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Poesia. ‘Pane e…Quotidiano’

Quotidiano

Gentili amici della poesia, vi comunichiamo che nei mesi estivi la rubrica Pane e Quotidiano avrà cadenza settimanale.

L’appuntamento è ogni mercoledì. Augurandovi buona estate vi invitiamo a continuare a respirare poesia!

La Redazione

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Il 22 giugno 1956  muore  a Twickenham, nel Middlesex , Walter De la Mare.

Nato a Charlton, un piccolo paese del Kent, esordisce nel 1895 con un racconto.

Nel 1908, a soli 35 anni, ricevette una pensione statale che gli permise di vivere di rendita per il resto della sua vita dedicandosi a tempo pieno alla sua vocazione letteraria.

La produzione di Walter de la Mare è molto vasta e comprende poesie, racconti, romanzi, saggi e libri per bambini.

Nel 1921 viene pubblicato Memoirs of a Midget, uscito anche in Italia con il titolo Memorie di una donna in miniatura.

Si tratta di un romanzo di genere realistico che vede protagonista una donna affetta da nanismo (possibile rappresentazione di un simbolo alchemico) e le sue difficili esperienze con la realtà.

Due anni prima era uscita la già citata antologia di poesie The Listeners and Other Poems che comprende The Listeners (Gli Ascoltatori), la poesia di fantasmi per cui oggi è più ricordato nella letteratura inglese.

Gli Ascoltatori

“C’è nessuno?”disse il Viaggiatore,

bussando alla porta rischiarata dalla luna;

e il suo cavallo nel silenzio brucava erba

dal terreno coperto di felci nella foresta:

e un uccello volò fuori dalla torretta,

sopra la testa del Viaggiatore:

e lui bussò alla porta una seconda volta;

“C’è nessuno?” disse.

Ma nessuno discese verso di lui;

non una testa dal davanzale coperto di foglie

si sporse per guardare nei suoi occhi grigi,

là dove era rimasto, perplesso e silenzioso.

Ma solo una folla di ascoltatori spettrali

che dimorava nella casa solitaria,

allora rimase ad ascoltare nella quiete lunare

quella voce uscita dal mondo degli uomini:

immobile a guardare i pallidi raggi di luna sulla scala oscura,

che va giù nell’atrio deserto,

ascoltando in un’aria scossa e turbata

il richiamo del Viaggiatore solitario.

E li sentì nel suo cuore, strani

e immobili, rispondere al suo grido,

mentre il cavallo si muoveva, brucando le zolle scure,

sotto un cielo di stelle e di foglie;

e lui improvvisamente picchiò alla porta, ancora

più forte, e sollevò la testa:

“Di’ loro che sono venuto e nessuno ha risposto,

che io ho mantenuto la mia parola”, disse.

Non si mossero gli ascoltatori,

sebbene ogni parola da lui pronunciata

cadesse echeggiando nell’oscurità della casa silenziosa

dall’unico uomo rimasto sveglio:

sì, essi udirono i suoi piedi sulla staffa,

e il rumore del ferro sulla pietra,

e il silenzio cadde di nuovo su tutto,

quando il rumore degli zoccoli si allontanò.

Redazione Corriere Nazionale

Redazione Corriere di Puglia e Lucania

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