Arte, Cultura & Società

Taranto – Prove di comunità con Gianni Liviano

Prove di Comunità – Eccoci al resoconto della prima giornata della 27a edizione della tre giorni d’Estate promossa da Gianni Liviano.

Un appuntamento tra amici che condividono un’idea di fondo, il passaggio dal “me” al “noi” prodomo di una rivoluzione gentile che ci riporti al senso di comunità.

Una città che deve recuperare tanto, ma davvero tanto

Il titolo di fondo è: Taranto Comunità 2030, una sorta di impegno collettivo da condividere e riempire di contenuti.

Comincia Don Giuseppe Mandrillo, prossimo parroco di Santa Maria del Galeso  a Paolo VI. Il suo è un discorso lineare.

Per costruire la comunità occorre passare dall’egotismo e l’individualismo al vivere insieme, per crescere. Se ciascuno vive accartocciato in sé stesso non c’è alcun progresso.

Per il teologo anche la straordinaria esperienza cristiana vede Dio rendersi prossimo a noi, da soli non si va da nessuna parte.

Più articolato l’intervento del sociologo Giuseppe Moro che ha descritto la nascita degli Stati moderni.

L’attenzione pubblica era concentrata dagli anni Quaranta, alla creazione del Welfare, delle fogne, della rete elettrica, delle strade. Ecc.

L’interesse collettivo era rivolto alla soddisfazione dei beni comuni, come primo obiettivo di ogni politica, programma, proposta.

“Poi abbiamo avuto 40 anni di veleno, dove l’attenzione ai beni comuni è finita nel fondo….diceva Reagan non esiste la società, il vero problema è lo Stato”

Il caso Taranto è emblematico rispetto al prevalere dell’interesse di Stato su quello della comunità, con tutti gli annessi e connessi.

Chi è nato in questi anni non ha memoria di cosa era il senso della politica, considerata come polis.

Per lui, e stiamo parlando della parte socialmente più produttiva della società, la politica è interesse di parte, è crescita ma non di tutti.

Ecco le privatizzazioni, la perdita costante degli interessi collettivi, vedi il servizio sanitario, le autostrade con i ponti che crollano, ecc.

Fabio Mazzeo, architetto designer, tarantino trapiantato a Roma, punta sulla formazione con incubatori di base, per costruire la comunità urbana.

Per dirla con nostre parole parlare di Smart City, creando reti fra le persone, affrontano il discorso della rete sociale.

Il modo migliore, per sfruttare il potenziale creativo e innovativo di una città, è collegare i cittadini in rete lasciandoli liberi di agire.

Pierino Chirulli, imprenditore e rappresentante della Confindustria, parla della sua esperienza nel settore dei rifiuti ultra trentennale.

Dal post consumo all’economia circolare

La sua parola d’ordine è condivisione nella comunità, se questa c’è si può fare la raccolta differenziata, questa la sua esperienza.

Per esempio – questo il dito puntato su Taranto – “l’arrivo di materiale sporco sull’impianto nostro dimostra che la comunità non è stata coinvolta”

Questa sintesi non può prescindere dall’obiettivo dei tre giorni. Provare a credere nella comunità ora, come sottolinea l’architetto Mazzeo nel suo intervento.

Poniamoci l’obiettivo 2030 ma lavoriamo sull’oggi, perché il cambiamento si costruisce con questo trend.

Per questo abbiamo messo nel titolo prove di comunità, come prove di evento, di teatro. Per partire tutti insieme. Questo è tutto

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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