La Taranto delle camicie nere

La Taranto delle camicie nere

La Taranto delle camicie nere

Il ventennio fascista è stato a dir poco di gran impatto su tutto il suolo nazionale, ma anche sulla nostra amata città dei due mari.

Edifici e piccoli segni nelle vie

Sotto richiesta del capo fascista, venero eretti diversi edifici e strutture.

Partiamo col menzionare il Palazzo del Governo, ora sede della Prefettura e dell’Amministrazione Provinciale; di fronte a quest’ultimo, la rotonda, in grado di accogliere migliaia di persone.

A seguito, il Palazzo delle Poste, attuale sede centrale delle Poste italiane nella città.

Infine, possiamo accennare al Palazzo della Banca d’Italia, tuttora in uso e di proprietà della ASL di Taranto, è attualmente la sede del corso di laurea in medicina.

Una piccola curiosità su queste grandi strutture: se viste dall’alto, rivelano la forma di una M, rappresentante Mussolini.

I piccoli segni ancora rimasti sulle strade, invece, sono i fasci littori tutt’oggi presenti sui tombini in diverse zone della città.

La gioventù del ventennio

A quel tempo era presente la leva obbligatoria non appena raggiunta la maggiore età; per preparare i giovani ad entrare nelle forze armate, in tutta Italia si tenevano corsi premilitari, con l’intento di addestrare i ragazzi all’uso delle armi e fornir loro il necessario allenamento fisico e spirituale.

Per aprire una piccola parentesi sul genere femminile durante quel periodo, possiamo dire che essere fascisti non fosse una scelta e alle donne non erano tristemente riconosciuti gli stessi diritti ottenuti oggi: nelle scuole, le donne imparavano come svolgere le faccende domestiche (stirare, cucinare, lavare piatti e panni) e di avere l’obbligo di dover sempre obbedire al proprio marito.

Oggi, ormai, possiamo felicemente dire di avere una libertà di pensiero e di scelta,
perciò a parer mio, dovremmo festeggiare la giornata della Liberazione (25 aprile) come fosse per tutti noi il giorno più importante di tutto l’anno, tutti gli anni.

Redazione Corriere di Puglia e Lucania 

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