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Arretrati del Tfr ai Consiglieri regionali della Puglia. Il Consiglieri regionali si fanno il regalo di agosto

In tempi di pandemia gli italiani sono alle prese con la più feroce e tragica crisi economica dai tempi del dopoguerra.

Chiusure forzate, lavoratori in cassa integrazione, sussidi e bonus di sussistenza per mantenere la famiglia al fine di non far scadere il valore della dignità umana al di sotto di ogni ragionevole parametro civile.

Interventi straordinari da parte dello Stato centrale e delle Regioni per venire incontro alle innumerevoli situazioni di disagio economico e sociale in cui improvvisamente sono cadute centinaia di migliaia di famiglie e imprese, spesso impossibilitate anche ad indebitarsi e dunque costrette a richiedere forme di solidarietà eccezionali al Governo.

Di fronte ad una situazione immediatamente percepita come gravissima, l’unione Europea ha sospeso il Fiscal Compact e Patto di Stabilità permettendo agli Stati dell’UE di impegnare straordinarie risorse finanziarie a titolo di debito pubblico, a valere sulle generazioni future.

Il Consiglio Regionale della Puglia, di fronte a questa catastrofica situazione, ha provveduto ad approvare una norma regionale, come emendamento non all’ordine del giorno, nell’ambito di una legge di approvazione di debiti fuori bilancio, che riconosce in maniera retroattiva dal 2013 una somma di denaro a titolo di liquidazione per i consiglieri regionali pugliesi, per ciascun anno di legislatura a partire, appunto, dal 2013 e per il futuro.

La liquidazione fu abrogata nella legislatura Vendola, per contribuire al risanamento dei conti pubblici nell’ambito dei risparmi imposti dal Patto di Stabilità, che l’Italia si impegnò a rispettare per risanare i suoi disastrati conti pubblici ed elevatissimo rapporto Debito/PIL.

Ora la Regione Puglia, con voto all’unanimità dei presenti, ha reintrodotto l’istituto della liquidazione per i consiglieri regionali, con un colpo di spugna sul passato, senza tener conto delle stringenti motivazioni che ne hanno determinato precedentemente la cancellazione, con una decisione politicamente e in quanto non sono assolutamente mutate le condizioni di fragilità dei conti pubblici italiani, anzi al contrario si sono enormemente aggravate con un rapporto Debito pubblico/PIL che viaggia pericolosamente al 160% andando a porre una seria ipoteca sul futuro della nostra Nazione.

Lo stesso Recovery Plan dell’Unione Europea prevede la maggior parte delle risorse concesse con la forma del debito pubblico.

All’intero Paese vengono chiesti sacrifici ulteriori per sostenere lo sforzo di una politica di sussidi per le famiglie ed imprese in difficoltà economica, sforzo a cui i rappresentanti politici non dovrebbero sottrarsi.

Pare quindi ancor più meschina politicamente l’operazione di foraggiamento dello stipendio dei consiglieri regionali pugliesi che, in questo particolare momento storico, continuano a percepire ogni mese un più che adeguato beneficio economico per la carica politica.

Come possono guardare negli occhi gli elettori che hanno riposto fiducia in loro, ora che si sono autoattribuiti un lauto beneficio mentre tutti stanno arrancando per portare il piatto in tavola?

Si chiede pertanto il ritiro della norma sulla liquidazione per i consiglieri regionali pugliesi, in un atto di autotutela politica, di fronte allo sdegno collettivo di un simile gesto che appare come una autentica beffa per i contribuenti pugliesi ed italiani.

 Crocifisso Aloisi, referente regionale Puglia, Movimento 24 Agosto Equità Territoriale
 

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