Ambiente & Salute

I no vax

  • Esistono i free rider. Come nel tiro alla fune c’è chi si di s’impegna e non esercita la sua forza, convinto che nessuno gli dia la colpa e se ne accorga. I no vax in questione sono furbastri. Aspettano che tutti gli altri si vaccinino in modo da godere dell’immunità di gregge.
  • esistono i no vax complottisti. Pensano che la pandemia sia colpa di Bill Gates, che sia tutta questione di scie chimiche. Dicono che i medici siano al servizio e al soldo delle grandi case farmaceutiche. Secondo loro il vaccino è una terapia genica, modifica il DNA, etc etc. Molti di loro si curano con la medicina alternativa.
  • esistono i no vax indecisi, timorosi, paurosi. Sono la maggioranza. C’è stata troppo infodemia. Ci sono state troppe informazioni discordanti da parte dei virologi. Non sanno a chi credere. Intanto passa il tempo e rimandano la decisione ai giorni successivi.
  • esistono i no vax ignoranti, poco acculturati. Sono spesso vittima delle fake news, di informazioni false e tendenziose.
  • esistono i no vax antiscientifici. Alcuni sono umanisti, che riprendono le dichiarazioni di alcuni filosofi.
  • esistono i no vax economici. Se ne fregano della salute collettiva. La priorità è che riprenda l’economia.
  • esistono i no vax darwinisti sociali. Pensano che ci voglia un poco di selezione naturale. In fondo gli anziani hanno vissuto la loro vita e poi con meno anziani si risparmia con le pensioni. Lo stesso identico discorso fanno riguardo alle persone fragili.
  • esistono i no vax che antepongono la libertà individuale a qualunque altro principio, a qualsiasi altro valore.
  • esistono i no vax che ragionano come il tacchino induttivista di Russell. In parole povere pensano che non si sono mai ammalati di Coronavirus, comportandosi come si sono comportati, e non vedono perché devono vaccinarsi. Pensano che la loro strategia sia efficace e non la cambiano.
  • esistono anche delle persone che non si sono vaccinate perché non sanno utilizzare i computer e si peritano a chiedere aiuto, anche perché vivono soli.

Queste categorie/tipologie di no vax non sono mutualmente esclusive. Spesso assistiamo ad una sovrapposizione di questi modi di essere. Queste persone dovrebbero a mio avviso ricordarsi dei 130000 morti di Covid in Italia, dei medici e dei sanitari morti mentre curavano i pazienti e poi ad onor del vero  farsi un esame di coscienza.

Il problema è che Internet, in particolare i social networks fanno da cassa di risonanza dei no vax. La bolla di filtraggio rafforza le convinzioni, la condivisione dei post e la creazione di pagine ad hoc fa da tam tam.  Secondo il Report di Iss e del Ministero della salute il rischio di morire di Covid dopo 35 giorni dalla dose è del 95% in meno.

L’università di Stanford ha ideato la micromort, ovvero l’unità di misura statistica per calcolare la probabilità di morire di ogni azione umana. I vaccini sono esclusi da questo calcolo. La probabilità è troppo bassa. Alla base di ogni atteggiamento no vax c’è una paura irrazionale, immotivata, sproporzionata.

Poi c’è anche egoismo, talvolta menefreghismo e saccenteria. È vero che ogni vaccino può produrre reazioni avverse.

Ma l’analisi rischio/benefici dovrebbe indurre tutti a vaccinarsi. Da un lato ci deve essere la paura di morire di Covid e dall’altro la paura di un effetto collaterale del vaccino. La prima secondo le statistiche ed i dati verificati dovrebbe essere di gran lunga maggiore della seconda.

Un altro problema non è tanto calcolare quanto siano le probabilità di morire di Covid oggi, ma quanto lo potranno essere in futuro se non si sarà ancora vaccinati e se ci saranno nuove varianti. Anche attualmente comunque la stragrande maggioranza dei morti per Covid sono tutte persone che non si erano vaccinate o non avevano concluso il ciclo di vaccinazione. I no vax vanno convinti, persuasi.

Ci sono migliaia di operatori sanitari (i medici sono pochissimi) che non si sono ancora vaccinati. Lo stesso dicasi per alcuni insegnanti. La domanda che sorge spontanea è se sia incostituzionale o meno obbligarli alla vaccinazione.

Esiste uno zoccolo duro di irriducibili. Il green pass almeno ha prodotto un boom di prenotazioni per i vaccini. Il governo ha già vinto. Per debellare la pandemia bisogna raggiungere l’immunità di gregge, che ci sarà con il 95% della popolazione vaccinata. Ci sono alcune categorie di persone, che sono impossibilitate a vaccinarsi perché sono allergiche o perché hanno delle patologie.

Dovranno convincere gli indecisi. Alla base di tutto ci deve essere però il rispetto reciproco. L’atteggiamento dei no vax va biasimato, senza mancare loro di rispetto. I medici non devono scrivere su Internet che non cureranno pazienti no vax. I pro vax non possono sottoporre a dei veri e propri shit storm coloro che non vogliono vaccinarsi.

Si dice il peccato ma non il peccatore. Mettere alla berlina il singolo individuo significa non rispettare la sua dignità, è mancanza di tatto e sensibilità.

Allo stesso tempo i no vax non possono aggredire i giornalisti come hanno fatto con Saverio Tommasi, equiparare i giornalisti a dei terroristi o paragonarsi alle vittime della Shoah. Questa guerra a chi la spara o la fa più grossa deve finire. È anche essa questione di civiltà.

Davide Morelli

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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