Vaccinarsi è un diritto ma anche un dovere

Vaccinarsi è un diritto ma anche un dovere

Mi sono messo di buona lena tempo fa al tablet e ho perso delle ore per prenotare le vaccinazioni anticovid ai miei genitori, a me e mia sorella.

Ci sono riuscito serenamente. Mio padre è andato a vaccinarsi al Palasport Modigliani di Livorno.

L’ho accompagnato io. Abbiamo preso la superstrada. Ci siamo fermati ad un bar, dove ci siamo gustati un caffè. Ci siamo recati sul posto.

Abbiamo parcheggiato. In quel centro somministrano anche 1600 dosi al giorno. La prima dose gli è toccata il giorno di Pasquetta. Sono stato ad aspettare in macchina. Mia madre è stata vaccinata al Palazzo Blu a Pontedera, a poche centinaia di metri da casa.

Entrambi hanno preso l’Astrazeneca. Mia madre era stanca, spossata la sera stessa della somministrazione, ma va tenuto conto che ha 80 anni. Mio padre non ha avuto nulla. Io in quei frangenti ero preoccupato per loro. Devo scrivere che sono sempre stato a favore della vaccinazione. Ho sempre ragionato razionalmente, a rigor di logica.

Mi sono sempre attenuto scrupolosamente ai fatti, mentre i no vax si fanno prendere dal panico, dall’isteria, dalla paura, dall’irrazionalità. Ci sono stati più di 120000 morti per Covid fino ad oggi e poche morti sospette, pochissimi i nessi accertati. L’analisi costi/benefici dovrebbe spingerci tutti a vaccinarsi. Le cosiddette reazioni avverse ci sono per ogni vaccino.

Muoiono molte più persone nel mondo prendendo una aspirina che prendendo il vaccino anticovid. È dimostrato scientificamente che l’aspirina può causare ulcere e crisi respiratorie letali: eppure con quanta nonchalance e quanta spensieratezza assumiamo una aspirina al minimo mal di testa o al minimo malessere!

I medici di base hanno dichiarato che i vaccini anticovid sono molto più sicuri di tanti farmaci e medicinali, che assumiamo spesso senza farci tanti problemi e senza preoccuparci troppo. Senz’altro ci sono stati pochissimi casi di trombosi nei giovani dopo il vaccino Astrazeneca.

Stanno ancora accertando se casi di miocardite e pericardite siano associati alla somministrazione di Pfizer e Moderna nei più giovani.  Mi chiedo io e lo chiedo ad ogni no vax: è più probabile morire in un letto di ospedale per Covid oppure dopo il vaccino anticovid? Qualcuno potrebbe obiettare che esiste anche la variante Delta. Ma controbatto io che dopo una vaccinazione di massa possono aumentare i contagi per la variante Delta, ma i morti saranno sempre contenuti.

Tra gli effetti nocivi più comuni  ci sono  dolore al braccio dell’inoculo, ingrossamento dei linfonodi ascellari, brividi, febbre, vomito, , astenia, cefalea nelle prime 72 ore dopo la vaccinazione. Ad ogni modo il vaccino è l’unico modo per uscire fuori dal tunnel in cui siamo finiti da più di un anno a questa parte. A me la prima dose del vaccino è toccata la mattina del 29 giugno.

Sono andato all’Hub di Pontedera. C’è un parcheggio immenso, dove fanno anche il mercato. Anni fa il mercato lo facevano in pieno centro sul corso ed era uno sbaglio perché se qualcuno aveva un malore e si sentiva male l’autoambulanza come poteva intervenire e fare manovra?

Ora il mercato lo fanno in questo immenso spiazzo, in questo maestoso slargo e tutto va meglio. È più comodo e più sicuro per tutti. Insomma mi sono presentato lì la mattina e mi sono trovato innanzi ad un tendone gigante, una struttura allestita con tutti i santi crismi.

Il cielo era sgombro, terso, sereno. Non c’erano nuvole all’orizzonte. Tutto faceva pensare che sarebbe stata una bella giornata. Avevo compilato già il foglio, dove avevo scritto tutti i miei dati. Però quel modulo che mi aveva dato mio padre non era più valido.

Ognuno doveva compilarne uno nuovo, che ti davano subito all’ingresso. La mia calligrafia era quasi illeggibile. Non sono più abituato a scrivere a mano. Quando devo scrivere qualcosa uso il tablet. Ho un tablet economico con il controllo di ortografia che non funziona ed il correttore automatico che fa i capricci.

Uso Word. Nei rari casi in cui devo prendere appunti va detto che per quanto scriva male a mano riesco tutto sommato ancora a leggere nella mia scrittura. D’altronde è finita l’epoca degli amanuensi. Lo posso affermare tranquillamente: ho disimparato ormai a scrivere a mano.

Oggi si fa così bene coi computer. L’organizzazione comunque era impeccabile. Sono stato assistito egregiamente in ogni fase. Il personale medico, paramedico, gli impiegati erano tutti gentili, disponibili ed alla mano. Io che ero sempre stato pro vaccino ed avevo anche scritto contro i no vax e le loro teorie paranoiche/complottistiche mi sono fatto prendere dall’ansia.

Al medico, una donna simpatica ed affabile, ho detto che avevo avuto delle convulsioni epilettiche nell’infanzia, anche se poi non avevo avuto più problemi. Quando mi hanno vaccinato non ho sentito proprio niente, ma quando mi sono messo seduto ad attendere l’ansia si è presentata potente. Ho capito dopo qualche ora che non era un effetto collaterale del vaccino ma solo la mia inquietudine. Nei primi minuti immediatamente successivi il vaccino non c’era niente che mi distraeva.

C’erano poco distanti anche delle belle ragazze vestite in modo discinto, ma non mi cadeva minimamente l’occhio come al solito. Guardavo in basso il pavimento. Avevo un pensiero fisso: cosa succederà dopo l’inoculazione del vaccino? Dopo un quarto d’ora la responsabile mi ha detto che potevo recarmi presso la registrazione, dove hanno visto che avevo avuto convulsioni un tempo e mi hanno chiesto se mi ero registrato per fascia di età o per patologia. Io ho risposto la prima. La signorina è stata veloce ed efficiente.

Tempo di scambiarsi il buongiorno ed ero fuori dal centro. Questa volta era mio padre che era venuto ad accompagnarmi. Sentivo un lieve brusio, un leggero vocio in lontananza. C’erano dei gruppuscoli di persone fuori. Ho localizzato subito dove mio padre aveva parcheggiato.

Gli ho fatto un cenno con la mano. Ho dato un rapido sguardo al supermercato ed al cinema, poco distanti. Ho affrettato il passo. L’ansia era passata. Stavo benissimo. Avevo solo un lieve formicolio al braccio destro. Mi aspettava una giornata calda ed afosa. Avevo solo bisogno di un buon caffè al bar della stazione. Ora che è passato del tempo posso scrivere che mi ero preoccupato troppo per nulla.

È filato tutto liscio come l’olio. Poche storie insomma: vaccinarsi è un diritto ma anche un dovere. I timori a riguardo vanno affrontati e superati.

Davide Morelli

Redazione Corriere Nazionale

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