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Nicola Mossa: gioielliere gentiluomo

Pubblichiamo volentieri un personale omaggio alla figura di Nicola Mossa, scomparso di recente, inviataci dalla nostra collega Nunzia Bernardini

Nicola Mossa: gioielliere gentiluomo

Ho il privilegio di averlo conosciuto  e  intervistato: ogni volta mi ha affascinato con i racconti dei suoi viaggi per fare acquisti in giro per il mondo.

Storie interessanti, le sue, come le visite alle miniere di talco dove si trovano gli smeraldi o quelle alla ricerca dei rubini, pietre ormai rarissime.

Poi, grazie alle sue spiegazioni, ho compreso il valore delle icone della sua importante collezione. La realizzazione di ogni icona è un vero e proprio percorso “spirituale” che l’artista compie non solo attraverso i colori ma anche con la concentrazione, il digiuno e la preghiera.

La Gioielleria è stata per Bari una presenza commerciale costante, ma la città si è arricchita anche culturalmente con le iniziative della “Mossa Gioiellieri”. Veri e propri eventi in cui la bellezza dei gioielli si coniugava con l’arte: appuntamenti sempre di successo e frequentatissimi da un pubblico elegante e metropolita.

Una vita caratterizzata da legami profondi con la sua famiglia: papà Lorenzo e mamma Italia. Proprio lei è stata una figura “mitica” che ha saputo conquistare la fiducia di tantissimi baresi che per gli avvenimenti importanti si rivolgevano con fiducia ai… Mossa.

E poi il legame fortissimo con Patrizia e l’orgoglio paterno verso Viviana e Francesca Romana che, non a caso, hanno seguito le sue orme. Nicola è stato abile anche nel programmare e gestire il passaggio generazionale: sempre attento nel rispettare i ruoli e le esigenze dei tempi nuovi.

Uomo sereno e saggio, è stato anche  un “grande capo” capace di far crescere la “squadra” dei suoi collaboratori sia  motivandoli,  sia  insegnando, con l’esempio,  il rispetto per i clienti  e la dignità del lavoro e, ancora di più, considerando ognuno come parte della famiglia.

Ha sostenuto e patrocinato con slancio il premio Antigone, che ho presieduto, e che per undici edizioni ha premiato la qualità e l’impegno delle donne pugliesi, dimostrando in tal modo una lungimirante attenzione verso l’universo femminile.

E ancora, in occasione della presentazione di un libro di un mio caro congiunto ha fatto coniare una bellissima medaglia con l’effige di San Nicola, come prezioso omaggio per tutti i relatori.

Il suo autentico interesse verso le dinamiche e le potenzialità della mente è stato coinvolgente per tanti amici: anche io, invitata da lui, ho vissuto una indimenticabile esperienza, in un momento particolare della mia vita, cosa per la quale gli sarò grata per sempre.

Dunque non meraviglia che siano stati proprio in tanti a partecipare alle sue esequie: un omaggio doveroso per un gentiluomo che ha “donato” molto: soprattutto uno sguardo attento capace di “guardare” con intensità ed attenzione ogni suo interlocutore e di coglierne i sentimenti al di là delle apparenze.

Nunzia Bernardini Pepe

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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