsapevolmente una guerra sociale fra no-vax e pro-vax. Siamo tutti vittime di un virus che ha distrutto le nostre vite, eppure siamo gli uni contro gli altri. Continuiamo ogni giorno a insultare gratuitamente l’altro.

Perché non mantenere la strada del silenzio? la verità è ignota per tutti. Credo che prima di parlare e argomentare la propria tesi bisogna avere tesi scientifiche, fin quando ci si affida a blog o catene di whatsapp, i ragionamenti sono infondati.

Nel corso di questi mesi mi sono resa conto che è stata diffusa una manipolazione incessante, molte persone ipocondriache sono state vittime di manipolazione. Sono stata bloccata dai social, solo perché ho cambiato pensiero, perché fino a prova contraria nel corso di questi mesi ho dato credito a gente esaltata, ho avuto l’impressione di sentirmi in una setta.

Dunque, io da vaccinata non pretendo di giudicare chi non fa vaccino, ma ho la pretesa di non sentirmi giudicata con commenti come: “tu morirai fra qualche anno”. E’ vergognoso non essere tutti sullo stesso piano, che qualcuno di noi si adegui a un non vaccinato in un ristorante, solo perché continua a pensarla diversamente.

Spero che in futuro il governo possa rendere obbligatorio il vaccino, perché altrimenti nei prossimi mesi, specialmente il periodo autunnale prevedo una sorta di guerra sociale anche nei confronti della attività.

Sono una semplice cittadina, una studentessa di 25 anni, che non viene pagata per fare propaganda, che non è serva del governo. Sono semplicemente Annamaria, una laureanda che è prossima alla sua laurea, che vuole ritornare alla vita normale, una futura lavoratrice libera da ogni schieramento politico.

Pretendo che la stampa non faccia schieramenti e che tutti siano liberi di scegliere, non giudicherò chi è contrario, ma dall’altra parte non pretendo nemmeno di essere insultata, perché gli insulti pesano per tutti a livello psicologico, perché noi esseri umani abbiamo una dignità.

Chiedo soprattutto che si smetta di parlare di Nazismo o Shoah, perché la dittatura è lontana anni luce nel nostro Paese. Che qualcuno dall’altra parte del mondo, come a Kabul darebbe oro pur di vivere qui.

Per il resto, che vi vogliate affidare o non, chi crede in un qualcosa non deve essere ritenuto stupido.

Annamaria Iannelli

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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