Turismo delle radici / Basilicata: Latronico tra tradizioni e piaceri termali

Turismo delle radici / Basilicata: Latronico tra tradizioni e piaceri termali

POTENZA  – Latronico è un borgo all’ombra di Monte Alpi in Basilicata, nel Parco nazionale del Pollino e nella Comunità montana Lagonegrese, un luogo dalla natura che stupisce e dalle origini incerte.

Il suo nome, secondo alcuni, deriva dalla cava di pietra, in greco “Latomia”, nome usato forse dalla comunità di origine enotria stanziata nella località che oggi viene chiamata Colle dei Greci.

Tuttavia, la presenza dell’essere umano è testimoniata già dal Mesolitico, grazie al ritrovamento di tracce di uomini primitivi nelle Grotte di Calda.

Radici culturali agricole e pastorali di cui è possibile trovare ancora testimonianze: dal Museo Civico Archeologico, custode dei reperti preistorici, al Museo della Civiltà Contadina, con i suoi 780 oggetti di falegnami, fabbri e calzolai, nonché oggetti dedicati alla coltivazione dell’uva e del grano.

Radici che emergono durante l’annuale Palio Rionale di Sant’Egidio, manifestazione che mette in competizione i Rioni del paese in vari giochi popolari, o ancora nei piatti tradizionali. Da ricordare, per quanto riguarda la cucina locale, il tipico tarallo dalla forma “a otto”, fatto con la farina di grano coltivato a Latronico.

Grazie agli emigrati del paese disseminati in tutto mondo la notorietà di questo prodotto tipico ha raggiunto varie nazioni europee, arrivando perfino negli USA e in Sudamerica.

Tante ancora le tradizioni locali che vale la pena citare: dalla lavorazione del maiale a quella della pietra, dalla tecnica di ricamo conosciuta come puntino ad ago, praticata senza telaio e derivata dalla Magna Grecia, alla coltivazione del cece “ribelle”, legume molto resistente presente nell’area già in epoca pre-unitaria.

Queste tradizioni sono praticate ancora nel borgo medievale, tra i Calanchi argillosi e il Malboschetto di circa 700 ettari, tra palazzi suggestivi (Palazzo Arcieri e Palazzo Gioia) e la Basilica Pontificia Minore di Sant’Egidio Abate.

Dopo aver toccato con mano l’importanza delle tradizioni, è il momento di rilassarsi nelle terme, dove da maggio a ottobre si può purificare il proprio corpo.

Un’importante funzione terapeutica celebrata anche attraverso il Museo del Termalismo, allestito nello storico stabilimento termale di Latronico costruito nel 1928. Un luogo per curare corpo e mente ripensando all’importanza delle proprie radici culturali.

COME ARRIVARE: In treno la soluzione migliore è la destinazione o fermata a Praja-Ajeta-Tortora o Sapri, in stazione è possibile usufruire di bus e di servizi navetta per arrivare a Latronico. In automobile: uscita Lauria Nord o Lauria Sud, sulla A2 autostrada del Mediterraneo.

ALTRI LUOGHI DA VISITARE: Imperdibile la Piana Fiorita a nord di Latronico, in particolare durante il periodo primaverile della fioritura. Per gli amanti della natura, consigliata una gita al Bosco Magnano – Torrente Peschiera. Alle pendici del Monte Alpi si trova un pesce fossile risalente a circa 30 milioni di anni fa, incastonato su una grossa lastra di pietra.

Cosa vedere


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Redazione

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