Politica

Due pagine di diario su Renzi e la passata crisi di governo… Per non dimenticare

Vi ricordate la crisi politica in Italia degli ultimi di gennaio? Renzi fu additato come il maggior responsabile. Successivamente più volte Renzi  ha dichiarato che era merito suo  il governo Draghi.

Questo naturalmente a suo dire. Era la sua versione. Queste sono due pagine del mio diario di allora. Le perplessità ed i dubbi ci sono ancora.

Anche il governo Draghi ha le sue ombre ed i suoi problemi: non nascondiamoci dietro ad un dito, sono svariati i nodi al pettine.

Ma ripassiamo per sommi capi cosa accadde allora. Leggendo quel che scrissi ci si può ricordare il clima catastrofico che si viveva all’epoca. Sono passati pochi mesi, ma come si suol dire sembra una eternità:

16 gennaio 2021…Su Renzi:

Qualche anno fa Renzi sembrava a molti l’uomo nuovo. Ha rottamato alcune vecchie volpi, alcuni cosiddetti politici di professione.

Ma chi è veramente Renzi?

Un estremista di centro? Un uomo del Gruppo Bilderberg? Uno che si arrampica sugli specchi perché non ha politicamente alcuna via di uscita? Un furbacchione in cerca di consensi? Una personalità narcisistica? Un accentratore di potere? Uno speculatore?

Il futuro Berlusconi? “Un ciancione” (cioè un chiaccherone) come lo definì Dario Fo? Uno che fa il lavoro sporco per l’altro Matteo?

Nessuna di queste cose o tutte queste cose assieme? E poi mi chiedo se sia solo questione di divergenze politiche o anche una questione personale. Per alcuni Renzi ha avuto il merito di fermare la task force di tecnici, che sarebbe stata guidata da Conte, per il Recovery.

Francamente non lo so. Personalmente mi limito ad osservare che ha sempre sparigliato le carte a sinistra ed è stato divisivo a sinistra.

Personalmente ritengo che sia meglio l’immobilismo piuttosto che muoversi per cadere nel burrone. Siamo proprio sull’orlo del precipizio, per chi non l’avesse ancora capito.

Di una cosa sono sicuro; non mi preoccupa il futuro di Renzi (che può riciclarsi come conferenziere internazionale in qualità di ex presidente del consiglio), ma quello dell’Italia e degli italiani (e non so se Renzi sia altrettanto interessato a noi comuni cittadini). Il debito pubblico è alle stelle.

Il PIL è crollato. Lo spread potrebbe salire vertiginosamente. Mi chiedo se in una  così grave e delicata situazione c’era bisogno di una crisi di governo.

Ma forse sono io che non ho capito niente della politica italiana. Siamo in tanti come Letta a non aver capito i motivi della crisi. Selvaggia Lucarelli ha detto che  Renzi non si è dimostrato un abile comunicatore come credevamo. Cosa ci attende? Forse è valida anche l’alternativa di non votare.

Molti sperano in un governo guidato da Draghi, ma forse rifiuterà l’incarico. Probabilmente ha ragione D’Agostino: i grillini non lo vogliono come non lo vogliono i leader europei perché Draghi non sarebbe minimamente accondiscendente.

Ad ogni modo sentivo un esperto di economia alla radio. Diceva che indipendentemente dai governi la politica economica italiana non cambia. Forse tutto si riduce alla vecchia massima gattopardesca “cambiare tutto perché nulla cambi”. Forse siamo condannati a vivere in “un eterno presente” come scriveva Debord. Staremo a vedere.

28 gennaio 2021…Sul governo e gli italiani:

Dopo la crisi è un vero caos. Gran parte della colpa a mio modesto avviso è di Renzi, che secondo il grande politologo Pasquino è un “megalomane, invidioso di Conte”.

Secondo Pasquino la crisi sarebbe dovuta a personalismi. Ma se tutto fosse pianificato? L’idiosincrasia non potrebbe essere una spiegazione di comodo?

