Cronaca

Presentazione a Martina Franca del libro “la biblioteca di Crispiano”

Intervento di Michele Annese. 

Saluto tutti Voi presenti, autorità, amici di Crispiano e di Martina, qui rappresentata dall’assessore alla cultura Antonio Scialpi, docente e amministratore impegnato.

Ringrazio il Comune di Martina per la concessione del patrocinio e la gradita ospitalità in questa sede istituzionale. Un grazie particolare rivolgo al Presidente della Fondazione Paolo Grassi, Franco Punzi, promotore insieme al Presidente della Fondazione Nuove Proposte Elio Greco, di questa splendida serata, che si svolge a conclusione di un mio percorso culturale, da loro spesso incoraggiato e sostenuto.

 Saluto tutti Voi presenti, autorità, amici di Crispiano e di Martina, qui rappresentata dall’assessore alla cultura Antonio Scialpi, docente e amministratore impegnato.

Ringrazio il Comune di Martina per la concessione del patrocinio e la gradita ospitalità in questa sede istituzionale. Un grazie particolare rivolgo al Presidente della Fondazione Paolo Grassi, Franco Punzi, promotore insieme al Presidente della Fondazione Nuove Proposte Elio Greco, di questa splendida serata, che si svolge a conclusione di un mio percorso culturale, da loro spesso incoraggiato e sostenuto.

Oltre ai colleghi bibliotecari e giornalisti e agli amministratori pubblici presenti, saluto e ringrazio Anita Preti che, per prima, ha compreso il ruolo significativo della Biblioteca di Crispiano, con la sua intervista del 21 febbraio 1997, pubblicata sui risvolti del libro; ringrazio la sig.ra Anna Sorn, per il progetto “Lettura” e la presentazione dell’opera, e ringrazio l’autorevole giornalista, Michele Cristella, che ha curato la prefazione e sottolineato la felice intuizione dell’operazione promozionale delle “100 masserie”, divenuta poi l’emblema ufficiale del territorio. Meritorio è stato il lavoro dell’editore Schena, ed in particolare della sig.ra Angela Schena, che ha pazientemente e con molta professionalità guidato il lavoro editoriale, svolto insieme a validi collaboratori e ad amici, tra i quali mia moglie Silvia, con i suoi incoraggiamenti e la preziosa revisione del testo, mia figlia Marzia che ha curato la copertina, presente in sala con il marito Donato Basso, che da Milano ha seguito la parte tecnica, e la sig.ra Maria Cristina Cianfarani, operatrice redazionale e coordinatrice del libro.

L’opera è dedicata alla mia cittadina e alle nipotine Fabrizia e Margherita, alle quali ultimamente si sono aggiunti felicemente Giacomo e Marco.

All’on.le Luciano Violante, anche a nome di tanti amici compaesani, rinnovo la stima e la gratitudine per la sua venuta nella nostra cittadina, in occasione delle celebrazioni del bicentenario della Crispiano moderna (17 marzo 1997- una giornata di festa per il paese, onorato dalla sua storica presenza).

In tale circostanza al Presidente venne assegnato, con voto unanime del Consiglio Comunale, presieduto dall’indimenticabile sindaco dott. Francesco Paolo Liuzzi, il Premio Crispius 1997.

Nell’occasione, fu lo stesso on.le Liuzzi, orgoglioso della “sua” Biblioteca, a presentare il Centro Studi Montaliani, unico del centro-sud con i suoi 4.000 documenti e scritti del poeta, donati dal prof. Giuseppe Milano residente a Pisa; nonchè il ragguardevole patrimonio che negli anni la Biblioteca ha raggiunto, riordinato e catalogato con finanziamenti concessi dall’allora assessore regionale Angela Barbanente: 35.000 volumi, comprese diverse donazioni di privati, con circa 2000 prestiti annui; l’Archivio Storico Comunale, riordinato e classificato sino agli ultimi quarant’anni; l’Emeroteca con oltre 500 titoli di quotidiani e riviste, di oltre 50 anni, la maggior parte rilegati, consultabili attraverso il catalogo nazionale di Bologna; la pinacoteca con opere donate in occasione di concorsi a livello provinciale, regionale e nazionale e un ricco patrimonio documentale (6.000 provini fotografici e 600 gigantografie stampate da Romano Gualdi di Castelfranco Emilia, purtroppo recentemente deceduto), riguardante il noto progetto de “Le Cento Masserie”, vanto della Biblioteca di Crispiano, diventato poi, l’elemento identificativo ufficiale del territorio comunale e la linea di sviluppo per tutta la Regione Puglia, inserito nello Statuto comunale.

