Mattarella vede Macron, ora una nuova Ue. Chi non rispetta i valori lasci

Mattarella vede Macron, ora una nuova Ue. Chi non rispetta i valori lasci

E sui migranti spiega che si illude chi pensa si fermi il loro arrivo dall’Africa con dei cartelli, ma sollecita una politica solidale da parte dell’Europa

Emmanuel Macron e Sergio Mattarella

AGI – L’Europa deve avere il coraggio di cambiare, ma chi vi ha aderito deve rispettarne i valori. Sergio Mattarella incontra all’Eliseo il presidente francese Emmanuel Macron, rinsalda l’asse tra Italia e Francia su cui si basa lo slancio per una nuova Unione europea e sprona a un cambio di passo. Durante la pandemia Commissione, Parlamento e Consiglio a Bruxelles hanno dimostrato un coraggio che però su altri fronti è mancato, a cominciare dalla politica migratoria inadeguata alla sfida, un vero e proprio vulnus per la coscienza europea.

Accolto con i massimi onori, definito “un amico per cui provo stima e affetto” da Macron, il Presidente della Repubblica chiede il “coraggio di fare passi avanti” a una Ue che sulla pandemia ha mostrato finalmente un volto solidale. Ma se è vero che si illude chi pensa di fermare i migranti in arrivo dall’Africa con dei semplici cartelli con scritto ‘vietato entrare’, se è vero che chi fugge da povertà e guerra “non deve essere individuato come un nemico”, a Bruxelles deve essere chiaro che “dobbiamo provvederci di una strategia dell’accoglienza – sostenibile ma concreta – in sintonia con le complesse sfide dell’oggi”. Dunque “la gestione delle migrazioni deve divenire parte integrante dell’azione esterna dell’Unione. Sotto ogni profilo e su più versanti non è da soli che possiamo pensare di arrestare la instabilità che ha ormai raggiunto praticamente l’intero arco dei confini europei!”.

Ma è sull’intero impianto europeo che il Presidente invoca un colpo di reni. Il “banco di prova” sarà la conferenza sul futuro dell’Europa che “non è un’occasione burocratica, o un passaggio occasionale, ma è un’occasione storica”. “Se un’Unione più efficiente e più coesa, più rappresentativa dei suoi cittadini, più autorevole al livello internazionale necessita – come è evidente – di cambiamenti nella sua struttura, dobbiamo avere il coraggio di affrontare e sciogliere questi nodi” avverte. Pena la delusione dei nostri ideali, il rischio di fermarsi e tornare a tempi bui di contrapposizioni e guerre perché “se la Ue non sarà all’altezza delle sue responsabilità” la pace “potrebbe divenire solo un ricordo”.

Il tema dell’Europa occupa l’intero corposo discorso che il Presidente rivolge a studenti e professori alla Sorbona. I passi avanti sono stati molti, a cominciare dal Next generation Ue su cui “non possiamo fallire”, e hanno messo all’angolo gli euroscettici: “È cresciuta una nuova consapevolezza, che supera e azzera improvvidi e modesti diversivi di contrapposizioni all’interno dell’Unione tra gruppi di Paesi, talvolta indicati con appellativi fantasiosi”.

Ma resta chi vuole un’Europa diversa, basata sui singoli Stati, come dimostra il manifesto firmato nei giorni scorsi dai sovranisti, o come testimoniano quei paesi come l’Ungheria che frenano sul fronte dei valori comunitari. A loro il Capo dello Stato si rivolge in modo netto: “Le solenni decisioni assunte da ciascun popolo al momento dell’adesione al progetto non possono essere contraddette se non a prezzo della drastica decisione dell’abbandono. Occorre chiarezza”. E davanti alle sfide globali, come ha dimostrato la pandemia, rinchiudersi nel passato è controproducente: “Se la storia diviene sempre più universale, non possiamo pensare che a scriverla possano aiutare i canoni obsoleti del ‘sacro egoismo’ delle ottocentesche rivoluzioni nazionali”.

La visita di Mattarella a Parigi, la prima dopo la pandemia, rafforza il fronte degli europeisti, una linea condivisa ovviamente dal governo di Draghi, prepara il terreno per la firma del trattato di cooperazione rafforzata tra Italia e Francia e, negli auspici di chi vuole una Ue più solidale e coesa, getta le basi per un nocciolo duro di paesi che divengano traino per l’ultimo miglio verso una maggiore integrazione. Domani il Presidente incontrerà il primo ministro Jean Castex e la sindaca di Parigi Anne Hidalgo, poi il rientro a Roma.

Redazione

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