Arte, Cultura & Società

 “Io vi sento” di M. Teresa Infante il 27 luglio al FilmFest Guerre & Pace

Diventa un cortometraggio la lirica di Maria Teresa Infante Io vi sento inserita nella raccolta poetica Il Viaggio, Oceano Edizioni pubblicata nel 2016.

La poesia, in memoria delle vittime dell’olocausto, che già vanta numerosi riconoscimenti, ha suscitato l’attenzione dell’attore teatrale Edoardo Claudio Olivieri (E.C.O.) nonché doppiatore, presentatore, autore, accademico e presidente onorario di WikiPoesia, voce istituzionale di WikiSolidarietà, direttore artistico di WikiPoesia, di Poeti per la Pace e del Premio Nazionale di Filosofia Alla ricerca dell’Anima.

Io vi sento, con versi di grande suggestione che testimoniano l’orrore di un dramma indimenticabile della storia recente, è stata selezionata tra i sette cortometraggi finalisti della XIX edizione di Guerre & Pace FilmFest che si terrà presso la suggestiva cornice di Forte Sangallo a Nettuno dal 26 luglio al 1 agosto 2021. Ogni anno Guerre & Pace FilmFest propone un tema diverso, un filo conduttore a cui attenersi per intraprendere un viaggio all’interno della cinematografia che tratta tematiche di rilievo e sappia essere oggetto di dialogo e riflessioni. Memorie di guerra è il tema dell’ edizione 2021
http://www.guerreepacefilmfest.it/

I sette cortometraggi finalisti, diversi per stile e ambientazione, saranno presentati ogni sera, prima della proiezione del film, ingresso libero fino a esaurimento posti.

Io vi sento è stato girato a Milano nel mese di marzo 2021 ed è frutto di un armonico lavoro di squadra di cui elenchiamo il cast: testo di Maria Teresa Infante, scrittrice, poeta; fotografia e regia di Emanuele d’Amato; attore, voice over Edoardo Claudio Olivieri; musiche (e comparsa musicista nel cortometraggio) Bruno Tripoli; make-up Artist – Giorgia di Guardo / Produzione – Barbabietola SRL; montaggio – fonica Giulio Nicolosi.
Formato: FULL HD 1920 X 1080 – Durata: 4 minuti e 46 secondi

Visionabile nel canale: https://youtu.be/qlZrmSQl5

La data di proiezione per Io vi sento è il 27 luglio alla presenza di vari membri del cast. Non ci resta che augurare a tutti un grande in bocca al lupo. In attesa di conoscere il vincitore “abbiamo già vinto” ha dichiarato la Infante, in quanto veicolare il messaggio della lirica a una così folta platea è non solo un onore ma occasione per scuotere le coscienze e ricordare le nefandezze di cui l’uomo è capace di macchiarsi quando si allontana dal senso ultimo dell’esistenza terrena, strettamente correlata al percorso spirituale. Abbiamo bisogno di ritrovarci e “imparare” l’amore, troppo spesso dimenticato.

Intanto giunge la notizia di essere rientrati come finalisti anche alla VIII edizione di Lavori in corto – Restiamo umani 2021 

Testo: 

Io vi sento
(Nel giorno della memoria)

Sento l’urlo muto delle coscienze
il suono silenzioso della bocca
gli occhi che hanno dato l’acqua
le ginocchia prostrate e i corpi dilaniati.

Sento le nefandezze
urlate sul podio del disprezzo
girare sui cardini dei cancelli di Auschwitz
e i crani di seta levigati
rotolare tra i giardini di Mauthausen.

Sento
il sangue arrugginire i polsi

scorticati dall’odio
numeri primi incisi per errore
sulla lana degli agnelli
succhiando latte dai mattatoi di Dachau.

Sento il fruscio del vento
scuotere i crini dei cipressi
mani giunte tra i gradini di Fossoli
a implorare cieli, lividi di furore.

Sento
i marmi degli  altari di ghiaccio
sciogliere il pianto tra le rotaie
e anonimi diesis intonare un canto
per chi muore e non ha una ragione.

“Binario 21, signori si scende
perdete speranza, l’inferno è di casa
né prati né fiori, né trini né onori
ma un puzzo di marcio dai cuori in cancrena
e il piscio si beve a cena la sera.”

Sento
i bozzoli svuotati dei corpi, camminare
tra le macerie sventrate dalle lame
i pugni vuoti delle madri
sventolare tra i panni stesi di Berlino
e gli occhi bassi di chi non ha pagato
strisciare tra i marciapiedi della 7th Avenue
mutando pelle ad ogni calar del sole.

Sento le mani tese che hanno spergiurato
il palmo sulla Bibbia e il fango nel costato
vedo issare i vessilli della cieca tirannia
sento su questo tetto l’infamia senza tempo.

Vi sento mentre cantate un inno senza voce.

Vi sento… Oh come vi sento!
Anime silenziose e senza dimensione
anime senza terra, semi in un prato incolto
sgusciare tra le visceri di forni e di camini.

Vi sento vomitare, pregare, supplicare
vi sento perdonare chi non va perdonato
voi che risorgerete sui petti dei potenti
su sterchi decorati fra lauti banchetti.

Ma adesso, per favore, lasciatemi dormire
chiudete la mia porta, ho solo tanto sonno.

Adesso, per favore
lasciate che riposi e creda che sia sogno,
che sia la vostra pace carezza tra i capelli.

Anime senza cielo

dormite insieme a me.

Maria Teresa Infante si occupa di poesia, narrativa, giornalismo. Ha al suo attivo diciassette pubblicazioni tra cui una in Serbia. Attualmente sono in distribuzione Torneremo a guardare il mare, Oceano Edizioni (marzo 2021) e la silloge Extrema ratio, Genesi Editrice (giugno 2021) che ha ricevuto la dignità di stampa al Premio letterario nazionale I Murazzi di Sandro Gros-Pietro a Torino. Presidente del Premio poetico nazionale Ciò che Caino non sa (violenza donne e minori) e collaboratrice e direttrice artistica del Premio accademico internazionale di letteratura contemporanea L. A. Seneca. Consigliera dell’Accademia delle Arti e delle Scienze filosofiche

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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