Documenti utilizzati per la mega-mostra allestita nel 1988 (Amministrazione Scialpi) nella masseria Le Mesole, e per la pubblicazione di 9000 copie del catalogo prestigio, stampato in tre edizioni, ormai esaurito, tutt’oggi ancora richiesto, ma purtroppo non ristampato. Non sempre il lavoro si è svolto con la dovuta serenità e soprattutto con le risorse economiche necessarie, nonostante le tante collaborazioni gratuite e i sostegni significativi degli amici Franco Punzi ed Elio Greco (è merito loro se Crispiano ha registrato tante presenze autorevoli), non è mancato l’orgoglio dei sindaci di avere una Biblioteca, anche quando non sufficientemente sostenuta. Ricordiamo Giuseppe Giacovazzi,  Vitantonio Pizzigallo, Vito Palmisano, Giuseppe Pietro Scialpi, Antonio Magazzino, Francesco Paolo Liuzzi e Giuseppe Laddomada, intervallati da ben 7 Commissari prefettizi, (Nicola de Mari, coadiuvato da Corrado Allegretta, Emanuele Villani, Giuseppe Bruno, Tommaso Blonda, Lucio De Carlo, Paolo Gentilucci e Paola Galeone); non è mancato neanche l’entusiasmo di 15 assessori delegati, spesso nominati per controllare più che per collaborare, ma poi, quasi sempre divenuti sostenitori preziosi del lavoro della Biblioteca, pur in contrasto con le scelte delle rispettive maggioranze politiche, e in alcuni casi subendo anche la revoca della delega.

Nel percorso dei 50 anni di vita della Biblioteca di Crispiano si sono avvicendati gli assessori: Aldo Pulpito, Giovanni Petrarca, Luigi Longo (uomo di cultura, non più tra noi. Fu lui a sentirsi dire in Giunta proponendo iniziative della Biblioteca “c ma mangià…a cultur”, ma erano gli anni ‘70); gli altri assessori, Luciano Gabellone, Donato Perrini, Giovanni Pergolese, Donato Greco, Giuseppe Bennardi (anche come consigliere provinciale), Angelo Carmelo Bello (una grave perdita di qualche anno fa per lo studio e la conoscenza della storia del paese); ancora Tommaso Chisena e poi Fernando Frassanito e Pietro Ettorre (che hanno preferito dimettersi che sottomettersi), Cosimo Di Roma (con lui la Biblioteca venne trasformata in “Istituzione” facoltà prevista dalla nuova legge) ed infine Giampiero Ricci e Sergio Sisto, che sono stati gli ultimi eroi.

In tutti questi anni sono stati preziosi il lavoro dei colleghi dipendenti Caterina Lofano, Comasia Basta, Cosimo Tagliente, Antonio Palmisano, ai quali si sono aggiunti Piero Marangi e Maria Rosaria Schiavone; a tutti non è mai mancato il supporto informatico dell’amico Piero Marzolla.

Preziosissimi per tutti sono stati i sostegni della storica Società Umanitaria di Milano, i finanziamenti ministeriali, regionali e provinciali, le risorse attinte con progetti europei, redatti con l’ausilio della dott.ssa Marike dell’A.I.C.C.R.E., per anni presieduta dal presidente Punzi e a livello regionale dal Presidente Emiliano), della collega dott.ssa Monica Albano della Libermedia e della dirigente regionale dott.ssa Mariella Anselmi, ed ancora, In tutti questi anni sono stati preziosi il lavoro dei colleghi dipendenti Caterina Lofano, Comasia Basta, Cosimo Tagliente, Antonio Palmisano, ai quali si sono aggiunti Piero Marangi e Maria Rosaria Schiavone; a tutti non è mai mancato il supporto informatico dell’amico Piero Marzolla.

