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Olimpiadi. Italia oro nei 100 metri

Olimpiadi. Italia oro nei 100 metri

di Giovanni Mongelli

Olimpiadi. Italia oro nei 100 metri. Siamo oro olimpico nell’Atletica leggera, velocità 100 metri piani con Marcell  Jacobs.

L’azzurro che ha vinto a Tokyo 2020. Nato in Texas ad El Paso nel 1994 conquista la storica medaglia dopo aver stabilito il nuovo primato italiano europeo.

Marcell Jacobs dal Texas fino all’oro olimpico nei 100, la gara più attesa dei 339 in programma in Giappone.

Mai nessun italiano prima di lui ci era riuscito, mai nessuno era mai riuscito a conquistare la finale.

Non Pietro Mennea non Livio Berruti. E allora ecco per capire come ci sia riuscito lui bisogna riavvolgere il nastro.

La storia del fenomeno

Mettevi comodi e godetevi la storia del nuovo fenomeno del vero sport italiano l’atletica leggera. Anche se in tempi diversi, sia tecnici che fisici, diversi da Pietro Mennea e Livio Berruti. Il velocista, padre di tre figli, è nato negli Stati Uniti. La madre di Jacobs, sposata con un texano, è tornata in Italia quando Jacobs era un bimbo. Da ragazzo ha praticato prima il basket, seguendo le orme paterne e poi il calcio. A10 anni ha frequentato la pista di Desenzano del Garda, con il tecnico Gianni Lombardi, storico organizzatore del meeting multistars. Per mettere a frutto le sue doti di velocità, a partire dal 2011 ha provato il lungo, poi nel 2013, prima di soffrire di infortunio al piede, ha migliorato un record juniores ( 7.75) indoor che resisteva da 1976. Superando poi 8.03 in qualificazioni assoluti in sala dal 2015 a Padova. A settembre di quell’anno è passato sotto la guida dell’ex iridato indoor del triplo Paolo camossi andato ad allenarsi a Gorizia . Nel 2016 ha realizzato il salto più lungo di sempre 8.48 ventoso ( +2.8 ). Mentre nel 2017 si è inserito al primo posto nelle liste nazionali al coperto al terzo posto con 8.07. Dopo un problema al ginocchio è tornato nel 2018 come sprinter con 10.08. Nell’autunno 2018 si è trasferito a Roma e qui la svolta della carriera .

Nel 2019 rientra dopo due anni in gare nel salto in lungo 8.05 indoor scendendo a 10.03 sui 100 metri, terzo azzurro di ogni epoca prima di siglare hai mondiali di Dhoa, il mondiale record italiano con la staffetta 4×100 38,11 nel 2021.

L’esplosione

Esplosione definitiva nei 60 indoor agli europei, poi a maggio mise le mani sul record italiano 9,95 a Savona diventando il secondo italiano di sempre a scendere sotto i dieci secondi prima dell’exploit di Tokyo .    

Poi ecco lui Tamberi secondo oro italiano nel salto in alto.  Oro olimpico dopo una gara palpitante nel salto in alto il fuori classe marchigiano ha tirato fuori il meglio di se tornando a saltare 2,37. Misura che non gli riusciva dal 2016 da quando il suo sogno olimpico si spezzò un mese prima della partenza per Rio.

A volerla scriverla inventandola da zero la storia di Gianmarco Tamberi non sarebbe uscita così emozionante, perfetta. Fino si 2,35 hanno percorso pulito con Barsahim del Qatar, un altro grande atleta campione del Qatar.

L’abbraccio

Gianmarco perfetto nelle esecuzioni. Insieme a lui concentrato e galvanizzato della vittoria di Jacobs nei 100 metri con un abbraccio spontaneo in mezzo la pista aggirando tutti i protocolli proprio nel mezzo della gara dell’alto che si ripeterà dopo il doppio oro. Il primo pensiero è per il compagno di podio il Barshim oro ex aequo che con Tamberi hanno condiviso un destino cinico ed identico.

Non esiste altra persona con cui condividere, spiega ai microfoni Tamberi. Condivido pedana e medaglia con Bashim, racconta Tamberi. Uniti anche da uno stesso infortunio ed ora siamo qui a condividere tutto. Siamo i più forti saltatori del mondo e Marcell Jacobs il più forte velocista del mondo.

