Italia finalissima, e allora? Un ricordo tarantino

Italia finalissima, e allora? Un ricordo tarantino

Italia finalissima…Lasciate perdere questo titolo che mi fa rischiare la lapidazione collettiva, chiedo davvero venia, ma allo scrivente il calcio non piace.

Per tutto quello che c’è dietro, dentro, sopra e sotto. Se proprio calcio si deve fare, meglio quello che ha filmato il grande Domenico Iannaccone su Rai3

“Che ci faccio qui” racconta di un animatore che fa tornei di calcio sociale, con punti raccolti attraverso opere buone nel territorio che superano quelli sul campo.

È così che avviene quando l’interesse comune non ti appartiene ma ti condiziona. E devi sfuggire al caos collettivo di esultanza.

Nel mondiale 2006 prevedendo la vincita dell’Italia ce n’andammo per alcuni giorni sul Pollino, fra le montagne, nel silenzio parlato della Natura.

Forse perché Magno Greci siamo legati in modo viscerale e ancestrale all’Atleta di Taranto, per questo amiamo l’atletica.

Comunque, abbiamo parlato di condizionamenti, il calcio ci perseguita.

Un assioma che emula un altro detto “non ti interessi della politica, ma la politica si interessa di te”.

Scriveva Pier Paolo Pasolini: “Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo, è rito nel fondo, anche se è evasione.”

“Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio ha sostituito il teatro”.

Nella personale esperienza dello scrivente c’è un esempio di cosa significhi la frase: “s’interessa di te”.

Nell’estate del 1980 avevamo organizzato a Taranto un concerto jazz presso l’Ariston, un teatro cinema di quartiere.

Sono quelle iniziative che si prendono corpo e anima nel programmare, fare manifesti, comunicati.

Gli artisti erano Peter Brotzmann sassofono, Key tippel pianista e Louis Moholo batteristi, degli artisti mitici del jazz internazionale.

Non avevo previsto mesi prima che il giorno del concerto coincideva con la partita Italia Inghilterra per i campionati Europei.

Era solo di qualificazione nei gironi e l’Italia vinse 1 – 0 (Europei 1980, gironi).

Marcatori: 79′ Tardelli


Serviva una vittoria a entrambe per rilanciarsi nel gruppo. Partita tesissima, giocata a Torino nel torneo casalingo.

Nel finale di match, su un cross di Graziani, sbuca proprio Tardelli che poi si lancia in un’esultanza anteprima di quella ancora più nota della finale del 1982.

Nessuna delle due vincerà però il girone: Inghilterra fuori, Italia seconda e alla finalina (persa a rigori) con la Cecoslovacchia.

Il concerto fu un fiasco economico, ma si tenne lo stesso per una ventina di affezionati e ci nutrimmo di pizza, birra e free jazz.

E con questo non mi resta che augurare in questa finalissima londinese di oggi la vittoria all’Italia…del tennis,

Il Torneo di Wimbledon, anche noto semplicemente come Wimbledon, è il più antico evento nello sport del tennis.

Terzo torneo del Grande Slam in ordine cronologico annuale, preceduto dall’Australian Open e dagli Open di Francia e seguito dagli US Open, è l’unico Slam ad essere giocato sull’erba.

Occhi puntati dalle 15,00 su Tv8 per vedere il nostro Matteo Berrettini contro Novak Djokovic.

Italia finalissima ripropone il senso di una teatralità sacra di un’ umanità finita nel pallone come unica catarsi collettiva. Questo è tutto.

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania


Roberto De Giorgi

Roberto De Giorgi