Preziosissimi per tutti sono stati i sostegni della storica Società  Umanitaria di Milano, i finanziamenti ministeriali, regionali e provinciali, le risorse attinte con progetti europei, redatti con l’ausilio della dott.ssa Marike dell’A.I.C.C.R.E., per anni presieduta dal presidente Punzi e a livello regionale dal Presidente Emiliano), della collega dott.ssa Monica Albano della Libermedia e della dirigente regionale dott.ssa Mariella Anselmi, ed ancora, gestionali, é proseguito con un nuovo progetto, da me attuato, non più pubblico, fruendo della loro preziosa esperienza acquisita: é stata istituita l’Università del “Tempo libero e del Sapere”, nell’ambito dell’Associazione di volontariato “Minerva”, che si occupa di servizi alla persona, di trasporti e di assistenza scolastica ai ragazzi; organismi, iscritti all’albo regionale, giunti al 7° anno di vita, grazie all’impegno della direttrice Silvia Laddomada, della presidente dell’Associazione Mariangela Liuzzi, di mio figlio Gabriele e dei numerosi soci.

L’anno scorso Crispiano ha celebrato i 100 anni delle sua autonomia, per metà di questo secolo è stata la Biblioteca ad assicurare, insieme ad altre organismi associativi, sorti gradualmente, due funzioni importanti per lo sviluppo del paese: informare e formare i cittadini e promuovere il territorio.

Lavoro svolto, nel rispetto delle scelte politiche delle Amministrazioni succedutesi, nella maniera possibile e secondo le capacità personali di quanti hanno collaborato allo sviluppo dei settori Cultura e Turismo di Crispiano. Sin dai primi anni sono state costituite Commissioni per la gestione della biblioteca, per la scelta dei libri ed altro; formate Sezioni di interesse ( Ragazzi, Cultura, Teatro, Fotografia, Giornalismo, Folclore e Storia Locale); sono stati svolti Corsi di lingue, di informatica, di musica e di preparazione agli esami scolastici, con soddisfacenti risultati finali: 10 licenze scuola media, 20 maturandi all’anno. In biblioteca sono sorte l’Arci e la Pro Loco, ma tanti altri organismi operavano all’interno di essa. Una fucina di idee, un punto di riferimento collettivo.

Si è partiti da una situazione associativa quasi inesistente, giungendo ad avere circa 70 associazioni iscritte all’albo comunale. Per il turismo, una felice intuizione personale e un duro lavoro della Biblioteca e di Gualdi, descritti nel libro, hanno fatto emergere il paese da un ingiusto anonimato, con il progetto de “Le Cento Masserie di Crispiano”.

Mancini, primo sindaco dell’Autonomia, considerava la nascente nostra cittadina come luogo ameno, con l’aria salubre, adatto a trascorrere momenti di relax e salutari per i tarantini, grazie alla macchia mediterranea che copre la collina a nord e l’area marina proveniente a sera da sud.

Nei suoi scritti, ahimè, anche lui, a 5 anni di amministrazione, ha annotato: “E qui devo con gran rincrescimento dire che tanto la lapide per l’inaugurazione del telegrafo, quanto quella per il ricordo della mostra, ed i relativi documenti o grafici esposti in detta mostra e che poi furono esposti definitivamente nelle diverse sale del Comune, furono poi gettati alla rinfusa in uno dei magazzini comunali, dagli amministratori, che seguirono la prima civica amministrazione, molto occupati.

E ora mi auguro – proseguiva Mancini – formulare il voto che, qualche nuovo amministratore comunale, meno occupato dei precedenti, possa perdere del tempo, per dedicarsi a rimettere in vista documenti, che parlano di vari secoli della civiltà del paese”.

Mancini infine, nel 1925 presentò un suo scritto “Origine e vicende del Comune di Crispiano”, in cui si legge: ”…Svegliarsi ed avere la sua storia, per spingere all’incivilimento la popolazione, poiché ove è storia é civiltà. La speranza di non aver fatto opera vana ed inutile per gli studi storici locali, rilevando le antiche origini di Crispiano e riportando minutamente lo svolgimento delle diverse pratiche, svolte per circa un trentennio, per giungere alla sua autonomia amministrativa, è certo il miglior compenso morale al quale possa aspirarsi…”.

Una speranza, che nutro anch’io, dopo aver cronologicamente documentato cinquant’anni di storia della Biblioteca di Crispiano, sviluppata nell’ambito dell’attività amministrativa del Comune, vedendo – come dice Seneca- “che mi è accaduto ciò che capita ai libri rimasti chiusi per troppo tempo e le cui pagine si sono incollate: bisogna, per così dire, srotolare la memoria e, di tanto in tanto, scuoterne via tutto quello che vi si è depositato”.

Ringrazio tutti per essere intervenuti e ancora una volta desidero esprimere gratitudine all’on.le Violante con una targa ricordo di questa serata di festa della cultura.

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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