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La Murgia in fiamme tra  stoppie, macchia boschiva, aziende  e discarica di rifiuti

Giovanni Mercadante

               Incendio sterpaglia via Lago Passarello – Altamura

Una coltre di fumo staziona sui cieli dell’Alta Murgia – Aria inquinata con valori tossici elevati. 

Un bilancio pesante  a danno dell’ambiente, dell’ecosistema e dell’economia murgiana. Possibile che non si riesce a fare prevenzione? Ma dove stanno i cervelloni , tutti i sapientoni che affollano i posti di comando, quelli che percepiscono stipendi favolosi che si definiscono preparati, competenti, pieni di esperienze? Davanti a queste immani tragedie, anche un bambino resta ammutolito, perché vede nell’adulto quello che lo deve proteggere, invece viene tradito. 

Un cliché che si ripete puntualmente con la stagione estiva; ma non è tutto, perché dopo l’estate inizia la stagione delle piogge, e quindi altri disastri. L’Italia sotto assedio tutti i giorni dell’anno con un’economia che è andata in frantumi e debiti da capogiro. La pandemia da covid-19 sta facendo il resto. La fine del mondo? E’ l’uomo che si sta creando la sua fossa.

I primi roghi si sono verificati alla sterpaglia alla periferia dell’abitato di Altamura, in  via Lago Passarello, spenti grazie  all’immediato intervento di una squadra di Vigili del fuoco nei primi di luglio scorso. Incidente già preventivato perché fu fatta una segnalazione al Comando della Polizia locale dall’ottobre 2020 di sfalciare l’erba che aveva invaso la sede stradale nella predetta via.

I Vigili urbani sono stati  sollecitati diverse volte, la risposta è stata che l’ufficio compente al verde pubblico aveva perso la pec-posta elettronica. Si può perdere la traccia di un documento all’interno dell’amministrazione pubblica, quando i dipendenti comunali vanno avanti solo con le scartoffie? Allora, qual è la risposta? Ci resta solo la disperazione, piangerci addosso. Nel parco abbandonato è stata trovata anche la carcassa di una moto, probabilmente rubata e occultata tra la fitta vegetazione alta oltre due metri; tre i responsabili: il proprietario del parco abbandonato che non ha sfalciato l’erba e il Comune-Teknoservice, azienda raccolta rifiuti, latitante e inadempiente su molti fronti. Purtroppo questi soggetti non saranno mai sanzionati, perché è una guerra persa in partenza.

Ogni protesta si perde nel palleggio dell’insolenza.

           Intervento dei Vigili del fuoco – via Lago Passarello – Altamura

Spostandoci di 10 chilometri da Altamura, il Bosco Difesa Grande di Gravina in Puglia è andato interamente in fumo, incenerito nei giorni scorsi;  incendio certamente di origine dolosa, perché da quanto si è appreso nel corso di questi giorni i focolai sono stati avvistati in più punti. Un bosco che  ogni estate viene regolarmente  attaccato dai piromani. Il dolore dei gravinesi è immenso; la rabbia e le esternazioni  sui social network sono inesprimibili. Molte attività socio-economiche presenti all’ingresso del bosco Difesa Grande sono state chiuse da diversi anni senza che l’Amministrazione Valente abbia preso opportuni provvedimenti.

Nelle more di questa indecisione, come e quando indire le gare per l’affidamento delle attività (bar-centro accoglienza), tutte le strutture sono state abbandonate al degrado. I gestori di queste attività ricreative  erano anche le sentinelle di quel polmone verde. Non si può dire incapacità degli amministratori, quanto piuttosto  come spartire l’affidamento delle strutture.

L’arch. Giuseppe Lapolla che si interessa di pianificazione e ambiente ha fatto presente che il Bosco Difesa grande si estende su una superficie di 1.000 ettari, di cui 600 appartengono al Comune, 400 sono di privati cittadini.

La comunità gravinese si è subito attivata costituendo il movimento denominato “Bosco-Città, io ci tengo”.

