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Nomads Embassy, un supporto per nomadi digitali

Il nomadismo grazie al digitale rappresenta uno stile di vita che permette ai freelance di poter lavorare in ogni dove.

Una scelta che porta con sé dei disagi, trovare nel più breve tempo possibile un posto dove vivere, avere il visto oppure semplicemente capire a quale ristorante andare per poter gustare una buona pietanza.

Nomads Embassy fornisce un’innovativa assistenza individuale in risposta a un bisogno per coloro che desiderano intraprendere il proprio percorso da nomade digitale.

A cura di Rosa Porro

 

Jacopo Gomarasca ci presenta Nomads Embassy, impresa fondata nel recente febbraio 2021 da un’idea comune con la statunitense Brittany Loeffler. Questo progetto offre una comunità in cui i nomadi digitali possono connettersi e fare rete tra loro, imparando anche nuove abilità e strumenti per migliorare il loro lavoro a distanza.

Come nasce Nomads Embassy

Viaggiando full-time come nomade digitale nel 2017, Jacopo Gomarasca inizia la sua ricerca di un servizio che potesse semplificargli la vita. “In quanto freelance ho molti obblighi, e avendo molti clienti nell’ambito del digital marketing avevo la necessità di restare produttivo senza dover pensare a tutti i problemi relativi agli spostamenti.”

Esigenze riguardanti un alloggio, il visto e il viaggio in sé, sono state il fulcro di una vision comune tra gli attuali fondatori di Nomads Embassy, i quali nel 2019 – con un’accurata ricerca sulla vita di altri nomadi digitali – hanno deciso di mettere a punto quella che nel 2021 è divenuta un’impresa effettiva. Startup in fase embrionale, ha raggiunto ad oggi 1000 iscritti interessati al progetto ed è aperta la ricerca di finanziatori con cui si punta a crescere offrendo a 360° i servizi desiderati, prevedendo di raggiungerli nei prossimi due anni.

Al momento, l’assenza di competitors diretti in Italia con gli stessi servizi che offre Nomads Embassy rende la scalata verso la vetta più morbida e meno battagliera.

In questo scenario post-pandemico – afferma Jacopo – molti hanno assaggiato lo smart working.

 Molte industrie che non pensavano di poter lavorare da remoto hanno scoperto di poterlo fare, e di conseguenza noi andiamo semplicemente a dare una risposta ad un problema che è già molto sentito. Ci stiamo posizionando come la prima ambasciata al mondo per nomadi digitali e nel momento in cui avremo un certo numero di iscritti potremo coronare il sogno di semplificare effettivamente la loro vita.”

Guide e Digital Nomad Travel Kit

Pur essendo un’impresa neonata, Nomads Embassy offre una gamma variegata di servizi con le guide, le consulenze, il blog, community e con il primo Digital Nomad Travel Kit sviluppato per l’Italia.

Il progetto parte con nomadi digitali americani che vogliono venire in Italia. La nostra assistenza insieme al nostro Digital Nomad Travel Kit rendono più appetibili gli Stati che hanno messo a disposizione il Digital Nomad Visa. Il primo step sarà aiutare il nostro cliente a trovare la location adatta garantendo il Golden Standard, ovvero delle caratteristiche precise per i nostri partners scelti nel caso siano nomad digital friendly. Assicuriamo così che la zona scelta sia comoda per il nomade digitale e soprattutto che il Wi-Fi abbia una velocità minima di 30 mega al secondo. Il nostro kit fornirà invece una serie di strumenti: la SIM card italiana, le guide, degli sconti sulle attività locali, che permettono di non perdere tempo a cercare essendo immediatamente integrato nella nazione di destinazione”.

Come superare le normative delle diverse nazioni?

“Nel mondo esistono più di 20 Paesi che hanno creato un visto che si chiama Digital Nomad Visa, riconoscendo il nomadismo digitale come un turismo intelligente che risolleva l’economia locale. Quindi le prime nazioni che andremo a coprire sono quelle già regolamentate, come la Croazia, il Portogallo, Malta, Capoverde; ora stiamo cercando di introdurre anche l’Italia affinché crei questo Digital Nomad Visa.”

Una scelta di vita

Il nomadismo digitale è uno stile di vita controcorrente allo stereotipo del lavoratore sedentario che decide di stabilizzarsi in un preciso punto senza cambiare facilmente la propria scelta.

Sono soprattutto i giovani coloro che intraprendono un periodo di viaggio ed esplorazione, ma sorprendentemente molti over 40 stanno partendo per questo nuovo stile di vita. Per cui l’età media del nomade digitale è di 35 anni, generalmente single principalmente provenienti da 89 Paesi del mondo tra cui: Stati Uniti (17,7%), dall’India (17%), dall’Inghilterra (5%), dall’Egitto (3,5%) e dal Canada (3%). In grandi linee possiamo definire come branca dominante dei lavoratori freelance quella dei programmatori e sviluppatori.

Stipendio certo o incerto per il nomade digitale?

Dopo questa evoluzione del settore lavorativo, il nomade digitale non è solo un freelance ma bensì può essere anche una persona con uno stipendio fisso assunto da un’azienda che concede la possibilità di lavorare in qualsiasi posto del mondo con tempi assolutamente flessibili.

Chi ringrazia per essere giunto fin qui con Nomads Embassy?

“Non sono arrivato fin qui da solo. Ringrazio assolutamente Brittany, la mia Co-founder, tutti i miei mentori, ringrazio Giovanni Perilli che mi ha dato supporto morale e legale al momento della registrazione del marchio Nomads Embassy, i miei amici e la mia famiglia che mi hanno supportato dal giorno 0, e tutti i miei collaboratori che stanno facendo un ottimo lavoro.”

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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