Politica

Il Centrosinistra in Italia

Il primo principio a cui si rifà il centrosinistra italiano è l’illuminismo, aspirazione legittima e nobile, che però talvolta rischia di tramutarsi in giacobinismo.

I maggiori intellettuali italiani guardano con simpatia al centrosinistra. Alcuni lo chiamano illuminismo. Altri gramscismo.

Non c’è molto altro da aggiungere. C’è da dire che ci sono anche intellettuali che non dichiarano il loro orientamento politico e sono conservatori.

Un’altra idea cardine del centrosinistra è l’europeismo, che risale idealmente al manifesto di Ventotene e pragmaticamente all’idea di Prodi secondo cui senza una Europa unita una Germania non più divisa sarebbe stata troppo forte ed avrebbe creato problemi a qualsiasi nazione dal punto di vista economico.

Non è una cosa che mi invento. Lo dichiarava Prodi nelle conferenze e anche quando gli davano qualche laurea ad honoris causa.

Altri concetti fondamentali per il centrosinistra sono la società multirazziale e la libera circolazione delle persone, da una fetta dell’elettorato moderato considerati utopici.

Altri valori basilari per il centrosinistra sono il relativismo, il buonismo, il politicamente corretto.  In pratica però esiste ancora nei progressisti una certa intolleranza nei confronti di chi la pensa diversamente.

Ma nessuno è perfetto. Il centrosinistra si dichiara progressista e democratico ma contiene nel proprio sistema di pensiero alcuni elementi marxisti, mentre a mio avviso non ha ancora assimilato pensatori liberali come Popper, che ad esempio ha criticato lo storicismo marxista e la pretesa scientificità del comunismo.

Ci sono diversi esponenti politici di primo piano che si dichiarano progressisti dell’ultima ora ma che per decenni sono stati marxisti convinti. 

Alcuni esponenti della sinistra, che si dichiarano oggi veri democratici, un tempo negavano gli eccidi della Volante rossa e del triangolo della morte in Emilia nel dopoguerra. Altri negavano le foibe e le consideravano solo delle cavità carsiche. Insomma negavano l’evidenza dei fatti. 

Altra cosa naturalmente da considerare è la resistenza al cambiamento di ognuno, che è un fenomeno di natura esclusivamente psicologica. È naturalmente una cosa che riguarda tutti nel corso della vita. 

Che cosa ha distinto il centrosinistra italiano in questi anni? A mio avviso a livello economico l’austerità e il neokeynesianesimo; a livello intellettuale invece l’utopismo ideologico. Inutile osservare che essere utopici e illuministi può portare a delle contraddizioni insanabili.

I problemi principali però sono stati che gli italiani si sono stancati dell’austerità e che la mancanza di sicurezza non dipende da una errata percezione soggettiva dei cittadini ma da dati di fatto. Ciò nonostante il centrosinistra ha avuto anche dei meriti.

Però nemmeno i suoi stessi politici sono stati sufficientemente bravi ad elencarli durante la campagna elettorale. Forse ciò che distingue a livello caratteriale molti suoi politici sono l’estrema litigiosità, il disfattismo ed il masochismo morale. Probabilmente ciò che ha creato maggior dissenso è stata l’impopolarità di alcune scelte politiche.

È una coalizione che ad un certo punto non ha più ascoltato il popolo né gli intellettuali, che erano quasi tutti dalla sua parte. Forse avevano timore di essere considerati populisti o gramscisti? I suoi elettori hanno pensato che i politici di centrosinistra fossero più dalla parte dei banchieri che dei lavoratori.

Un centrosinistra così in crisi fa male alla stessa democrazia perché si crea un vuoto e molti cittadini progressisti non si sentono rappresentati. I pericoli antidemocratici infatti possono scaturire dal disagio sociale ed economico, sempre crescente, ma anche dalla crisi di identità politica dei cittadini. La sinistra in questi ultimi tempi per alcuni pensatori si è dimenticata dei penultimi.

Si è interessata agli ultimi, ma le poche cose che ha fatto per questi le ha fatte a scapito dei penultimi. Per penultimi intendo i poveri italiani: i giovani precari, i padri separati, i disoccupati, gli operai, gli esodati, gli anziani con la pensione minima.

Da tempo è iniziata una guerra tra penultimi ed ultimi (migranti).

La realtà forse è che la sinistra si sta dimostrando miope? Ad esempio è innegabile che vadano difesi i richiedenti asilo ma gli scafisti perché non sono stati adeguatamente puniti tempo fa? In Italia le cose si fanno sempre quando è troppo tardi ormai. Perché non è stata fatta una politica di aiuti economici per i paesi africani?

Perché si è iniziato troppo tardi a cercare degli accordi con i paesi africani per contrastare efficacemente gli sbarchi? Mi spiace dirlo ma sull’immigrazione ci sono troppi che speculano nei modi più disparati: da chi fa business dell’accoglienza ad alcuni politici xenofobi.

Inoltre l’Italia non deve essere lasciata sola dall’Europa. I governi italiani si sono mostrati inefficaci a far sentire la loro voce. Ci si scorda che anche le altre nazioni europee sono cristiane e dovrebbero accogliere anche esse una quota di migranti, che sbarcano sulle coste italiane.

Perché solo l’Italia?

La sinistra è in crisi da tempo ormai. Non riesce più a rappresentare le persone in difficoltà economica, quelle che faticano a sbarcare il lunario.

Non riesce a tutelarle, a garantire loro dei diritti sacrosanti.  L’astruseria, lo snobismo, l’elitarismo e l’affettazione della sinistra  non riescono a far presa sulla gente.

Gli elettori dovrebbero ricordarsi le molte bugie e le molte promesse vane fatte da tutte le parti politiche.

Ma i mass media bombardano di notizie e non aiutano a ricordare niente.

Siamo ormai un popolo senza memoria e tutto ciò non aiuta a risolvere i problemi, che non sono polvere che può essere nascosta sotto il tappeto. I problemi della Italia sono ormai evidenti e sotto gli occhi di tutti.

I politici non possono mistificare e fare demagogia più di tanto. Qui non si tratta solo di una crisi politica ma di una crisi sistemica dell’intero Paese.

Confidiamo in Draghi. Per il momento, pur nutrendo diverse perplessità. Staremo a vedere.

Davide Morelli

Redazione Corriere Nazionale

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