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Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Quotidiano

Gentili amici della poesia, vi comunichiamo che nei mesi estivi la rubrica Pane e Quotidiano avrà cadenza settimanale. L’appuntamento è ogni mercoledì. Augurandovi buona estate vi invitiamo a continuare a respirare poesia!

La Redazione

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Il 30 giugno 2014 muore a Roma Maria Luisa Spaziani.

Nasce a Torino il 7 dicembre del 1922. Intellettuale di fama internazionale, poetessa di enorme levatura, ha vissuto a lungo nei dintorni di Asti e a Roma. Tra i fondatori del Centro Internazionale Eugenio Montale, da lei presieduto dal 1981, docente di lingua e letteratura francese all’Università di Messina, ha svolto anche opere di traduzione di alto profilo, lavorando su testi di GoetheShakespeareGide e molti altri.

Grazie alle frequentazioni letterarie e alla sua rivista, fa la conoscenza di Leonardo Sinisgalli, presenza importante nella sua formazione, e del poeta Ezra Pound, che incontra nella città ligure di Rapallo. Di capitale importanza per la sua formazione è l’incontro, all’età di venticinque anni, con il celebre poeta Eugenio Montale.

È il 14 gennaio del 1949 quando il Nobel italiano si ferma, al termine della sua performance, fuori al teatro, per stringere la mano agli intellettuali torinesi. Tra questi, c’è anche Maria Luisa Spaziani che, con somma sorpresa, viene riconosciuta dal poeta. L’indomani i due sono a pranzo insieme e danno vita ad una delle relazioni intellettuali e spirituali più intense e belle della storia della letteratura italiana.

Nel 1972, in contesto accademico, viene chiamata a curare i volumi di Pierre de Ronsard, oltre ad occuparsi di teatro francese del Settecento. Muore a Roma all’età di 91 anni.

La cometa

Quel mio amore per lui aveva ali di cera
lunghe le ali sembravano eterne
battevano il cielo sicure, sfioravano picchi,
puntavano al sole con nervature nervine.

Fuse le ali ormai mi ricrescono dentro,
soltanto ora perdute mi diventano vere,
e ai cuori incauti grido: la passione è un fantasma
troppo importante, uomini, per potersi incarnare.

Chiomate vaganti comete di Halley, presagi
disastri prodigi che infiammano e gelano il sangue,
nessuno osi fissarvi, si arrischi a sfiorare
coaguli di pura lontananza –  morgane.

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