Arte, Cultura & Società

Il dialetto barese a dignità linguistica con i brani musicali del Duo “Appunti di viaggio”

Giovanni Mercadante

 Duo “Appunti di viaggio – Beppe Carone e Vito Romita

Il dialetto barese continua la  sua corsa verso l’olimpo  della  dignità linguistica,   non solo nella letteratura territoriale con la  poesia e componimenti di varia natura, ma anche nella musica con brani in forma di ballata, ovvero con testi dal sapore poetico.

Bari, di poeti in vernacolo  ne vanta moltissimi  e citarli tutti significa scrivere un lungo elenco e fare  un torto a qualcuno; mi limito a citare quelli più vicini alla mia conoscenza, es.  Vito Signorile, Alfredo Giovine e il figlio Felice Giovine; Vito De Fano  padre dell’attrice Mariolina; Gigi De Santis, senza  dimenticare il mio carissimo amico Michele Aprile che si è fatto apprezzare con una sua opera letteraria “Voglio le lenticchie il mercoledì” da me spronato alcuni anni fa a  partecipare al concorso letterario Città di Castello, da cui è iniziata la sua ascesa come poeta in vernacolo declamando suoi componimenti e versi di altri autori baresi.

In occasione del simposio Premio Gargano Poesie del 3 luglio scorso, ho avuto il piacere di conoscere i poeti Vito Romita e Maria Foggetti, i quali hanno declamato una poesia a 4 mani, tratta da un fatto reale: ”Eterno Gargano”. Dalla breve chiacchierata ho scoperto che Vito Romita è anche  musicista che collabora col suo amico Beppe Carone, da cui è nato nel 2006 il Duo “Appunti di viaggio”.

                    Da sinistra: Vito Romita – Maria Foggetti – Beppe Carone

                               Casa della Cultura “Rocco Dicillo” – Triggiano

Insomma, due menestrelli baresi che hanno imboccato la strada maestra per la loro affermazione artistica, il cui viaggio  musicale punta verso il vasto panorama della musica d’autore italiana con l’intento di ricercare sonorità e testi di brani noti e meno noti.

Entrambi, Vito e Beppe, sono autori di musiche e testi di canzoni in italiano ed in vernacolo barese che fanno ascoltare nei loro spettacoli teatrali, nei reading di poesia, presentazioni di libri ed altro.

Collaborano con altri artisti, musicisti, poeti, attori e cabarettisti con i quali hanno portato in giro per la Puglia spettacoli di vario genere, dai reading di poesia alla presentazione di libri, da serate di cabaret a spettacoli teatrali, da eventi musicali organizzati per gli anziani delle case di riposo a manifestazioni con associazioni culturali a serate di beneficenza per la raccolta di fondi per la Croce Rossa Italiana.

I brani  del Duo Beppe-Vito che cavalcano il dialetto barese sono molto interessanti sia per i ritmi che per i testi. Un vasto repertorio che spazia dal blues, al pop.

Es. “La rezze”, nel cui testo ovviamente si parla di mare, del pescato.

https://youtu.be/Tg3uNIobW60 , la rezze

-“U’ blues barese”, qui il dialetto barese raggiunge la sua massima sonorità musicale dove uno strumento speciale il “kazoo”  la fa da padrone; https://youtu.be/spDJlVzLZxg, U’ blues barese

-“U poveriidde”, una ballata dolce con un richiamo alla vita del barbone a dormire su pezzi di cartone in compagnia del suo fedelissimo cane;

-“Viaggio in Puglia”, ritmo brioso, il cui testo richiama  i prodotti tipici del territorio: cozze, lampascioni;

-“Tic-tac”, ballata dolce,  con straordinari affondi musicali.

-“Viaggio in Puglia”, ritmo travolgente, dove primeggia il “kazoo”

https://youtu.be/QZX-btSfHvQ , viaggio in Puglia

Roma: Consegna del Premio della Critica “Nunzio Filogamo”

a cura di Sergio Garroni (in abito bianco) e Francesca Romana Garroni (Artista e giurata)

Un recente  successo che ha gratificato i due musicisti baresi è stato quello della finalissima del Festival Nazionale Radiofonia d’Autore  dell’11 luglio 2021 svoltosi a Roma e  promosso dal patron Sergio Garroni; dopo aver superato tutte le fasi eliminatorie e dopo un anno di attesa (causa pandemia), hanno suonato in acustico la  canzone in vernacolo dal titolo “La Nave” nella sezione del Premio “Domenico Modugno” per la canzone inedita nel linguaggio dei territori, classificandoci al secondo posto.

La sorpresa più grande – hanno aggiunto i due musicisti –  un meraviglioso riconoscimento ai nostri 16 anni di musica, è stata vincere il Premio della Critica “Nunzio Filogamo” per la miglior interpretazione di una canzone di Franco Battiato come dedica al grande artista recentemente scomparso.  

Onorati di aver conosciuto e  suonato con gli altri bravissimi artisti finalisti che hanno vinto a prestigiosi premi per la miglior canzone d’autore inedita in italiano (Antonio Nola); per la miglior canzone nel linguaggio dei territori (Andrea Mauriello e Gelsomina Fontanella); per il miglior testo (Giusy Signoretta e Pierfrancesco Nannoni;, per la migliore personalità artistica (Susy).

Solo tre giorni dopo, durante lo spettacolo “Ritorna la Musica, la Poesia e la Commedia popolare in teatro” presso la Casa della Cultura “Rocco Dicillo” di Triggiano, i due artisti baresi hanno avuto il piacere, nella nostra  Puglia (che il National Geographic, il Lonely Planet e il New York Times per il secondo anno consecutivo hanno premiato come “La Regione più bella del mondo”), di cantare il loro brano inedito “La Nave” che parla dei turisti che arrivano con le navi da crociera nel capoluogo pugliese e vengono accompagnati dalle guide turistiche a visitare il borgo antico, la Cattedrale, San Nicola, e poi tutti a mangiare le nostre specialità culinarie, soprattutto “Le strascènate con le cime de rape”.

Nello stesso spettacolo hanno presentato e condiviso il Premio ricevuto a Roma col pubblico, presentando la canzone “Te lo leggo negli occhi” di Sergio Endrigo nell’interpretazione di Franco Battiato che ha fatto vincere la targa del Premio della Critica “Nunzio Filogamo”.

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