                                  Bosco Difesa Grande incenerito  – Gravina in Puglia 

Nel mentre le comunità murgiane nelle giornate di sabato  31 luglio e domenica 1 agosto seguivano con apprensione il devastante incendio che praticamente ha cancellato il predetto bosco, subito dopo alle porte di Altamura, un altro  rogo partito dalla contrada Graviscella puntava con estrema violenza verso l’altura scavalcando l’alta recinzione di una fabbrica produttrice di manufatti in plastica. Una densa nube di fumo si levava verso il cielo ammorbando di diossina il centro urbano. Le squadre di soccorso dei Vigili del Fuoco, della Polizia locale ed altre unità di volontari prontamente intervenute hanno circoscritto l’incendio, fortunatamente senza intaccare i reparti produttivi. Qui non  c’è la mano dolosa, ma non si può ignorare che è mancata la prevenzione.

I parchi alla periferia della città vanno monitorati; è stata emanata un’ordinanza sindacale a firma Rosa Melodia di sfalciare l’erba secca nei campi, nelle aree private, ma la Polizia locale non supervisiona il territorio.

Possibile che quando le pattuglie sono in giro non possono fermarsi e richiamare i proprietari delle aree a rischio, o tutto è diventato così farraginoso tra norme e regolamenti che è  difficile districarsi nella selva della burocrazia?

                       Incendio fabbrica di plastica (foto Comune di Altamura)

E così mentre si doma la colonna di fumo della fabbrica di plastica, il 4 agosto scorso ecco apparire  dalle colline materane un’altra nube nera minacciosa che proviene dalla zona industriale di La Martella, alle porte di Matera. Una discarica di ecoballe abbandonata da decenni ha preso fuoco. Nuovamente viene emanata un’altra ordinanza dai sindaci di   Matera e di Altamura invitando le popolazioni a  chiudere le finestre e a tapparsi in casa. La nube di fumo avvolge in breve tempo i tre centri abitati di Matera-Altamura e Gravina in Puglia.

La tossicità delle polveri che si disperdono nell’aria unitamente al fumo nero ha toccato percentuali elevate di  sopportazione. Tutta la notte i tre territori murgiani sono stati ostaggio dell’inquinamento atmosferico. Qui, la responsabilità è di tutti gli amministratori della Città dei Sassi, capitale della cultura europea. Bell’esempio di cultura, verrebbe da dire; piuttosto di sottosviluppo culturale. Con centinaia di milioni di euro ricevuti dallo Stato italiano per quell’evento di straordinaria importanza, tutti gli amministratori e i consiglieri comunali a vario titolo, delle precedenti amministrazioni e di quella in carica, a nessuno è venuto in mente di  bonificare il sito della discarica nei tempi opportuni. Guarda un poco, il sindaco Domenico Bennardi di Matera, in uno suo comunicato diffuso via facebook il 4 agosto 2021, afferma: Arpab e Vigili del fuoco stanno effettuando il monitoraggio delle matrici ambientali, al fine di tenere costantemente sotto controllo “l’eventuale” livello di inquinamento. Lo scorso 15 luglio l’area della discarica è stata consegnata alle imprese esecutrici dei lavori di bonifica. Siamo fortunati perché  fino a domani sera il vento spinge la nube tossica  verso i territori di Altamura e Gravina in Puglia”.

https://www.facebook.com/watch/?v=351517606621445

                             Incendio discarica rifiuti a La Martella – Matera

 

Dichiarazione assurda, da scatenare un’azione legale. Su questo comunicato c’è da molto da riflettere e da analizzare. Il sindaco dice: “eventuale” livello. L’inquinamento è certo. Parola presa in prestito dal vocabolario del “burocratese”.  La bonifica viene affidata il 15 luglio 2021, e dopo 20 giorni scoppia la bomba ecologica. E’ spontaneo porsi tanti interrogativi: impossibile bonificare un’area di diverse decine di ettari di rifiuti abbandonati da decenni. La mano dolosa è stata molto più sbrigativa.

Sul versante altamurano, vista questa violenza sul territorio, qualcuno si è allarmato per una eventuale recrudescenza del fenomeno criminoso verso la discarica delle Lamie situata alle porte di Altamura. Un comunicato stampa di “Forza Italia Giovani Altamura” è stato inviato ieri 5 agosto 2021  all’attenzione del prefetto di Bari dott.ssa Antonia Bellomo, al fine di garantire la sicurezza dei cittadini.

 

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