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Il Bari a Storo: tra una punta di tristezza e allenamento

Vedere quelle ambulanze con gli adesivi “Istituto Giovanni Paolo II° di Bari” piene di giocatori del Bari, non ci ha lasciato indifferenti. Affatto. E’ vero che chi è giornalista non deve sentirsi mai arrivato, tutto fa esperienza, mai si deve dire di aver visto tutto, tuttavia pensavamo che aver frequentato, cinque anni fa, il Tribunale con tutte le sue sfaccettature tra fallimenti, buste, curatori fallimentari, carte, F24, tasse evase, e i campi della serie D, ma in genere l’umiliante serie D, fosse abbastanza per il nostro bagaglio di esperienza, credevamo di aver visto tutto. Ed invece non avevamo fatto i conti col maledetto covid con cui, in qualche modo, conviviamo da un paio d’anni. Ma vedere le auto sanitarie con otto giocatori all’interno partire mestamente dall’hotel del Bari, ci ha intristito. Non è affatto bello descrivere la loro partenza, ci riesce davvero difficile. Un misto di mestizia ed un principio di tristezza in fondo all’anima – per dirla alla De Gregori – ci ha avvolto. Ma evidentemente è così che doveva andare, peraltro per il bene di tutti e dell’andamento regolare del ritiro. A tutti e nove, più uno rimasto a Bari, i nostri più sinceri auguri affinché tornino presto a calcare i campi, e non fa nulla se non sarà quello del San Nicola, l’importante sarà vederli subito in azione, allenati, ruspanti e pronti per il campionato.

Oggi pomeriggio, intanto, dopo una mezza giornata di risposo concessa da Mignani, finalmente si sono rivisti tutti i 18 giocatori disponibili allenarsi sempre individualmente. Passaggi palla, smarcamenti, tiri in porta, rigori, incursioni: questi gli allenamenti visti oggi con Mignani, finalmente, a dirigere il gruppo anche se crediamo che le sue idee siano ben altre, idee che non può ancora mettere in pratica. Chissà che negli ultimi giorni di ritiro l’allenatore potrà allenare regolarmente a stretto contatto fra tutti. Per adesso ci si deve accontentare di questo.

Massimo Longo

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