Ambiente & Salute

Dialisi Torricella Asl inamovibile, appello alla Regione

Puglia. Il consigliere dell’Unione dei comuni del versante orientale della Provincia di Taranto Angelo Di Lena : “Chiuso centro dialisi SS Medici di Torricella. Appello alla regione”

All’esito dell’incontro tenutosi il 29 luglio scorso alla presenza del Direttore Generale Avv. Stefano Rossi, Sindaci dei comuni limitrofi, il sottoscritto come Consigliere dell’Unione dei comuni su invito del Sindaco Lupoli , Segreteria Territoriale CISL FP ed ANED (Associazione Nazionale Emodializzati), si è dovuto constatare la indisponibilità del gestore a mantenere attivo il Centro Dialisi di Torricella motivandola con una persistente carenza organica di medici nefrologi.
Le rassicurazioni sul mantenimento dei livelli occupazionali e l’impegno della Direzione ASL di Taranto di allocare i pazienti presso il Presidio Ospedaliero “ Giannuzzi” di Manduria, non hanno certo rasserenato i nostri animi come partecipanti al tavolo di confronto.
Non abbiamo potuto fare altro che constatare la decisione irremovibile che ha inevitabili ricadute sociali e sanitarie su un intero territorio.
Da più parti è stata chiesta una proroga alla chiusura, in attesa di soluzioni alle criticità evidenziate ma si è assistito ad una posizione di intransigenza che ha suscitato non pochi interrogativi.
In considerazione di ciò, questa mattina abbiamo nuovamente manifestato dalle ore 9.00 alle ore 11.00, unitamente ai sindaci dei comuni limitrofi, nei pressi del Centro Dialisi SS. Medici di Torricella.
Alla base della protesta, la volontà comune di non arrecare un ulteriore disagio alle fasce più deboli e bisognose che si vedranno costrette ad effettuare le prestazioni sanitarie presso altri presidi a Km di distanza.
Siamo fermamente convinti che la libertà imprenditoriale debba essere calmierata quando si tratta di denaro pubblico e ribadiamo che chi gestisce il Centro Dialisi, in quanto affidatario del Servizio Sanitario Nazionale, debba assolvere a dei precisi criteri di accreditamento che non possono tradursi in una gestione aziendale che non tenga conto delle succitate premesse.
Lavoratori, pazienti e l’intera comunità, stanchi di assistere inermi a questa grave ingiustizia sociale, sono determinati nel proseguire la battaglia, sensibilizzando tutte le Istituzioni anche di livello Regionale, pur di evitare l’infausta chiusura!

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