In questo mistero fitto preferisco non addentrarmi. Aggiungo io che questa crisi sembra essere stata determinata da Italia Viva che è attualmente al 2%. Italia Viva più che l’ago della bilancia mi sembra l’ago di una bussola smagnetizzata.

Qualche sostenitore di Renzi potrebbe controbattere che aveva le sue ragioni ed un valido contropiano per il Ricovery. Altri potrebbero obiettare, esclamando “propter hoc” e affermando che la crisi era già in corso da tempo; secondo questa scuola di pensiero Renzi non avrebbe causato la crisi ma l’avrebbe solo “ufficializzata” (forse uso impropriamente questo termine).

Non sono un fine commentatore politico, però le alternative dovrebbero essere le seguenti: Conte 3 coi responsabili, Conte 3 con Italia Viva, governo istituzionale con tutti dentro, maggioranza Ursula (cioè PD, Cinque stelle e forzisti), elezioni anticipate.

I politologi ipotizzano già diversi scenari se si andasse alle elezioni.  La politica italiana è in una situazione di stallo perché è difficile trovare una maggioranza. Forse prevarrà come collante l’obiettivo di non far vincere il centrodestra. Forse sarà solo questione di spartizione di poltrone e una o più forze politiche si limiteranno ad alzare la posta in palio. Si parla di transfughi.

Forse la legislatura verrà blindata, dato che alle prossime elezioni ci sarà la riduzione del numero dei seggi dei parlamentari. Per quanto riguarda l’alternativa del “minestrone”, cioè del governo istituzionale con tutte le forze politiche bisogna vedere se sarà finalizzato a governare tutta la legislatura o se avrà come scopo quello di portare il Paese alle elezioni anticipate.

C’è chi ritiene che la maggioranza, indipendentemente dal tipo di governo, sarà più debole e probabilmente arriverà alla elezione del presidente della Repubblica per poi cadere. Insomma è un bel guazzabuglio. Nel frattempo il debito pubblico è al 160% del PIL e i politici devono utilizzare BENE gli aiuti del Recovery. La situazione è molto preoccupante da qualsiasi prospettiva la si voglia vedere.

E se in futuro arrivasse la Troika? Allora il popolo italiano sarebbe costretto a grandi sacrifici, a versare lacrime e sangue per l’austerity che questo organismo impone sempre.

Oppure anche la Troika è un elemento fantasmatico di alcuni politici? Qui in Italia c’è la pandemia e la crisi di governo però gli italiani non si abbattono ancora, si sono ormai abituati alla situazione.

È come se vivessimo in una casa pericolante, che può crollare da un momento all’altro, e vivessimo incuranti, addirittura sprezzanti del pericolo. Il popolo italiano tutto sommato sa far fronte egregiamente alle difficoltà. Riesce a vivere con una certa leggerezza e nonchalance.

Sembra che la settimana qui in Italia finisca “sempre con un’aria da commedia americana” come cantava Lucio Dalla.  Sembra che in Italia tutto prima o poi si aggiusti ed una soluzione si trovi sempre. È forse un luogo comune? Un cliché? Sembra che gli italiani trovino il buco alla conca come si dice qui da noi in Toscana.

La speranza degli italiani è quella di arrangiarsi sempre, di cavarsela sempre. È una convinzione ben radicata nell’animo di molti e da cui si trae la forza per andare avanti. 

Ma l’arte di arrangiarsi fa parte del carattere nazionale? Si può ancora parlare di carattere nazionale oggi? Questa è solo una mia impressione (il mio non è certamente un osservatorio privilegiato) oppure gli italiani non demordono mai, non si perdono mai d’animo?

Forse però qui la nave sta affondando sul serio. Non è come altre volte. Si sono avvicendati tanti governicchi. Ma forse qui ed ora la situazione è più grave. Forse la nave sta affondando. Tutto ciò mi ricorda una frase di Majakovskij: “In una nave che affonda gli intellettuali sono i primi a fuggire subito dopo i topi e molto prima delle puttane”. Sarà davvero così? Gli intellettuali nostrani sapranno essere lungimiranti e/o vigliacchi? E noi del popolo che fine faremo?

Davide Morelli

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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