La Commissione parlamentare non indagherà sulla gestione italiana del Covid

La Commissione parlamentare non indagherà sulla gestione italiana del Covid

Alcuni emendamenti hanno cambiato in corsa il ‘volto’ della Commissione suscitando l’ira dei familiari delle vittime che parlano di “uno schiaffo morale e indecente” perché dal raggio d’azione dell’organo parlamentare sparirebbe l’indagine sulle eventuali responsabilità della politica

©ANDREAS SOLARO / AFP – Parlamento

AGI – E’ polemica sugli emendamenti presentati da alcuni deputati nelle Commissioni affari esteri e affari sociali e approvati lo scorso 8 luglio in base ai quali la Commissione parlamentare d’inchiesta sul coronavirus dovrebbe occuparsi solo di quanto accaduto prima del 30 gennaio 2020, il giorno precedente alla dichiarazione d’emergenza nazionale, solo in relazione alla Cina e senza prendere in considerazione il ruolo dell’Oms.

L’avvocato Consuelo Locati, che guida il pool dei legali dei parenti delle vittime impegnati nella causa civile contro il Governo e la Regione Lombardia, lo definisce “uno schiaffo morale e indecente ai familiari”.

Nel testo istitutivo della Commissione, non c’erano riferimenti temporali entro il cui ambito avrebbe dovuto operare per indagare “sulle cause dello scoppio di Sars-CoV2 e sulla congruità delle misure adottate dagli Stati e dall’Organizzazione mondiale della Sanità per evitare la propagazione nel mondo”.

In quello coi correttivi approvati all’unanimità, tranne che da Fdi, è scritto che la Commissione si limiterebbe ad analizzare la “congruità delle misure adottate dagli Stati in cui il virus si è manifestato inizialmente, con riferimento al periodo antecedente alla dichiarazione di emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale da parte dell’Oms avvenuta il 30 gennaio 2020 per evitare la propagazione nel mondo”.

Niente indagini su Italia e Oms

Viene meno rispetto al testo originario il proposito di valutare le misure predisposte dall’Oms e sembra che l’unico Stato da prendere in considerazione sia la Cina, che è il solo in cui il virus si è manifestato prima del 30 gennaio.

“Non ci sono parole che qualifichino la presa di posizione dei deputati bergamaschi Alberto Ribolla ed Elena Carnevali così come dell’onorevole bresciano Paolo Formentini – afferma all’AGI Locati -. Posizione che volta le spalle al bisogno di verità delle stesse comunità che li hanno eletti e che più di tutti hanno sofferto durante la pandemia. Ancora una volta è stato fatto tutto nella massima discrezione possibile con un vero e proprio blitz di emendamenti all’ultimo minuto per stravolgere il testo e gli scopi della Commissione”.

Il consulente legale dei familiari delle vittime, Robert Lingard, parla di “ingegnosa operazione di propaganda per gettare fumo negli occhi dei cittadini, un’operazione di omertà spacciata per verità”.

Lingard e Locati sostengono che ‘tagliare fuori’ il periodo post 30 gennaio e l’Italia dall’ambito dei lavori della Commissione significherebbe non approfondire il ruolo delle scelte dei politici italiani nella gestione della pandemia mentre non occuparsi dell’Oms porterebbe a non svolgere indagini sulla rimozione del rapporto firmato dall’ex funzionario dell’Organizzazione Francesco Zambon in cui, stando a quanto accertato dalla Procura di Bergamo, venne postdatato il piano pandemico per farlo apparire aggiornato.

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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