Saman in Belgio come la conversa in Olanda

Saman in Belgio come la conversa in Olanda

“Dopo molte maraviglie, perché nessuno l’avrebbe creduta capace di ciò, e dopo molti discorsi, si concluse che doveva essere andata lontano, lontano. E perché scappò detto a una suora: – s’è rifugiata in Olanda di sicuro, – si disse subito, e si ritenne per un pezzo, nel monastero e fuori, che si fosse rifugiata in Olanda”.

Temo che Saman Abbass si sia rifugiata in Belgio così come la conversa del Manzoni si rifugiò in Olanda. Continua, il Manzoni, riguardo alla monaca di Monza: “Quante volte al giorno l’immagine di quella donna veniva a cacciarsi d’improvviso nella sua mente, e si piantava 1ì, e non voleva moversi!

Quante volte avrebbe desiderato di vedersela dinanzi viva e reale, piùttosto che averla sempre fissa nel pensiero, piùttosto che dover trovarsi, giorno e notte, in compagnia di quella forma vana, terribile, impassibile!” Accadrà la stessa cosa agli uccisori della ragazza pachistana?

Riuscirà la madre a cancellare dalla sua mente l’immagine della figlia? Le verrà il desiderio di vedersela davanti viva e reale? Non possiamo sapere, anche perché mentre la monaca di Monza era consapevole di commettere il male, gli uccisori di Saman e la stessa madre potrebbero avere agito persuasi di compiere la cosa giusta, magari anche gradita ad Allah. Moralmente meno colpevoli degli uccisori della conversa.

Renato Pierri     

Redazione

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