Politica

Il punto di Roberto Napoletano. Adesso si che l’Italia è rispettata

 La lezione olimpica – L’Europa deve dimostrare di aver scelto la solidarietà, il nostro Paese di essere all’altezza di fare le cose
 

Se il Pnrr funziona davvero e si fa quello che si deve fare, a partire dal Sud, i soldi arrivano e prima il clima poi la situazione reale cambiano davvero, allora in Italia tutti corrono “in soccorso” del vincitore assoluto che in questo caso è Mario Draghi. Il quale, però, è il primo a sapere che senza gioco di squadra non si vince e, non essendo abituato a perdere, farà di tutto per tenere insieme i pezzi sulla trincea del cambiamento.

Perché il Paese ha deciso di cambiare e tornerà a crescere come ha già dimostrato di sapere fare in altre stagioni della sua storia repubblicana. Se poi alle Olimpiadi vince chi non ti aspetti come Jacobs e Tamberi, il loro abbraccio impersonifica il sogno di un’Italia che cambia e vince per l’oggi e per il domani. Di un’Italia che si fa rispettare nel mondo

 
di Roberto Napoletano, Direttore del Quotidiano del Sud – l’Altravoce dell’Italia
 

A settembre cambia il mondo. Vengono al pettine tutti i nodi. L’Europa deve dimostrare che al bivio della storia sceglie nei fatti la solidarietà al posto del rigore. Deve dimostrare di avere capito la lezione della pandemia globale e del nuovo ’29 mondiale.

A quel punto, avremo l’Europa della coesione e, soprattutto, l’Europa non finirà stritolata tra Stati Uniti e Cina. L’Italia tutta deve dimostrare di essere all’altezza dell’azione riformatrice avviata dal governo di unità nazionale guidato da Mario Draghi e di quell’accoglienza internazionale mai avuta che il Paese riesce a raccogliere grazie al credito personale dell’attuale presidente del consiglio.

I partiti del rumore non devono porre ostacoli alla campagna di vaccinazione con la fuffa delle loro inutili propagande e, soprattutto, devono collaborare a livello centrale e ancora di più regionale perché semplificazioni e nuova giustizia civile e penale diventino realtà e permettano l’attuazione con successo del piano europeo sbloccando dopo venti anni la macchina degli investimenti pubblici.

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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