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Le conseguenze psicofisiche e sociali dello stalking

Lo stalking è un fenomeno relativamente recente, l’attenzione sugli atti persecutori è cominciata a partire dalla fine degli anni ’80 negli Stati Uniti a seguito della morte dell’attrice Rebecca Schaeffer uccisa da un fan, R. J. Bardo. Il giovane aveva manifestato una vera e propria ossessione per la donna, per anni, infatti, l’aveva molestata, fino poi ad arrivare al tragico epilogo.

La parola stalking deriva dal verbo inglese to stalk, la cui traduzione letterale è inseguire, un termine che etimologicamente appartiene al linguaggio della caccia: lo stalker è il predatore che insegue una vittima, ossia la sua preda. Lo stalker è un molestatore assillante[1] che pone in essere un insieme di comportamenti ripetuti e intrusivi di sorveglianza e controllo, di ricerca di contatto e comunicazione nei confronti di una vittima che risulta infastidita e/o preoccupata da tali attenzioni e comportamenti non graditi. Alla base delle condotte poste in essere dallo stalker vi è una disfunzione della relazione e della comunicazione interpersonale.

Le donne vittime di stalking riportano una serie di disturbi come conseguenza delle ripetute molestie subite, e sono proprio le assillanti condotte persecutorie che spesso costringono le malcapitate a modificare radicalmente le proprie abitudini, e le routine quotidiane.

Le conseguenze psicologiche rilevate nelle persone stalkerizzate possono essere: il disturbo da Stress Post Traumatico, le somatizzazioni, e l’avversione sessuale[2].Tali disturbi, come altri che potrebbero manifestarsi, possono essere temporanei e legati alla capacità individuale di adattarsi all’atto criminoso subito. Le vittime di stalking sul piano emotivo ravvisano vergogna, senso di colpa, paura, ansia, rabbia… Queste persone spesso tendono a isolarsi, a cambiare il proprio stile di vita, manifestano comportamenti di evitamento. È palese, dunque, che le conseguenze dello stalking sono anche sul piano sociale oltre che psicologico, senza tralasciare le conseguenze fisiche. Le vittime possono soffrire di disturbi del comportamento alimentare, del sonno dell’abuso di alcool, droga, fumo. Vittime con esistenze profondamente segnate dalla paura. “Viviamo nella paura, ed è così che non viviamo” Buddha.

Francesca Moretti

[1] Curci, Galeazzi, Secchi, La sindrome delle molestie assillanti (stalking), Bollati Boringhieri

[2] Gargiulo B.C., Damiani R., Lo stalker, ovvero il persecutore in agguato. Classificazione, assessment e profili psicocomportamentali, Franco Angeli

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