Facciamo il punto sulla variante Delta

Facciamo il punto sulla variante Delta

di Erasmo Venosi 

Variante Delta – Due le pubblicazioni cui attingiamo per fare il punto sulla variante indiana ribattezzata Delta da OMS.

Le altre tre sono l’alfa o variante inglese, beta variante brasiliana e gamma variante sudafricana.

Le pubblicazioni sono “Delta variant triggers new phase in the pandemic“  su Science.

E “Sars -CoV-2 variants of concern and variants under investigation in England Technical briefing 16”  di Public Health England..

Quest’ultima riporta alcuni dati che mostrano una variante Delta presente nel 90% dei nuovi contagiati nel Regno Unito.

Variante 2 volte trasmissibile

Inoltra stima la Delta trasmissibile oltre 2 volte rispetto alle originarie forme di virus.

Public Health England stima che l’indice R0 che è il parametro utile a valutare l’andamento di un’epidemia cioè il numero medio d’infezioni causate da ogni individuo infetto pari a 5.

Dalla ricerca su Science apprendiamo che le mutazioni di Delta sono 9

Quelle che destano più preoccupazioni sono quelle che riguardano la notissima proteina Spike che è la “ chiave” usata dal virus per entrare nelle cellule.

La Delta presenta una mutazione che agevola il virus a entrare nelle cellule.

Inoltre sono state individuate due forme diverse della variante Delta (AY1 e AY2) denominata Delta Plus che porta una variante che in grado di non farsi beccare dal nostro sistema immunitario.

Variante Delta Plus presente nel Regno Unito, India e Stati Uniti e di questa si sta studiando la pericolosità.

I dati provenienti dal Regno Unito mostrano che i vaccini sono efficaci con diversa intensità rispetto alla variante Delta: Pfizer 88%, AstraZenica 60% riferite a due vaccinazioni.

Una sola vaccinazione ha un’efficacia del 33% sia rispetto a Pfizer sia AstraZenica.

Queste percentuali di efficacia dimostrano la necessità di riduzione del tempo che intercorre tra prima e seconda vaccinazione.

Il Regno Unito come noto aveva scelto tre mesi tra prima e seconda vaccinazione e forse proprio per questo che la variante Delta si sta diffondendo velocemente.

A inizio giugno 3 mila casi giornalieri ora siamo su 26 mila

Il Centro Europeo Prevenzione e Controllo Malattie ha comunicato che “la variante Delta è più trasmissibile delle altre varianti in circolazione.

E stimiamo che entro la fine di agosto rappresenterà il 90% del virus SARS-CoV-2 in circolazione in Europa (…)

Sfortunatamente, i dati preliminari mostrano che può infettare individui che hanno ricevuto solo una dose dei vaccini ad oggi disponibili.

È molto probabile che la variante Delta circolerà estesamente durante l’estate, in particolare tra individui giovani che non sono ancora stati raggiunti dalla vaccinazione.

Ciò potrebbe far correre il rischio agli individui più fragili di venire infettati e sviluppare forme gravi della malattia, anche il decesso, se non sono completamente vaccinati”.

Due dosi di qualsiasi vaccino oggi disponibile forniscono un’alta protezione contro questa variante e le sue conseguenze.

Tuttavia, circa il 30% di individui con più di 80 anni e circa il 40% di individui con più di 60 anni non ha ancora ricevuto una piena vaccinazione in Europa”.

Il punto è che ci sono ancora troppe persone a rischio.

L’obiettivo deve essere la protezione rapida di tutti i vulnerabili e durante questo si verifica mantenere bassa la circolazione della variante Delta attuando tutte le misure atte a controllare la diffusione del virus.

Somministrare la seconda dose riducendo al minimo possibile l’intervallo tra le due somministrazioni.

Redazione Corriere Nazionale

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