Arriva l’estate ed è corsa per evitare le varianti del Covid

Arriva l’estate ed è corsa per evitare le varianti del Covid

Le varianti del Covid – L’auspicio degli italiani è che il coronavirus sia effettivamente “ridotto” nella capacità di diffusione e di generazione di patologie gravi e morte.

Di Erasmo Venosi

Sembra di respirare lo stesso clima entusiastico della scorsa estate con la differenza che lo scorso anno i vaccini non esistevano.

Diminuzione contagi, diminuzione decessi corsa verso la cosiddetta immunità di gregge

Noi osserviamo che oltre al vaccino di cui chiariremo un aspetto nel seguito, hanno agito:

  1. a) la stagionalità dei virus respiratori. In estate o meglio quando la temperatura aumenta le particelle di aerosol, si disidratano molto presto e il virus non avendo più il “taxi” si degrada;
  1. b) l’aumento della vitamina D per effetto della maggiore esposizione al Sole;
  1. c) il tempo maggiore trascorso all’aperto.

Va però osservato che i vaccini che usiamo sono “ Leaky” cioè bloccano i sintomi e riducono i decessi ma non prevengono l’infezione o la trasmissione ad altre persone .

Non sono vaccini sterilizzanti ovvero che impediscono al virus di replicarsi dentro una cellula e quindi trasmettere l’infezione ad altri soggetti per esempio non vaccinati, immunodepressi.

Bisogna poi considerare le varianti che possono far svanire l’immunità acquisita infine, la cosiddetta immunità di gregge varia in relazione al tipo di variante.

Ora circolano due preoccupanti varianti quella Delta o indiana e la variante Epsilon

La variante Delta eleva l’immunità di gregge all’80%.

Matematicamente si calcola con la formula IG= 1-1/Ro e dove Ro vale 5 (ne abbiamo parlato nel precedente articolo).

Secondo il fisico Battiston dell’Università di Trento invece è pari all’88%. La variante inglese ha un Ro= 3,75 e un IG = 73% mente la variante originaria di Whuan aveva Ro = 2,5 e quindi un IG = 60%.

 La Delta la abbiamo trattata nel precedente articolo.

La variante Epsilon è stata isolata in California e studiata da ricercatori dell’Università di Washington con pubblicazione su Nature “ SARS-CoV-2 immune evasion by the B.1.427/B.1.429 variant of concern “.

Sembra resistere molto di più agli anticorpi prodotti sia da vaccini a mRna che a vettori virali.

Appare chiarissimo che più questo virus circola e più saranno le probabilità di avere nuove varianti.

Attualmente la variante Epsilon è presente in Belgio, Danimarca, Francia, Finlandia, Germania, Irlanda, Italia, Norvegia, Olanda, Spagna, Svezia , Svizzera , Corea del Sud, Giappone, India e Stati Uniti.

Urge come per la variante indiana attuare il sequenziamento dei genomi virali delle persone positive oltre al tracciamento dei contagiati.

Secondo lo studio pubblicato su Nature la variante Epsilon presente, una resistenza agli anticorpi superiore rispetto a tutte le varianti che conosciamo.

La variante Epsilon presenta tre mutazioni che riguardano la proteina Spike

Due di queste sono comuni alla variante indiana mentre la terza riguarda un altro segmento della proteina Spike denominato “dominio N terminale o NTD“.

La minore azione degli anticorpi neutralizzanti soprattutto per immunodepressi deriva da queste mutazioni e i ricercatori che hanno redatto la ricerca pubblicata su Science hanno richiamato a un’attenzione particolare sulla mutazione che interessa NTD rappresentando un nuovo modo di aggiramento della risposta immunitaria.

Settembre è vicino e solo l’evoluzione della pandemia, sperando nella massimizzazione dei vaccini ci potrà dire se le politiche sanitarie hanno anteposto la vita rispetto ad altre attività.

Sapremo anche se ai soggetti a rischio sarà inoculata un’altra dose di vaccino come richiamo considerato che poco si sa sulla permanenza degli anticorpi nel tempo.

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