Home Cronaca Dall’asfalto al mare, lo yacht che parte da Berlino Est

Dall’asfalto al mare, lo yacht che parte da Berlino Est

La storia, è quella di Tecnomar for Lamborghini 63, il primo super yacht firmato dalla casa automobilistica di Sant’Agata Bolognese e risultato della partnership fra due eccellenze italiane

“Quando ho visto il ‘suo’ riflesso sull’acqua….sono rimasto senza parole per un’ora. Ho avuto bisogno di tempo per riuscire a mettere a fuoco tutto”. Mitja Borkert, head of design di automobili Lamborghini dal 2016, è nato 47 anni fa a Berlino, quando la capitale della Germania era divisa in Est e Ovest. E lui è cresciuto nell’Est della città. Mjtia inizia a raccontare la storia di un proprio sogno dalla fine. La storia, è quella di Tecnomar for Lamborghini 63, il primo motor yacht firmato dalla casa automobilistica di Sant’Agata Bolognese e risultato della partnership fra due eccellenze italiane.

Il sogno, è quello di un bambino che disegnava auto sportive e motociclette, guardando al di là di quel muro che tutto chiudeva, tranne il talento di creare idee. Il luogo oggi, per Mjtia, è il porto antistante i cantieri di The Italian Sea Group, a Marina di Carrara, in cui il motoscafo dalle linee di Lamborghini e dall’esperienza ingegneristica nautica di Tecnomar è ormeggiato, e presentato al mondo per la prima volta.

“Contribuire al design dello yacht è stata un’ispirazione, e un momento inaspettato, che mi ha reso davvero entusiasta – ha dichiarato ad AGI Borkert – per me, designer di automobili, è stato come saltare in un mondo diverso: apri la porta e ti trovi davanti a un’ispirazione nuova. Un universo che richiede anche specifici requisiti. Ma era già chiaro che guidare una macchina, o uno yacht, fosse in qualche modo connesso”.

Ed è dalla fusione di questi due ‘patrimoni genetici’ che nasce un progetto che, dalla strada, dominata da una super car, prosegue in mare. Con un motoscafo, 63 piedi di lunghezza, che tocca i 60 nodi, equivalenti a più di 120 chilometri orari su strada. Una sintesi, quindi, del piacere di guida, della qualità e della cura dei dettagli, in primis il volante, le sedute e i fanali a ‘Y’, caratteristiche connotanti della casa automobilistica fondata nel 1963, anno di fondazione di Lamborghini, a cui proprio il nome del motor yacht rende omaggio.

Questo natante dal cuore meccanico Tecnomar, si ispira al design di Lamborghini Sián FKP 37, una supersportiva ibrida. “Presentiamo” oggi “Tecnomar for Lamborghini 63, che sono certo diventerà un’icona futuristica come la vettura a cui si ispira – ha dichiarato Giovanni Costantino, Ceo di The Italian Sea Group – e armatori in tutto il mondo non solo possederanno il motor yacht Tecnomar più veloce della flotta, ma anche un Tecnomar for Lamborghini 63 unico”.

La speed boat, pur avendo propri dettagli come l’aerodinamicità necessaria sull’acqua, non perde l’’anima’ della super car che ne è modello e che, sulla strada, per sua essenza, ’vola’. Così come fa il motor yacht, quando cavalca il mare. Simili il suono del motore, simili le linee, simili le possibilità di personalizzazione. Ma unici, l’uno e l’altra, quando si muovono sui rispettivi elementi: la terra e l’acqua.

Per Mitja Borkert, ideare per la prima volta un super motoscafo, è stato, all’inizio, “come tuffarsi in una piscina con l’acqua fredda. Ed ho sperimentato qualcosa di nuovo. Mi sentivo come un bambino – ha dichiarato Borkert ad AGI – ero affascinato da tutto, a partire dal team di Gian Marco Campanino (Art Director di Tecnomar che ha progettato congiuntamente con Borkert il motor yacht, ndr). A lui ho aperto la porta sul mio universo, i materiali, il design e lo stile Lamborghini”.

E la sintesi è stata una creazione fatta “assieme. Che ti fa esclamare, quando la vedi: ‘Wow!’”. Il senso di un’infanzia caratterizzata dalle restrizioni imposte dal vivere nella zona Est di Berlino, oggi è un ricordo per Mjtia. “Ho trascorso la mia giovinezza chiuso dietro al muro. Ed ho capito, allora, che ero bravo a dar vita, da solo, alle mie idee. Non sapevo cosa facesse un designer. Ma sapevo che, un giorno, sarebbe stato il mio destino”.

AGI

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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