Home Politica ADISU : il potere di non decidere!

ADISU : il potere di non decidere!

Leggo su La Repubblica Bari dell’11 agosto notizie sulla mancata nomina dei vertici dell’ADISU  e delle indagini della Procura.

 La  tristezza mi assale perche’ per Statuto,  dal sito la mission dell’agenzia e’ la seguente:

“L’Adisu Puglia, l’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario, istituita con la legge regionale 18/2007, ha avviato la sua attività con l’insediamento del Consiglio di Amministrazione, avvenuto il 16 aprile 2009.

Nuova la struttura ma non nuovi i compiti e le finalità. L’Adisu Puglia sostituisce e ingloba le cinque strutture Edisu presenti nelle province pugliesi e nasce con l’obiettivo specifico di semplificare i processi di gestione del diritto allo studio, di realizzare ogni possibile economia di scala e di dare un volto unitario alle politiche del diritto allo studio e all’erogazione dei servizi destinati a garantire tale diritto alle studentesse e agli studenti della regione.

La finalità istituzionale dell’Agenzia, risponde a un compito di rilevanza costituzionale: garantire a tutti i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, la possibilità di accedere ai più alti gradi dell’istruzione.

35 milioni di euro in borse di studio erogati.”

Bellissima struttura quindi da potenziare, da vivificare ma che nel tempo diventa terra di conquista di appetiti politici. Cantava il poeta Orazio che i Romani amavano ferre secundas partes, svolgere ruoli secondari per meglio esercitare il potere lontano dai riflettori del circo mediatico che oggi non sfugge.

Queste cariche sono retribuite : 49.980 euro percepisce il Presidente, i consiglieri hanno un gettone di presenza pari a 180 euro, seguono il Presidente del Collegio dei Revisori con 10.800 euro l’anno, i componenti dello stesso collegio con 9.000 euro. I compensi sono decurtati del 10% come per legge.

A questo punto il quesito alla politica e’ semplice: esistono anticorpi in grado di mettersi in moto e riformare il sistema? Non deleghiamo alla magistratura compiti che non ha se non individuare fattispecie di reato e perseguire i colpevoli. La politica ponga ai vertici i migliori che non perche’ parenti sono tali. Potranno sicuramente dimostrarlo in altri settori delle loro professionalita’.

Tra i miei maestri universitari ho avuto l’onore di annoverare Renato Dell’Andro che oggi piu’ che mai come politico non va tenuto come un santino ma esempio di dirittura morale capace di scelte al di sopra di ogni sospetto. E se in un precedente articolo ho detto basta oggi dico avanti senza paura quando la lotta si fa piu’ dura.

Dario Patruno

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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