Diritto d’autore, le piccole realtà musicali danneggiate

Diritto d’autore, le piccole realtà musicali danneggiate

Audiocoop interviene sulla proposta di riforma del diritto d’autore proposto dal governo: le piccole realtà vengono danneggiate

Sono in corso in questi giorni, presso il Ministero per la Cultura, le audizioni delle associazioni di categoria sullo schema di decreto legislativo che attua la direttiva UE sul diritto d’autore e diritti connessi nel mercato unico digitale.

Fra le società di collecting audite anche AudioCoop, rappresentata dall’Avv. Claudia Barcellona, responsabile degli affari legali e membro del Consiglio direttivo.

Si è ribadita, ancora una volta, la necessità di salvaguardare le piccole realtà indipendenti che potrebbero essere ulteriormente penalizzate a favore delle grandi più strutturate.

In particolare, rispetto all’impianto del decreto posto all’attenzione dei partecipanti, si è sostenuta la necessità di meglio dettagliare alcuni passaggi che potrebbero ingenerare problemi interpretativi, e quindi attuativi, oppure soluzioni diverse a seconda della discrezionalità dei soggetti coinvolti, finendo per aumentare il rischio di contenziosi e, conseguentemente, sbarrare  – o ridurre di gran lunga – le possibilità in capo ai soggetti economicamente più deboli che, in mancanza di sostanze necessarie per affrontare un giudizio, finirebbero per non tutelare i propri diritti, sacrificandoli.

Inoltre, relativamente ai compensi sia per le imprese editoriali (equo compenso) e agli autori, ad es. di articoli giornalistici – per i quali il compenso è parametrato alla rilevanza sul mercato, la storicità, il numero di visualizzazioni  e altri elementi –  che per gli autori interpreti o esecutori –  per i quali si fa riferimento ad una “remunerazione ulteriore adeguata ed equa dalla parte con cui hanno stipulato un accordo per lo sfruttamento dei diritti”  e per i quali è previsto che “ se la remunerazione concordata si rivela inferiore in misura sproporzionata ai proventi originati nel tempo” –  si è chiesto di attenzionare le conseguenze di tali disposizioni, che finirebbero esclusivamente per favorire chi già è stabilmente collocato sul mercato a scapito di chi non ha ancora una posizione consolidata, oltre che di chiarire cosa si intende, ad esempio per “misura sproporzionata” al fine di evitare che sia una previsione vuota di significato.

In tal senso, si è proposto di rivedere i criteri adoperando un compenso minimo fisso per tutti e una parte variabile proporzionale ai criteri già previsti dalla norma.

AudioCoop si è riservata di fornire le proprie osservazioni, dettagliate e puntuali, sulla proposta di decreto, all’ufficio legislativo del Ministero, osservazioni che saranno sollevate sempre a tutela dei diritti delle piccole e medie realtà indipendenti, quelle più a rischio di essere schiacciate dai giganti del web in un momento storico che vede sempre più il mercato digitale al centro della vita artistica e che deve garantire possibilità di guadagno a tutti indiscriminatamente.


Redazione

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