I giochi di Tokyo

I giochi di Tokyo sono così la sua rivincita dopo l’infortunio alla caviglia che lo ha privato dei giochi di Rio de Janeiro nel 2016. Gianmarco Tamberi detto “gimbo” nato ad Ancona, appassionato di basket dal 2009, ha iniziato a praticare l’atletica in sintonia e seguendo il papà Marco, finalista a Mosca 1980. I risultati non sono mancati; è infatti l’unico azzurro ad aver vinto il titolo continentale outdoor nel 2016 e indoor 2019 nel salto in alto, primatista italiano della specialità, Tamberi è stato prima soprannominato half- shave, mezza barba, perché amava andare in giro con mezza faccia rasata e mezza incolta e poi è soprannominato “gimbo”.

La vita sentimentale 

Ha un passato da batterista avendo suonato nel gruppo “the dark melody“ con un classico repertorio rock anni settanta. Giusto la sera prima di partire, firma la sua storia sentimentale: ha chiesto alla sua fidanzata Chiara di sposarlo, una proposta di matrimonio mostrata a tutti.

Con un video racconto sui social di carattere allegro giovale e amato da tutti o quasi nel mondo dell’atletica. Sicuramente resteranno nella sua storia le immagini della sua gioia incontenibile e rigata di lacrime dopo la conquista della medaglia d’oro arrivata dopo un siparietto memorabile del suo amico rivale Mutaz Barshim, l’amico italiano Marcell Jacobs oro centometrista sorride a tutti e due guardano l’oro ex equo con Mutaz di fronte al giudice dopo il pari merito nei salti. I due sono amici: Mutaz Barshim e Gianmarco Tamberi hanno vissuto le stesse problematiche fisiche di infortuni che li hanno bloccati a lungo e costretti a rincorre il tempo L’azzurro perdendo le Olimpiadi del 2016 a Rio de Janeiro, Mutaz è il miglior saltatore al mondo, non ci sono dubbi, ha ammesso Tamberi. Per me invece, prosegue l’azzurro, è un sogno che si realizza.

Morale della favola diventata realtà                                                                                                      

Ma non sento tra la notte del sabato e la domenica caroselli di macchine o festeggiamenti.

Sono gli italiani che di sport non capiscono o credono di capire.

L’atletica è lo sport essenziale per tutti gli sport in generale. Quello dell’umiltà, della sofferenza, del vero sacrificio, il cosiddetto sport dei bassi fondi, per modo di dire, estraneo a grossi ingaggi economici dello sport principale quel il calcio.

Si dovrebbe esaltarsi per queste vittorie olimpiche dettate da storie commoventi di Gianmarco Tamberi che ha lottato col suo ginocchio e Marcell Jacobs.

Questo sport, l’atletica, come altri simili sono il cuore della nazione, l’anima. Dove la nazione stessa deve imparare lo spirito di sacrificio, l’umiltà, la sofferenza di questi atleti. E forse in politica potremmo pure lì primeggiare.

Esempio pure per movimenti giovani politici che nascono con nomi assurdi che hanno fatto la storia del paese e che tentano di fare falsi movimenti loschi per il paese e la nazione in generale.

Movimenti che dovrebbero nascere giovanili si ma col proprio nome. Sacrificio, umiltà e veri valori della vita, lealtà, trasparenza, onestà.

Come hanno vinto questi atleti non offuscando altre vere vittorie e nomi illustri. Non si capisce molto ma un nuovo movimento nascente del paese ha capito. In conclusione c’è il rammarico di sentire i festeggiamenti italiani e sentirli solo nel calcio: le solite vergogne italiane. Campioni d’Europa ma di che … mah fate voi. Magari potessimo sentire festeggiamenti per la fine del covid, per una buona politica, cultura, educazione ed altro. Un grosso infinto applauso all’atletica italiana e sport simili, compreso Marcell Jacobs: un nuovo Mennea, Gianmarco Tamberi: una nuova Sara Simeone al maschile o un grande Satomayor.

In bocca al lupo. Infinta salute in vita e successi in carriera.

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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